Avatar: al cinema, DRM permettendo

Il film più chiacchierato dell'anno è risultato temporaneamente bloccato ai nastri di partenza del botteghino. La colpa è della tecnologia di protezione della versione digitale in 3D
Il film più chiacchierato dell'anno è risultato temporaneamente bloccato ai nastri di partenza del botteghino. La colpa è della tecnologia di protezione della versione digitale in 3D

Avatar , il film epico/fantastico in computer grafica che sancisce l’atteso ritorno dietro la macchina da presa del regista di Aliens, Terminator e The Abyss, è l’ultima “vittima” in ordine di tempo delle tecnologie di protezione anticopia declinate in chiave cinematografica . E al contrario di quanto successo alla preview di Munich di Spielberg circa quattro anni fa in UK, l’incidente e la relativa figuraccia del film di James Cameron finiscono dritti davanti al pubblico dei cinema europei.

Secondo quanto racconta Heise.de , nei cinema di almeno 7 città tedesche e svizzere (dove era prevista la visione in anticipo sulla premiere ufficiale) l’hard disk di Avatar si è semplicemente rifiutato di girare con i proiettori digitali. La versione tridimensionale del film viene infatti spedita su un HD contenente 150 Gigabyte di dati audiovisivi, da riversare poi sui server della sala per la proiezione.

Ma quei GB di dati sono, naturalmente, completamente blindati da pesanti restrizioni DRM , pensate per meglio controllare la distribuzione e prevenire la diffusione non autorizzata del prezioso carico di Gigabit hollywoodiani. La cifratura si incarica tra le altre cose di indicare il numero massimo di schermi su cui il film può essere proiettato e la “finestra temporale” in cui tale proiezione può avvenire.

La conseguenza pratica di queste tecnologie di enforcement digitale è stata che gli addetti ai cinema interessati si sono visti costretti a fronteggiare l’impossibilità di offrire lo show per cui gli spettatori paganti erano già seduti in poltrona, e non è rimasto loro che chiedere scusa e proporre la visione della copia standard del film in 2D fornita su una tradizionale pellicola analogica a 35 millimetri.

La tecnologia di protezione responsabile del fattaccio è basata su Key Delivery Message , e ogni proiettore è associato su una chiave univoca fornita da Deluxe Entertainment Services . La società avrebbe dovuto comunicare il necessario per sbloccare la preview europea visto il supporto “24 ore su 24” offerto alle sale cinematografiche, ma evidentemente così non è stato e il mesto portavoce di 20th Century Fox (distributrice del lungometraggio) non ha potuto far altro che esprimere “rammarico per i fiaschi e per il disagio corrispondente”. La premiere del film, a titolo di cronaca, non ha fatto registrare incidenti di sorta.

Alfonso Maruccia

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21 12 2009
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