Ballmer: Linux più sicuro? Meglio Windows

Difendendo gli sforzi compiuti dalla propria azienda per migliorare la sicurezza del proprio software, il CEO di Microsoft è tornato a parlare di patch, hacker e pinguini
Difendendo gli sforzi compiuti dalla propria azienda per migliorare la sicurezza del proprio software, il CEO di Microsoft è tornato a parlare di patch, hacker e pinguini


Orlando (USA) – Dal palco del Gartner Symposium/ITxpo Steve Ballmer, CEO di Microsoft, ha difeso a spada tratta gli sforzi compiuti sul fronte della sicurezza dalla propria azienda e la competitività di Windows nei confronti di Linux.

Ballmer sostiene che Microsoft ha compiuto “eccezionali passi avanti” nel rendere realtà i punti d’intervento previsti dall’iniziativa Trustworthy Computing e, sebbene dichiari che si deve far di più soprattutto per semplificare il processo di gestione e applicazione delle patch, il boss di Microsoft non vuol proprio sentirsi dire che Linux sia più sicuro del suo pargolo Windows.

“Dovrebbe esserci qualche ragione – domanda Ballmer – per credere che il codice che proviene da una molteplicità di individui sconosciuti e di varie nazionalità debba essere per qualche motivo di qualità più elevata rispetto a quello proveniente da persone pagate per farlo professionalmente? No, non c’è nessuna ragione per credere questo. Non sto necessariamente asserendo che il codice open source sia di peggior qualità, ma perché mai il codice rilasciato in modo casuale da qualche hacker in Cina e distribuito da alcuni progetti open source debba essere, per definizione, migliore?”

“Non c’è nessuna roadmap per Linux”, ha poi aggiunto il boss di Microsoft. “Nessuno è responsabile per i problemi di sicurezza di Linux. Credo che uno dei vantaggi di un’azienda commerciale sia proprio quello di poter offrire ai propri clienti una roadmap e garanzie d’indennizzo”.

Per dimostrare i passi avanti compiuti da Microsoft nel rendere il proprio sistema operativo più sicuro, Microsoft ha messo a paragone il numero di vulnerabilità di sicurezza critiche trovate in Windows 2000 e in Windows XP nei primi 150 giorni dalla loro uscita: il risultato, secondo il boss di Microsoft, è di 17 a 4.

“Nei primi 150 giorni Red Hat 6.0 è stato afflitto da un numero di falle dalle 5 alle 10 volte superiore”, ha poi aggiunto Ballmer con un paragone destinato a sollevare le rimostranze della comunità di Linux, da sempre contraria a mettere sullo stesso piatto della bilancia le vulnerabilità di una distribuzione Linux, che include migliaia di software, con quelle di un sistema operativo che, come Windows, integra un numero assai più ridotto di componenti. Red Hat 6.0, basata sul kernel 2.2, è stata rilasciata oltre quattro anni fa.

In risposta alla domanda postagli da un analista intervenuto alla conferenza, Ballmer ha affermato che Microsoft non ha nessun piano circa lo sviluppo di una versione di Office per Linux : per il momento, secondo il dirigente, il mercato desktop di Linux non giustificherebbe lo sforzo. In ogni modo, ha aggiunto Ballmer, “mai dire mai”.

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22 10 2003
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