Banche europee: 200mila posti a rischio a causa dell'AI

Banche europee: 200mila posti a rischio a causa dell'AI

Secondo Morgan Stanley, oltre 200mila posti di lavoro nelle banche europee scompariranno entro il 2030 a causa dell'AI.
Banche europee: 200mila posti a rischio a causa dell'AI
Secondo Morgan Stanley, oltre 200mila posti di lavoro nelle banche europee scompariranno entro il 2030 a causa dell'AI.

Duecentomila persone. Non è un numero astratto, è uno stadio pieno. È una città di medie dimensioni. È l’equivalente di cancellare tutti i dipendenti di Google e Meta messi insieme. E secondo Morgan Stanley, è il numero di posti di lavoro che scompariranno dal settore bancario europeo entro il 2030.

L’analisi, riportata dal Financial Times, conferma quello che i sindacati temevano da anni. L’automazione sta per fare quello che ha fatto in ogni altro settore, solo che questa volta tocca alle banche. I colletti bianchi. I professionisti dei servizi finanziari. Quelli che pensavano di essere protetti dalla rivoluzione digitale perché il loro lavoro richiedeva competenze specializzate e giudizio umano.

Automazione bancaria: 200.000 licenziamenti in Europa entro il 2030

Quando si pensa ai licenziamenti in banca, probabilmente si immaginano le filiali che chiudono e i cassieri che perdono il lavoro. È vero che le filiali fisiche stanno scomparendo, chi va ancora in banca di persona quando può fare tutto dall’app? Ma non sono i lavoratori agli sportelli il bersaglio principale di questa ondata di tagli.

Le mansioni più a rischio sono quelle che nessuno vede. Il back-office, quel mondo sotterraneo di impiegati che elaborano documenti, controllano le transazioni, verificano le conformità normative. La gestione dei rischi, dove team di analisti passano le giornate a scrutare dati cercando schemi e anomalie. I dipartimenti di compliance, popolati da professionisti che si assicurano che la banca rispetti migliaia di regolamenti incomprensibili.

Tutto questo si basa sull’analisi di enormi volumi di dati. Ed è esattamente il tipo di lavoro in cui i software di nuova generazione, quelli potenziati dall’intelligenza artificiale, eccellono. Non si stancano ed elaborano informazioni a velocità che nessun umano potrebbe mai raggiungere. Secondo Morgan Stanley, le banche puntano a guadagni di efficienza vicini al 30%. Gli investitori sono entusiasti, ovviamente. I sindacati meno.

Goldman Sachs apre la strada

Questo non è un fenomeno limitato all’Europa. Negli Stati Uniti, Goldman Sachs ha già avviato la fase operativa di riduzione del personale. Il programma si chiama “OneGS 3.0” e si basa massicciamente sull’intelligenza artificiale. Goldman ha imposto un congelamento totale delle assunzioni fino alla fine del 2025. Niente nuovi ingressi o sostituzione per chi se ne va. Solo l’inesorabile riduzione della forza lavoro umana mentre i sistemi automatizzati si prendono carico di sempre più funzioni.

In Europa, la banca olandese ABN Amro ha annunciato che prevede di tagliare circa un quinto del personale entro il 2028. In Francia, il vertice di Société Générale parla apertamente di una “trasformazione profonda che non risparmierà alcun settore”.

La profezia dei 200.000

La proiezione di Morgan Stanley riguarda trentacinque grandi gruppi bancari europei e corrisponde a circa il 10% della loro forza lavoro attuale. È il risultato dell’effetto combinato dell’automazione e della progressiva chiusura delle filiali fisiche. Ma mentre la chiusura delle filiali è un processo visibile, l’automazione del back-office è silenziosa.

Le banche stanno semplicemente seguendo la logica economica. Se un software può processare mille richieste al giorno senza pause caffè e senza errori umani, perché continuare a pagare dieci persone per fare la stessa cosa?

Il problema non è solo che duecentomila persone perderanno il lavoro. Il problema è cosa succede dopo. Nel settore bancario, tradizionalmente, la carriera iniziava dal basso. Si entrava come junior analyst, si passava anni a fare lavoro noioso ma fondamentale e attraverso questa gavetta si imparava come funzionava davvero una banca. Poi, gradualmente, si saliva verso posizioni più senior. Ma se tutto il lavoro junior viene automatizzato, dove imparano i futuri dirigenti bancari? Come acquisisci esperienza nel settore finanziario quando non ci sono più posizioni entry-level perché sono tutte gestite da algoritmi?

Il responsabile di JPMorgan ammette che la scomparsa dei percorsi di formazione tradizionali potrebbe indebolire il ricambio generazionale. “Potrebbe” è un eufemismo gentile. La solidità e la competenza delle future classi dirigenti bancarie saranno inevitabilmente compromesse se spariscono i gradini più bassi della scala.

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Pubblicato il
5 gen 2026
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