Barbareschi: Internet è una tela che cattura

L'onorevole dichiara che la rete ha modificato i profili comportamentali della pedofilia e mira a responsabilizzarne i cittadini. Che andrebbero educati anche sul fronte del diritto d'autore
L'onorevole dichiara che la rete ha modificato i profili comportamentali della pedofilia e mira a responsabilizzarne i cittadini. Che andrebbero educati anche sul fronte del diritto d'autore

Internet è un nodo da sciogliere, le connessioni mettono in relazione persone, conoscenze e informazioni ma intessono altresì una tela che irretisce. L’onorevole Barbareschi, deputato PDL che da tempo immemore si interessa anche di Rete, ne illustra rischi e opportunità.

L’occasione è la conclusione dell’iter parlamentare per la proposta di legge che istituisce la giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia : sarà “il punto di partenza per la creazione di una coscienza nazionale sul problema dell’aggressione sessuale nei confronti dei minori – ha dichiarato l’onorevole Barbareschi – e delle problematiche collegate anche massiccia e crescente diffusione delle nuove tecnologie”.

L’onorevole ha in più occasioni manifestato l’urgenza di responsabilizzare la società civile, di allertare i cittadini della rete rispetto ai rischi tesi dagli strumenti messi a disposizione dalle tecnologie: “L’avvento di nuovi supporti tecnologici, quali internet e le chat line – spiegava nei mesi scorsi ai colleghi in Parlamento – ha modificato le modalità di espressione della pedofilia, che si è arricchita di ulteriori nuovi profili comportamentali e di nuove forme di diffusione e di adescamento”.

Barbareschi citava i dati di Telefono Arcobaleno, sottolineando come “lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia minorile negli ultimi cinque anni sono più che raddoppiati: il 2007 si attesta come l’anno record della pedofilia on line, con un incremento del 131 per cento rispetto al quinquennio precedente”. Proprio il presidente di Telefono Arcobaleno Giovanni Arena, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia, ha sfornato i dati più aggiornati calcolando che “la dimensione della pedofilia online dal 2006 a oggi è praticamente raddoppiata”. È la tecnologia a celare delle insidie, ribadisce ora Barbareschi, “la Rete spesso finisce per trasformarsi nella tela che sempre più di frequente cattura le nuove generazioni”.

L’onorevole Barbareschi suggerisce che la rete non è semplicemente un ambiente che può avviluppare i minori : il deputato del PDL si manifesta online sotto forma di blogger e di account Flickr , cinguetta a favore dei follower autorizzati e sta meditando di condividere con i netizen quanto di meglio offra la rete. Impugna il Web come canale di comunicazione, opera alacremente per rendere Internet un posto più sicuro per tutti. Si tratta di una sicurezza che passa per la responsabilizzazione e che potrebbe passare per una carta di identità di cui dotare tutti i cittadini della rete, in modo – spiegava Barbareschi nei giorni scorsi – di “riaffermare le responsabilità dei singoli per gli illeciti commessi: così come avviene nella realtà, così anche nella virtualità va individuato un sistema di regole”.

La “virtualità” impatta evidentemente sulla realtà, sconquassa dinamiche e genera fenomeni: non ne è immune la società, non ne è immune il sistema dei media. Per questo motivo Barbareschi, forte della propria esperienza di pioniere di Internet in Italia , milita in prima linea per temperare gli impeti più dirompenti scatenati dalla combinazione della tecnologia e dei cittadini che la impugnano in maniera irresponsabile. Lo dimostra disseminando proposte e spunti di riflessione, diramando le proprie opinioni lungo un’ infinità di canali . Fra le altre iniziative, Barbareschi ha agguantato le redini del quadro politico italiano per guidare l’Italia verso la responsabilizzazione nei confronti del diritto d’autore e verso un nuovo mercato dei contenuti agevolato dalla rete. Barbareschi non ha temuto di attaccare YouTube in occasione dell’ offensiva scagliata da Mediaset: “Il sottoscritto Luca Barbareschi è stato il primo a fare causa a YouTube: è una palese violazione del diritto d’autore – questa l’opinione dell’onorevole di pochi mesi fa – la tecnologia dà il diritto ad innovare a patto che ci sia rispetto per i contenuti”. Barbareschi non tollera che “due ragazzini americani diventino miliardari alle spalle di centinaia di migliaia di artisti nel mondo”.

Barbareschi ritiene che la realtà sia sfaccettata, coglie nelle tecnologie l’opportunità per rivoluzionare il mercato dei contenuti: “Il meccanismo del peer to peer, del person to person, di mandare in rete, di usare nuove piattaforme può creare un meccanismo economico virtuoso per una creatività nuova”. Le rete non rappresenta solo una minaccia per gli artisti e per i cittadini più indifesi: “Internet – ricorda – ha sicuramente dato una grande spinta per quello che riguarda la conoscenza ma soprattutto lo scambio di informazione”.

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20 11 2008
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