Barbie e il mestiere più tecnologico del mondo

I risultati di un concorso indetto da Mattel hanno così parlato: la prossima professione della bambola platinata sarà al passo coi tempi. La bionda sarà un ingegnere informatico e stringerà tra le mani un grosso laptop rosa
I risultati di un concorso indetto da Mattel hanno così parlato: la prossima professione della bambola platinata sarà al passo coi tempi. La bionda sarà un ingegnere informatico e stringerà tra le mani un grosso laptop rosa

C’è chi ha esultato , non senza una discreta dose d’ironia. L’era delle bambole tutte forme e niente neuroni sembra essere giunta al suo capolinea. Un mondo sempre più connesso e imbevuto di tecnologia aveva bisogno della sua eroina high-tech. E quale eroina più emblematica della semi-leggendaria bambola Barbie?

La nuova Barbie ha conservato i suoi lunghi capelli platinati, ma c’è qualcosa che ha sorpreso più di un osservatore . La nuova Barbie porta un paio di occhiali – rosa, molto chic, ovviamente – ma sembrano occhiali da… da geek . E all’orecchio indossa un auricolare Bluetooth.

Uno dei giocattoli più famosi del mondo ha trovato – a 50 anni suonati – un nuovo lavoro, ovviamente aggiornato ai tempi che corrono. La sua professione numero 126 è quella dell’ ingegnere informatico . Più precisamente, in inglese, Barbie Computer Engineer . E chi ha avuto questa curiosa idea?

Gli stessi fan della bambola platinata, che sono accorsi in 500mila per partecipare ad un concorso indetto da Mattel, il Barbie Global Carrier Survey . Alla fine hanno vinto le professioni numero 125 e 126: Barbie è diventata innanzitutto anchorwoman , con tanto di microfono e tacchi alti, votata in particolare dal pubblico femminile.

E poi ingegnere informatico, vestita con una maglietta glamour, con tanto di codice binario stampato sopra. Nella mano destra un laptop, sempre rosa. Perché fosse il più possibile realistica, il toymaker Mattel si è fatto aiutare dalla Society of Women Engineers e dalla National Academy of Engineering .

La nuova bambola potrebbe – a detta di alcuni osservatori – aiutare le giovani generazioni, in particolare quelle di sesso femminile, ad avvicinarsi con più interesse alle scienze informatiche. Un modo alternativo per promuovere una materia finora appannaggio di un pubblico prevalentemente maschile. Che a questo punto potrebbe recriminare, volere un Ken occhialuto, mouse alla mano.

Mauro Vecchio

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

15 02 2010
Link copiato negli appunti