Mentre attendiamo dalla politica una risposta concreta al rincaro dei carburanti, è sufficiente gettare un occhio alle stazioni di rifornimento per capire come i prezzi di benzina e diesel siano in costante ascesa, la soglia dei 2 euro al litro è ormai stata raggiunta e superata. Non prendiamoci in giro: la responsabilità è da attribuire alla speculazione delle compagnie fornitrici, che in concomitanza con l’esplosione della guerra in Iran (e più in generale in Medio Oriente) hanno deciso di ritoccare i listini verso l’alto.
I dati ufficiali sugli aumenti di benzina e diesel
Per evitare di farsi prendere dal panico e valutare in modo razionale se sia davvero conveniente fare il pieno ci vengono in aiuto i dati ufficiali del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Sono aggiornati ogni giorno, raccolti in una pagina dedicata del sito istituzionale e suddivisi per regione. Il prospetto è utile anche per capire come cambia la spesa da un territorio all’altro.
Prendiamo come riferimento la Lombardia, dove la benzina costa 1,797 euro al litro e il diesel 2,018 euro scegliendo la modalità self, mentre il GPL si attesta a 0,684 euro e il metano invece a 1,466 euro con servizio. Per le quattro tipologie di carburanti si arriva rispettivamente a 1,886 euro, 2,006 euro, 0,835 euro e 1,525 euro come media nazionale sulle autostrade.
C’è anche il MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) che monitora la situazione. Il grafico qui sotto mostra l’andamento del prezzo medio in Italia nel corso dell’anno lasciato alle spalle. È ben visibile l’impennata dell’ultimo periodo.

Ieri il MIMIT è intervenuto sul fenomeno della speculazione dichiarando di essersi attivato per accertare quale sia la causa reale degli aumenti anomali
rilevati negli ultimi giorni. E oggi il ministro Matteo Salvini ha confermato che nel tardo pomeriggio si terrà un Consiglio dei Ministri in cui si toccherà il tema delle accise mobili. Taglio in vista?