Bill Gates preconizza il computer evanescente

Il fondatore di Microsoft propone una visione del futuro in cui i computer diverranno quasi invisibili, celati in ogni anfratto di case, uffici e luoghi pubblici, e capaci di comunicare fra loro. PC e console si evolveranno: ecco come


Redmond (USA) – In un articolo apparso in “The World in 2003”, una pubblicazione edita da The Economist Group, Bill Gates spia il futuro attraverso il buco della grossa serratura della maggiore softwarehouse al mondo, e quello che vede è ciò che lui chiama il “disappearing computer”, il computer evanescente.

Ma che significa “evanescente”? I computer del futuro avranno forse l’eterea consistenza di fantasmi? Non proprio, ma come i fantasmi – spiega Gates – sapranno celarsi molto bene.

“Entro il 2010 – proclama – saremo letteralmente attorniati da computer d’ogni tipo, ma il più delle volte nemmeno ce ne accorgeremo”.

Gates sostiene infatti che i computer evolveranno progressivamente in qualcosa di assai meno identificabile rispetto ad oggi, e il concetto stesso di computer si farà più vago e sfumato. I calcolatori finiranno per essere così piccoli da essere ovunque, così pervasivi da accompagnarci in ogni passo della nostra vita, così discreti da lavorare dietro le quinte.

“I computer finiranno per “svanire” gradualmente nel tessuto stesso delle nostre vite”, recita, con un tocco di romanticismo, un estasiato Bill Gates. “Siamo ancora lontani da un mondo pieno di incorporee macchine intelligenti, tuttavia la computing experience dei decenni a venire sarà così omogenea e intuitiva che — in modo crescente — finiremo per notarla appena”.

“Nello stesso tempo – continua sognante Gates – il computing diverrà così diffuso che lo daremo per scontato: proprio come oggi succede nei paesi sviluppati con il servizio telefonico”.

L'”invisibilità del computing” sarà favorita, secondo Gates, da diverse nuove tecnologie che si troveranno alla base dei display flessibili, dei sistemi microelettromeccanici in formato francobollo, dei chip capaci di archiviare terabyte di dati e dei computer in grado di funzionare attraverso sistemi di alimentazione autonomi e indipendenti dalla linea elettrica o dalle batterie.

Puntando lo sguardo su di un futuro più prossimo, Gates delinea invece quella che sarà l’imminente evoluzione dei sistemi per l’intrattenimento domestici, come le console da gioco.


“Fra pochi anni a partire da oggi il sistema medio per l’intrattenimento potrebbe non apparire molto diverso da quello che è oggi”, scrive il boss di Microsoft. “Ma probabilmente avrà una connessione ad Internet che gli consentirà di scaricare e riprodurre musica e video, visualizzare album di foto e i titoli della canzoni sulla TV, e persino interrompere il vostro ascolto nel caso arrivi un messaggio importante. Questo sistema avrà un processore centrale, un disco per la memorizzazione dei dati, hardware grafico e alcuni tipi di interfacce utente. Aggiungiamo un mouse wireless e una tastiera e ciò che otterremo sarà un sistema per l’intrattenimento domestico che comincerà a somigliare ad un personal computer”.

Chi voleva la descrizione di un’ipotetica Xbox 2 è stato accontentato.

Ma la gente comprerà e userà in largo numero questi sistemi? “Assolutamente”, proclama Gates. Guarderà ad essi come a dei computer? “Probabilmente no”.

Ma in questa imminente rivoluzione, che ne sarà del buon vecchio PC? Secondo Gates “continuerà a giocare un importante e sempre crescente ruolo nella vita di molte persone”. Ma rispetto ad oggi, dove è spesso un monolite solitario e scarsamente interconnesso con i dispositivi che lo circondano, il PC diverrà il centro di una vasta gamma di device intelligenti che la gente, oggi, non vede affatto come “computer”.

“Questo scenario è in forte contrasto rispetto a quello di soli pochi anni fa, durante l’epoca pre-Internet, quando c’erano ancora prevalentemente delle appliance che se ne stavano in un angolo del ripostiglio o della sala”, commenta Gates. E pensare che proprio lui, diversi anni or sono, prese la più clamorosa cantonata della sua carriera bollando Internet, e l’allora nascente Web, come una moda passeggera. Ma il passato, si sa, è non meno evanescente del disappearing computer di Bill Gates.

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  • Anonimo scrive:
    un babbo natale anonimo?
    Io non so se quella dei siti anonimi sia una pessima abitudine o fuori dalle leggi, non so neanche cosa vuol dire siti anonimi...so che un sito ha fatto una proposta, che mi sembra buona, per regalare libri alle biblioteche e paginette internet a quelle che non hanno visibilità. Nel sito ci sono anche degli e-book che si possono scaricare gratis.Se poi ci siano potenti editori o secondi fini (permettetemi di ridacchiare, ma su internet i fini mi sembrano sempre molto chiari da subito!) dietro un sito 'anonimo'...chi può dirlo...Le biblioteche, se vogliono, aderiscono a un'iniziativa, una appunto, questa. Mica firmano un mutuo!Celeste
  • Paperinikzzz scrive:
    Solo per curiosità, ma chi sono?
    L'idea è buona, perché no.Vorrei però fare una critica a romanzieri.com (e più in generale ai "siti anonimi"): chi sono costoro?Dal sito non si capisce chi sono, dove sono, che motivazioni hanno, ce l'anno un telefono? sono privati appassionati e disinteressati oppure il "prestanome" di un editore di grido?Trovo quella dei "siti anonimi" una pessima abitudine, tra l'altro credo, almeno per le correnti norme italiane sull'editoria, sostanzialemnte illegale.Legalità a parte, perchè nascondersi o "fare i vaghi"?Paperinikzzz
  • Anonimo scrive:
    ottima iniziativa
    quando va detto va detto
  • Anonimo scrive:
    Bravi
    Finalmente qualcosa di intelligente! Aderirò alla proposta.carlo
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