BitTorrent all'università? Guadagno garantito

Il popolare protocollo conferma le proprie straordinarie qualità: un ateneo nordeuropeo ha risparmiato sui server impiegando un software BT per distribuire terabyte di patch
Il popolare protocollo conferma le proprie straordinarie qualità: un ateneo nordeuropeo ha risparmiato sui server impiegando un software BT per distribuire terabyte di patch

BitTorrent nemico mortale dell’innovazione e dei diritti delle major? A qualcuno può far comodo considerarlo così, ma di certo uno dei protocolli più rivoluzionari degli ultimi anni ha dalla sua capacità di distribuzione insuperabili. BitTorrent ottimizza download e deployment e uno degli esempi più lampanti di questa sua vocazione arriva da una università olandese che ne ha fatto buon uso.

Alla INHOLLAND University ricorrere a BitTorrent è bastato per tagliare su server, tempo e spese di gestione dell’infrastruttura informatica predisposta alla distribuzione di aggiornamenti. Un lavoro non indifferente, considerando che l’ateneo ha la necessità di inviare periodicamente gli update a 6.500 PC desktop presenti in decine di posti diversi del paese, adoperando più di 20 server preposti allo scopo e 4 giorni di tempo utili a trasferire oltre 20 Terabyte di dati totali.

Un lavoro che, grazie all’impiego di un client BitTorrent modificato, ha ridotto la necessità di un numero congruo di server e il tempo da spendere nel trasferimento – passato da quattro giorni a sole 4 ore – con tutto quel che ne consegue in fatto di risparmio sui costi, energia elettrica e quant’altro. Passando da una struttura di update centralizzata a quella distribuita di BitTorrent – in cui sono gli stessi peer destinatari dei dati a rimbalzarsi tra di loro i pacchetti – l’università ha toccato con mano cosa significhi usare il protocollo inventato da Bram Cohen come perno centrale di una infrastruttura di distribuzione “intelligente” .

L’idea di fare affidamento su BT è venuta a Leo Blom, della società di consulenza ITeleo , che sottolinea il supporto ricevuto dagli sviluppatori della società BitTorrent Inc. , che ha tra l’altro potuto giovarsi per studi futuri dell’accesso “a tutti i log relativi a questo test professionale”. Ashwin Navin, co-fondatore della società che cura lo sviluppo proprietario del protocollo, ha detto di considerare BitTorrent “un componente chiave della infrastruttura business, e la community in Olanda è concorde con questa visione”.

Blom, ad ogni modo, ha dovuto inizialmente scontrarsi con l’ostracismo degli ambienti accademici , a dir poco prudenti nell’utilizzare quello che viene spesso e volentieri propagandato come strumento da “pirati” se non addirittura la peggior piaga dell’umanità dai tempi delle cavallette d’Egitto. Una dimostrazione delle capacità del protocollo ha però convinto i riottosi universitari, ben felici di trovare una soluzione software allo spreco di risorse necessario a mantenere aggiornata la propria complessa infrastruttura IT.

Per quanto poi riguarda i possibili utilizzi illegali della tecnologia adottata in Olanda, ben difficilmente qualcuno potrà adoperare il sistema per scaricare MP3, ISO e DivX: i client uTorrent modificati alla base della nuova soluzione girano su un account utente appositamente predisposto.

Alfonso Maruccia

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10 03 2008
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