Non tutte le ciambelle riescono col buco, neanche ad Amazon. Il gigante dell’e-commerce ha interrotto il progetto Blue Jay annunciato in ottobre, quello pensato per mettere un nuovo robot al fianco dei dipendenti nelle strutture da cui partono i pacchi destinati alla consegna rapida. La fase di test condotta in un centro logistico nella Carolina del Sud non ha dato l’esito sperato.
Addio al robot Blue Jay di Amazon
Era un prototipo ed è stato abbandonato al suo destino. La tecnologia integrata non sarà ad ogni modo cestinata, ma troverà posto in altre unità. Il team al lavoro sull’iniziativa è stato smembrato e i dipendenti ricollocati con altre mansioni. Questa la dichiarazione (tradotta) di Terrence Clark, portavoce della società, affidata alla redazione di Business Insider.
Sperimentiamo sempre nuovi modi per migliorare l’esperienza del cliente e rendere il lavoro più sicuro, più efficiente e più coinvolgente per i nostri dipendenti. In questo caso, stiamo effettivamente accelerando l’uso della tecnologia di base sviluppata per Blue Jay, quasi tutte le tecnologie vengono trasferite e continueranno a supportare i dipendenti in tutta la nostra rete.

All’annuncio di ottobre, Amazon ha dichiarato di aver sviluppato il braccio robotico di Blue Jay rapidamente, grazie ai progressi effettuati sul fronte dell’intelligenza artificiale. È servito circa un anno, molto meno rispetto a quanto richiesto dagli altri automi già in funzione nei centri logistici del gruppo.

Un altro progetto simile lanciato lo scorso anno è quello relativo a Vulcan (nell’immagine qui sopra). È in grado di distinguere tra oggetti diversi, toccandoli, simulando ciò che può essere definito come una sorta di tatto digitale. Il trucco è rappresentato dalla sua struttura: due braccia anziché una. La prima afferra e sposta, la seconda è invece dotata di telecamere che osservano e interpretano.
La coesistenza tra robot e dipendenti è un tema molto sentito, anche e soprattutto in un’era come quella attuale in cui l’intelligenza artificiale sta accelerando lo sviluppo di unità sempre più evolute. C’è chi teme possa avere ripercussioni negative sull’occupazione e i pesanti round di licenziamenti non fanno che confermare l’ipotesi.