Bose chiude i suoi negozi: venderà solo online

Il gruppo statunitense, specializzato in prodotti audio, chiuderà 119 dei suoi negozi gestiti a livello globale puntando tutto sull'e-commerce.
Il gruppo statunitense, specializzato in prodotti audio, chiuderà 119 dei suoi negozi gestiti a livello globale puntando tutto sull'e-commerce.

Uno dei marchi più importanti del mondo audio, Bose, annuncia oggi l’intenzione di chiudere 119 negozi gestiti a livello globale: dal Nord America all’Europa, fino al Giappone e all’Australia. Ne rimarranno operativi circa 130 localizzati in Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Corea del Sud e in alcuni paesi del sudest asiatico.

I prodotti Bose solo online: 119 negozi verranno chiusi

L’intenzione è ovviamente quella di puntare sempre più sull’e-commerce, sulla vendita online, andando così anche a contenere le spese. Impianti, speaker, cuffie, auricolari e gli altri dispositivi del brand continueranno comunque ad essere esposti sugli scaffali degli store di terze parti, a partire da quelli appartenenti alle grandi catene dell’elettronica di consumo.

Una scelta che inevitabilmente provocherà una serie di licenziamenti: non è dato a sapere quanti, ma voci di corridoio parlano di centinaia di persone che saranno costrette a trovare un nuovo impiego. L’azienda ha sottolineato la volontà di accompagnarli in questo percorso.

È la direzione imposta dalle dinamiche di acquisto che vanno consolidandosi nel mercato. Da valutare quale saranno le conseguenze in termini di rapporto con la clientela, poiché Bose è tra i marchi conosciuti per la commercializzazione di prodotti di alto profilo e spesso non esattamente economici. In molti hanno fino ad oggi indicato come un valore aggiunto la possibilità di recarsi in negozio e toccare con mano un articolo prima di mettere mano al portafogli. Il primo store della società è stato inaugurato nell’ormai lontano 1993 negli Stati Uniti proprio con questo obiettivo, raccogliendo immediatamente feedback positivi e spingendo i vertici a fare altrettanto in altri territori.

Una curiosità: forse non tutti ne sono a conoscenza, ma il proprietario di maggioranza del gruppo è il Massachusetts Institute of Technology, una delle più importanti università di ricerca al mondo.

Fonte: The Verge
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