Brasile, stop agli autovelox twittati

Il Brasile dichiara guerra a chi segnala su Twitter autovelox e posti di blocco. Ma a passare i guai seri potrebbe essere il social network, che rischia una maxi multa
Il Brasile dichiara guerra a chi segnala su Twitter autovelox e posti di blocco. Ma a passare i guai seri potrebbe essere il social network, che rischia una maxi multa

Usare Twitter per segnalare le postazioni di autovelox e i posti di blocco. Una tendenza che si sta diffondendo fra i netizen brasiliani che sta mandando su tutte le furie le autorità. Il Procuratore generale del Brasile ha presentato un’ingiunzione preliminare per bloccare questo tipo di cinguettii e per sospendere tutti gli account che utilizzano il servizio per avvertire e segnalare i controlli del traffico nello stato del Goias.

Gli account che condividono pubblicamente i posti di blocco sono, ovviamente, popolarissimi . Primo su tutti svetta @LeiSecaRJ che con la bellezza di 287.181 follower è riuscito a vincere anche il Shorty Award 2011. Anche @RadarBlitzGo con 11.960 follower non se la passava poi così male, ma il suo account è stato disattivato nel pomeriggio stesso della presentazione dell’ingiunzione.

Fornendo questo tipo di informazioni, gli account impediscono alla polizia di fare il suo lavoro e violano contemporaneamente sia il codice penale che il codice della strada perché, di fatto, permetterebbero a chi guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe o a chi supera i limiti di velocità di schivare i controlli e farla franca.

E pensare che proprio negli ultimi due anni il Brasile aveva intrapreso una vera e propria guerra per far rispettare le regole del codice della strada per far diminuire il numero, spaventoso, degli incidenti stradali nel paese.

A passare i guai seri potrebbe però essere Twitter perché il Brasile non si è limitato a bloccare o sospendere i singoli account che, di fatto, permettono di eludere la legge, ma ha direttamente citato in giudizio Twitter che ora rischia una multa di 290mila dollari al giorno se non dovesse rispettare l’ingiunzione. Al momento, Twitter non ha ancora risposto, ma proprio la settimana scorsa il servizio di microblogging ha introdotto misure in grado di occultare i tweet in un paese specifico se questo lo richiede.

Gabriella Tesoro

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10 02 2012
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