Brevetti software, respinto il golpe

Il Parlamento europeo all'ultimo minuto respinge l'accelerazione impressa alla contestata direttiva sui brevetti del software e rinvia il voto alla data originale. I grandi vogliono i brevetti, tutti e subito


Bruxelles – All’ultimo minuto non ce l’hanno fatta. Le lobby dei grandi potentati economici avevano tentato di accelerare il voto del Parlamento Europeo su una direttiva centrale per l’informatica e le libertà digitali nel Vecchio Continente. Un’accelerazione che avrebbe significato vittoria delle più criticate tesi sui brevetti ma che, invece, non è stata accettata dall’Europarlamento.

A tentare il colpo di mano secondo i più critici è stata la relatrice del provvedimento, la britannica Arlene McCarthy, che aveva dichiarato di voler giungere al voto entro il 30 giugno ma membri di tutti i partiti del Parlamento si sono lamentati della decisione, che ora è rimandata a settembre.

In ballo come noto c’è davvero tanto. Da un lato le tesi della “libera brevettabilità”, quelle della McCarthy e delle grandi lobby industriali, che sperano così di accaparrarsi non solo i brevetti sui software ma anche, come già avviene negli USA, su porzioni del software stesso, su soluzioni ampiamente utilizzate finora liberamente da eserciti di sviluppatori, oppure su singole procedure applicative o ancora sulle idee. Dall’altro lato le innumerevoli critiche di chi teme che questa direttiva, se si concretizza così com’è, significherà anche in Europa vita dura o durissima per il libero sviluppo e le case indipendenti mentre darà nuovo potere e predominio di mercato ai colossi del settore.

La Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII) , associazione non profit di Monaco, è probabilmente l’organizzazione più attiva nel sostenere l’importanza degli standard aperti e della libera competizione anche nell’ambito della EuroLinux Alliance . Schierata contro questa direttiva, la FFII sostiene che “quasi tutti quelli che si occupano di software in Europa sono contro i brevetti, con l’eccezione di alcune grandi corporation e studi legali che si arricchiscono con le complessità legali e i procedimenti giudiziari”.

Ed è in effetti piuttosto facile, con una semplice ricerca su qualche motore o indice, individuare decine di siti e di newsgroup nei quali in questi anni in molti, moltissimi, hanno dibattuto dei brevetti e preso posizione. Oggi la Petizione contro i brevetti di EuroLinux Alliance ha raccolto più di 150mila firme, 2mila delle quali provengono da manager di aziende del settore e oltre 25mila da sviluppatori e ingegneri di tutti i settori dell’industria europea. Altre 2mila sono attribuite a scienziati e quasi 200 ad avvocati. La maggiore preoccupazione che sembra emergere è quella di una restrizione alle libertà di sviluppo per programmatori e ingegneri.

Secondo la FFII il copyright è lo strumento per proteggere il software, non il brevetto. Una visione condivisa in rete. A settembre si vedrà se anche il Parlamento Europeo la condividerà o se, invece, verrà fatta passare una direttiva che, associata alla già approvata EUCD , getta luci inquietanti sul futuro delle libertà digitali in Europa.

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