Brevetti software, riparte la campagna

Per evitare che la UE torni sui propri passi, come sembra sempre più probabile, dal 14 aprile FFII lancia una nuova campagna di contestazione. Più concreto il rischio-brevetti
Per evitare che la UE torni sui propri passi, come sembra sempre più probabile, dal 14 aprile FFII lancia una nuova campagna di contestazione. Più concreto il rischio-brevetti


Roma – Impedire che gli sviluppatori indipendenti e le piccole softwarehouse debbano pagare royalty per l’uso di soluzioni di programmazione oggi libere e domani brevettabili: c’era anche questo dietro la grande campagna che nei mesi scorsi aveva portato ad un primo voto dell’Europarlamento sfavorevole ad una illimitata brevettabilità del software in Europa. Voto che ora sta per essere rovesciato. Per questo sta per riprendere la campagna anti-brevetto .

Alla mobilitazione annunciata da ATTAC ora si aggiunge, a partire dal prossimo 14 aprile, la nuova campagna della Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII) .

Il 14 e 15 aprile si terrà a Bruxelles una due giorni organizzata anche dal gruppo europeo dei Verdi e che intende mettere attorno ad un tavolo politici, sviluppatori e ricercatori, per individuare i nodi più pericolosi della direttiva sui brevetti, sugli strumenti dello sviluppo e sui metodi di business.

Contestualmente, il 14 aprile a Bruxelles e il primo maggio nelle capitali d’Europa, FFII chiede ai 50mila sostenitori della propria organizzazione e ai 300mila che hanno firmato la petizione per la libertà di brevetto, tra i quali migliaia di imprenditori del settore, di scendere in piazza e bloccare l’accesso ai propri siti come forma di protesta. La manifestazione servirà anche a sostenere il voto già espresso dall’Europarlamento, che era stato contro i brevetti, e a criticare la successiva scelta del Consiglio dell’Unione di re-introdurre norme bocciate da Strasburgo.

Ciò che potrebbe accadere, nel peggiore degli scenari, è che il Consiglio decida, senza ulteriori indugi, di portare a maggio la sua proposta dinanzi al Parlamento. A quel punto sarebbe necessario, per respingerla, il voto della maggioranza assoluta dei membri del Parlamento (presenti o meno), traguardo che sarebbe ben difficile raggiungere. L’idea, dunque, è di spingere sul Consiglio affinché mitighi le proprie proposte e non tradisca la volontà espressa dall’Europarlamento.

Per partecipare e sostenere la campagna contro la brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici si può partire proprio dalle pagine dedicate di FFII .

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29 03 2004
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