Buca la NASA e ci hosta una chat

Il "pazzo" è un ragazzino di 20anni che dopo essersi preso gioco dei sistemi di sicurezza dell'agenzia spaziale ha installato su server interni un programma per gestire una chat per gli amici


New York (USA) – Rischia di essere condannato a qualcosa di molto antipatico Raymond Torricelli, il ragazzo di 20 anni che in barba a tutti i sistemi di sicurezza è entrato nei computer della NASA per fare il bello e il cattivo tempo. Nel suo caso si tratta dell’installazione su due server NASA di un programmino capace di gestire una chat room per sé e i propri amici.

Un “brivido” che potrebbe costare multe, restrizioni all’uso del computer e addirittura carcere al “maghetto” che non ha resistito alla tentazione di inserire il proprio software in due server, uno dei quali utilizzato per il design dei satelliti e l’analisi dei problemi relativi alle missioni nello spazio.

Va detto che gli investigatori hanno trovato 76mila password sui computer di Torricelli, password che consentono accessi protetti ad alcune università della California. Pare che il ragazzo ora venga accusato di azioni di hacking sulla bellezza di 800 altri computer nonché di spamming, avendo inviato tonnellate di posta elettronica per pubblicizzare un sito pornografico.

Le azioni di Torricelli potrebbero portarlo in carcere per ben 10 anni e ad una multa di 250mila dollari.

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