C'è chi dice Palm

Una misteriosa segnalazione preannuncia l'arrivo di nuovi smartphone HP. Nel frattempo l'azienda ribadisce l'esclusività: la licenza webOS non si cede

Roma- Dopo l’acquisizione di Palm, avvenuta la scorsa primavera, Hewlett-Packard non ha ancora presentato nulla di nuovo sul mercato e, di conseguenza, non ha neppure raccolto alcun frutto concreto. Ora però, sembra che qualcosa si stia effettivamente muovendo. Ai recenti rumor riguardanti l’uscita del nuovo webOS si è appena aggiunta un’altra segnalazione, decisamente interessante.

TüV Rheinland, che si occupa della certificazione di prodotti, dichiara che HP avrebbe appena richiesto certificazioni statunitensi e canadesi per due nuovi modelli di telefoni Palm, registrati come P102UNA e P102EWW. Qualcuno fa però notare che, stando alla criptica numerazione adottata solitamente da Palm, le due sigle potrebbero anche indicare un unico modello di smartphone, chiamato internamente P102. Un modello che magari necessita di essere certificato per due standard differenti: GSM e CDMA.

Dato che il vecchio Palm Pre fu registrato con la sigla interna P101, viene in effetti abbastanza spontaneo pensare a un successore o ad un restyling di quello stesso terminale. Gli informatori di Rheinland parlano anche di un’altra registrazione sospetta, riguardante un caricabatterie a induzione in grado di ricaricare senza fili, come fa il noto accessorio Touchstone del Palm Pre.

Ovviamente, al momento HP non commenta nessuna di queste voci. L’unica dichiarazione rilasciata recentemente dall’azienda riguarda la volontà di proseguire dritta per la sua strada, in esclusiva. Hewlett-Packard rimarrà l’unico produttore di smartphone, tablet e stampanti su piattaforma WebOS , anche nel futuro. La licenza del sistema operativo Palm non si cederà.

Roberto Pulito

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  • Regur Mortis scrive:
    come in italia
    Praticamente vogliono fare negli stati uniti quello che già fanno in Italia, censurare siti senza condanne.Solo negli stati uniti non sarà cosi facile visto la gente in gamba che c'è nel campo informatico e sopratutto il potere di multinazionali del web si farà sentire.
  • Guybrush Fuorisede scrive:
    ...e la rete si difende.
    Aldilà dalle petizioni online, il rischio "balcanizzazione" del web è più di una mera ipotesi.Da un lato abbiamo una massa di persone di varie età, colore, etnia e ideologia che ha bisogno di comunicare, dall'altra abbiamo le organizzazioni governative che invece non vogliono.Una eventuale Blacklist basata sulla risoluzione DNS si aggira risolvendo "a mano" (leggi: cambiando DNS server) i nomi dei server bloccati.La presenza di filtri "massicci" comporterebbe, nel medio e lungo periodo, la proliferazione di sistemi di risoluzione alternativi assai meno controllabili, quando non completamente decentralizzati.La soluzione di lungo periodo, comunque, non può che essere questa dato che il numero di indirizzi della rete è destinato a crescere enormemente (grazie a IPV6).Lo sviluppo di sistemi DNS alternativi può avere luogo solo in presenza di una domanda da parte del mercato, l'unico modo per non avere questa "domanda" sarebbe quello di rendere troppo conveniente il sistema attuale rispetto ad un cambiamento.Se il sistema attuale diventa "inaffidabile" a causa di blacklist e censure varie, la domanda rimane e deve essere soddisfatta in proporzione alla sua entità... insomma più gente viene coinvolta dai blocchi e più è facile che faccia la sua comparsa un sistema di risoluzione dei nomi alternativo capace di aggirare i blocchi.E' un mero calcolo statistico.La soluzione "seria" sarebbe quella di rendere più stringenti le regole di assegnazione dei nomi, con verifiche puntuali delle generalità di chi registra un nome così da rendere più agevole l'applicazione delle norme già esistenti, senza andare a toccare i meccanismi della rete.Raffornzando la certezza del diritto nel mondo reale, gli abitanti di quello virtuale ci pensano 2-3 volte prima di intraprendere un'azione potenzialmente criminosa.Purtroppo questo comporterebbe, per talune lobby, una perdita di potere inaccettabile e nessuno è disposto a cedere solo di un millimetro.Pazienza.Resto in attesa di un bel DNS 2.0 delocalizzato. Se CO(L)ICA diventa legge non ci vorrà molto.La Rete è una bestiaccia tale e quale chi l'ha inventata e si difende quando è attaccata. GTFS
    • ullala scrive:
      Re: ...e la rete si difende.
      - Scritto da: Guybrush Fuorisede
      Resto in attesa di un bel DNS 2.0 delocalizzato.
      Se CO(L)ICA diventa legge non ci vorrà
      molto.
      La Rete è una bestiaccia tale e quale chi l'ha
      inventata e si difende quando è attaccata.Si e il dns (anche quello 1.0) è già "delocalizzato" tecnologicamente parlando...Nessuno ti obbliga a tenere "per buona" solo la lista dei root server benedetta da ICANN!Il TUO dns (e quello di chiunque) può "considerare" tutte le possibilità che vuoi comprese diverse liste root!Quella lista è pura convenzione comunemente accettata nessuno dice che sia la sola convenzione che puoi propagare e accettare!Tanto per essere chiari!
      • Ozymandias scrive:
        Re: ...e la rete si difende.
        - Scritto da: ullala
        - Scritto da: Guybrush Fuorisede


        Resto in attesa di un bel DNS 2.0 delocalizzato.

        Se CO(L)ICA diventa legge non ci vorrà

        molto.

        La Rete è una bestiaccia tale e quale chi l'ha

        inventata e si difende quando è attaccata.

        Si e il dns (anche quello 1.0) è già
        "delocalizzato" tecnologicamente
        parlando...

        Nessuno ti obbliga a tenere "per buona" solo la
        lista dei root server benedetta da
        ICANN!
        Il TUO dns (e quello di chiunque) può
        "considerare" tutte le possibilità che vuoi
        comprese diverse liste
        root!
        Quella lista è pura convenzione comunemente
        accettata nessuno dice che sia la sola
        convenzione che puoi propagare e
        accettare!

        Tanto per essere chiari!Guy, il concetto è che attualmente i root server sono quell' dell'ICANN. E' vero quanto dici, ma nessuno si è messo seriamente a creare un gruppo di root alternativi finora. Certo, se passa COICA allora il discorso cambia...
        • pippO scrive:
          Re: ...e la rete si difende.

          Guy, il concetto è che attualmente i root server
          sono quell' dell'ICANN. E' vero quanto dici, ma
          nessuno si è messo seriamente a creare un gruppo
          di root alternativi finora. Certo, se passa COICA
          allora il discorso
          cambia...Prova a chiedere ai cinesi...
    • ThEnOra scrive:
      Re: ...e la rete si difende.
      - Scritto da: Guybrush Fuorisede
      Aldilà dalle petizioni online, il rischio
      "balcanizzazione" del web è più di una mera
      ipotesi.Concordo.
      Da un lato abbiamo una massa di persone di varie
      età, colore, etnia e ideologia che ha bisogno di
      comunicare, dall'altra abbiamo le organizzazioni
      governative che invece non
      vogliono.Beh, il "non vogliono" mi sembra troppo semplicistico... ma vabbè il succo è quello.
      Una eventuale Blacklist basata sulla risoluzione
      DNS si aggira risolvendo "a mano" (leggi:
      cambiando DNS server) i nomi dei server
      bloccati.Ecco che hai centrato il punto.
      La presenza di filtri "massicci" comporterebbe,
      nel medio e lungo periodo, la proliferazione di
      sistemi di risoluzione alternativi assai meno
      controllabili, quando non completamente
      decentralizzati.Confermo!
      La soluzione "seria" sarebbe quella di rendere
      più stringenti le regole di assegnazione dei
      nomi, con verifiche puntuali delle generalità di
      chi registra un nome così da rendere più agevole
      l'applicazione delle norme già esistenti, senza
      andare a toccare i meccanismi della
      rete.Questa potrebbe essere, tecnicamente, la vera soluzione attuabile, ma come si potrebbe applicare a tutto il web/singoli paesi?
      Purtroppo questo comporterebbe, per talune lobby,
      una perdita di potere inaccettabile e nessuno è
      disposto a cedere solo di un
      millimetro.Eh mi sa che è proprio (anche) così.
      Pazienza.
      Resto in attesa di un bel DNS 2.0 delocalizzato.
      Se CO(L)ICA diventa legge non ci vorrà
      molto.
      La Rete è una bestiaccia tale e quale chi l'ha
      inventata e si difende quando è attaccata.Mio cugino mi ha detto che la legge non sarebbe stata discussa a breve per via delle elezioni dei membri del congresso US, e che pertanto la "COICA bill" sarebbe scaduta.Forse a gennaio PI ci (ri)parlerà di COICA 2.0
    • collione scrive:
      Re: ...e la rete si difende.
      infatti è quello che penso anch'ioquando hai parlato di IPv6 mi hai fatto venire in mente una possibilità che potrebbe sembrare stupida e fantascientifica ma non lo èmi riferisco al fiorire ( se proprio le cose dovessero mettersi male ) di server posti su satelliti in orbita e quindi fuori dalla giurisdizione di qualunque Stato terrestre
      • Valeren scrive:
        Re: ...e la rete si difende.
        Domanda: come li alimenti? Tra consumo dei proXXXXXri, dei dischi, trasmissione e ricezione...
        • Valeren scrive:
          Re: ...e la rete si difende.
          Nello spazio la dispersione del calore non mi pare un problema :DCosa fai però se ti schiatta un disco? Non è che puoi avere l'assistenza 24/24...Diciamo che come hosting costerebbe una follia nella migliore delle ipotesi.
          • KaysiX scrive:
            Re: ...e la rete si difende.
            - Scritto da: Valeren
            Nello spazio la dispersione del calore non mi
            pare un problema
            :DPer un satellite con alimentazione a pannelli solari, non hai idea di quanto ti sbagli! Pensaci bene...
  • Sgabbio scrive:
    Chi sarebbe d'accordo ?
    Sta cosa è da stroncare sul nascere! Sappiamo bene cosa succede quando si vogliono imporre dei filtri su internet, basti vedere le varie iniziative contro il pedoXXXXX, che erano solo una scusa per far accettare l'idea che la censura o meglio nascondere le cose alla gente, sia una cosa lecita.Mossa che poi viene usata per doppi fini: Basti vedere come i discografici trovano la pedoXXXXXgrafia meravigliosa per quel motivo (spero solo per quello....) o altri tristi figuri che vorrebbero imporre altri filtri per difendere la moralità occidentale ed altre idiozie anacronistiche, nell'era digitale.L'italia è un caso a se in questo, visto che ha iniziato solo per stroncare sul nascere la concorrenza legale del gioco d'azzardo :D
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