C'è un pezzo di open source al Senato

L'utilizzo di Apache per il nuovo sito istituzionale rappresenta una novità che secondo il senatore Cortiana (Verdi) rafforza il pluralismo informatico
L'utilizzo di Apache per il nuovo sito istituzionale rappresenta una novità che secondo il senatore Cortiana (Verdi) rafforza il pluralismo informatico


Roma – Con una qualche timidezza le istituzioni italiane iniziano a valutare l’ipotesi di utilizzare piattaforme open source per le proprie esigenze informatiche. Il Senato della Repubblica ha infatti deciso di utilizzare le soluzioni Apache per i propri server web.

La novità è stata commentata fin qui solo dal senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, presidente dell’intergruppo bicamerale per l’Innovazione tecnologica nonché primo firmatario di una proposta di legge che punta proprio alla diffusione del software libero in ambito istituzionale.

“Sono molto lieto – ha dichiarato Cortiana – che i nuovi servizi implementati dal Senato della Repubblica siano stati sviluppati su linux. In particolare il nuovo sito www.senato.it utilizza, diversamente dal passato, le tecnologie di software libero, e in particolare Apache; come tanti paesi ed istituzioni, tra cui il Bundesratt tedesco, i comuni di Monaco e Barcellona, parte dell’amministrazione centrale brasiliana anche il Senato ha fatto questa importante scelta”.

Secondo Cortiana questo genere di scelte, che svincolano le istituzioni da un unico fornitore, “rafforzano il pluralismo informatico”.

“Spero – ha affermato il senatore dei Verdi – che questo preluda alla decisione, che ho spesso sollecitato, di sperimentare quei sistemi anche in ambito client. Evidentemente questa scelta, fatta sulla base di motivazioni tecniche, rafforza il percorso del DDL 1188, di cui sono primo firmatario, volto a trovare forme di garanzia del pluralismo informatico e spinge per la costruzione di un modello di piena interoperabilità tra sistemi diversi da parte della Pubblica Amministrazione, vera garanzia del diritto all’accesso alle informazioni per tutti i cittadini”.

Va segnalato che nella giornata di ieri il sito del Senato non era raggiungibile.

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23 09 2004
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