Caccia grossa alle energie verdi

C'è gran movimento tra imprese e istituti di ricerca impegnati nel settore delle energie rinnovabili: al lavoro su alghe, impianti osmotici e celle solari ultra-sottili
C'è gran movimento tra imprese e istituti di ricerca impegnati nel settore delle energie rinnovabili: al lavoro su alghe, impianti osmotici e celle solari ultra-sottili

In vista del prossimo vertice sul clima che si terrà a Copenaghen, i grandi protagonisti dell’economia mondiale hanno già annunciato impegni importanti e promesse di riduzione concreta delle emissioni di gas serra: gli USA dicono che ridurranno del 17 per cento il loro “contributo” al riscaldamento globale, l’Europa del 20 e la Cina addirittura del 40 (in relazione al suo PIL). In un simile contesto va a inserirsi l’incremento di ricerche e investimenti nel settore pubblico e privato per lo sviluppo su larga scala di fonti energetiche alternative.

Nella ricerca quasi parossistica delle migliori alternative al petrolio e ai combustibili fossili, i migliori cervelli del pianeta provano a sviluppare accumulatori energetici “verdi”, ultrasottili e a base di alghe ( Cladophora algae per la precisione) come nel caso delle batterie ideate presso la svedese Uppsala University .

Gli accumulatori della Uppsala si caricano velocemente (11 secondi), ritengono una capacità energetica quasi inalterata dopo molti cicli di carica e si prestano a funzionare come “tag” intelligenti per un ubiquitous computing tutto da indossare e, soprattutto, a bassissimo impatto ambientale.

Alle alghe marine sono poi rivolte le attenzioni di E.I. du Pont de Nemours & Co. e Bio Architecture Lab , a cui è stato assegnato un finanziamento di 9 milioni di dollari stanziato dall’Dipartimento dell’Energia (DOE) statunitense nel tentativo di generare bio-botonolo (un bio-combustibile avanzato meno problematico da trattare dell’etanolo) da vaste colture di piante marine.

In Norvegia invece i Reali inaugurano il primo prototipo di impianto elettrico a energia osmotica , che sfrutta la differenza di pressione tra l’acqua di mare e quella dolce per generare elettricità e un “prodotto di scarto” che più verde non si potrebbe (acqua leggermente salata). Il prototipo servirà soprattutto a sperimentare la tecnologia e a raccogliere dati in vista della produzione di un impianto industriale vero e proprio, ma Statkraft , la società coinvolta nella realizzazione, dice che gli impianti osmotici hanno un potenziale sufficiente a soddisfare metà dell’attuale fabbisogno energetico europeo.

Dal Giappone arriva infine l’annuncio di Sanyo inerente la realizzazione di una cella solare ultra-sottile , spessa appena 58 micrometri – un quarto delle celle solari attualmente in circolazione – e con una efficienza nella conversione energetica misurabile nel 22 per cento. Le nuove celle solari, che secondo Sanyo porterebbero a un risparmio di costi nell’ordine del 25 per cento, saranno in commercio entro il 2020.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

30 11 2009
Link copiato negli appunti