Cancellate le liste nere dei nazisti web

Succede in Polonia dove, grazie alla collaborazione americana, le autorità di Varsavia ottengono la chiusura di un sito che incitava all'odio e spingeva all'aggressione contro ebrei, omosessuali e militanti di sinistra
Succede in Polonia dove, grazie alla collaborazione americana, le autorità di Varsavia ottengono la chiusura di un sito che incitava all'odio e spingeva all'aggressione contro ebrei, omosessuali e militanti di sinistra

Varsavia – Significativo evento nel panorama della censura di contenuti razzisti via web: la polizia polacca, con il supporto dell’FBI è riuscita a far chiudere i battenti ad un sito neo-nazista ospitato su un server americano, sul quale erano stati pubblicati vari nomi di persone omosessuali, femministe e simpatizzanti di sinistra.

Nel maggio scorso la richiesta del governo polacco: eliminare il sito dell’organizzazione Blood and Honor . Richiesta difficilmente digeribile per le autorità americane, vista la libertà d’espressione garantita dalle norme costituzionali USA. Ma la recente politica di lotta al razzismo su internet intrapresa dall’FBI ha portato a quanto pare ad un cambio di rotta.

“Abbiamo lavorato molto bene insieme”, ha dichiarato il capo della polizia polacca Marek Bienkowski, il quale ha chiesto aiuto proprio all’FBI per chiudere la versione polacca di Blood and Honor. Diversi gestori del sito sono stati arrestati.

Gli inquirenti avevano iniziato ad investigare sul sito nazi-oriented, ospitato su server dell’Arizona, già da febbraio, mese in cui sono apparsi sulle sue pagine vere e proprie liste nere che riportavano nomi di cittadini e cittadine polacchi “sgraditi”. Non solo: spesso i nomi erano correlati da foto, e addirittura da indirizzi e numeri di telefono.

Attraverso il sito, l’organizzazione chiedeva ai suoi membri di raccogliere informazioni e materiale su tutti coloro che erano implicati in attività anti-fasciste e anti-razziste, sugli immigrati di colore, su simpatizzanti e militanti di sinistra, nonché su lesbiche, omosessuali e pedofili.

Risale al 16 maggio scorso il tentato omicidio di un attivista per i diritti dell’uomo il cui nome figurava nella blacklist del sito. Stando all’ambasciata americana a Varsavia la vittima, scampata fortunosamente all’aggressione, era di origine ebrea. Pochi giorni dopo il Rabbino capo della Polonia, Michael Schudrich, ha subito un agguato in una strada pubblica di Varsavia, rimanendo fortunatamente illeso.

La polizia polacca ritiene che entrambe le aggressioni siano riconducibili all’ala locale del sito dell’organizzazione nazista. Inoltre Reporters Sans Frontières ha ragguagliato il ministro della giustizia di Varsavia sulla presenza nelle liste dei nomi di una dozzina di giornalisti polacchi con chiari orientamenti politici di sinistra.

Rimangono comunque attivi e disponibili gli altri siti della “rete” di Blood and Honor

Vincenzo Gentile

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06 07 2006
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