Cappato violerà il decreto Urbani

Oggi a Roma l'europarlamentare radicale, in presenza di stampa e forze dell'ordine, procederà alla violazione delle disposizioni del decreto che, come noto, proprio domani potrebbe essere convertito in legge
Oggi a Roma l'europarlamentare radicale, in presenza di stampa e forze dell'ordine, procederà alla violazione delle disposizioni del decreto che, come noto, proprio domani potrebbe essere convertito in legge


Roma – La propria opposizione alle misure repressive delle libertà digitali rappresentate anche dal “Decreto Urbani” si rinnova oggi per l’europarlamentare radicale Marco Cappato , che ha annunciato per le 17 una clamorosa iniziativa di disobbedienza civile.

Nella sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina 76 a Roma, Cappato violerà pubblicamente il decreto che, come noto, si appresta ad essere convertito in legge dal Parlamento italiano martedì 18 maggio.

“Il decreto Urbani – ha dichiarato Cappato – rappresenta un tentativo maldestro e pericoloso di coprire con la repressione il ritardo accumulato dalle imprese cinematografiche nel mettere a disposizione in forma legale i contenuti digitali”.

“L’azione di disobbedienza civile, che realizzerò in diretta davanti alla stampa previo avviso alle forze dell’ordine – ha spiegato – non sarà volta a contestare il diritto d’autore in quanto tale, diritto che può sopravvivere soltanto se applicato in forme adeguate alle nuove tecnologie, ma alla criminalizzazione di comportamenti diffusissimi per i quali è doverosa ed urgente una appropriata regolamentazione”.

La violazione consisterà, ha spiegato il parlamentare europeo della Lista Bonino , nella fruizione di un’opera cinematografica o parte di essa per via telematica, fattispecie di cui all’articolo 174ter della legge 22 aprile 1941 n.633, comma 2bis.

“Se il decreto fosse convertito in legge – ha anche dichiarato Cappato – il comportamento oggetto dell’azione di disobbedienza civile rischierebbe di essere punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire. Il Decreto Urbani invece decadrà se, come ci auguriamo, non sarà convertito in legge prima del 22 maggio”.

Come si ricorderà, nelle scorse settimane Cappato ha presentato una interrogazione alla Commissione Europea sostenendo l’illegittimità della normativa varata dal Consiglio dei Ministri italiano, accusandola di essere “in contrasto con la normativa dell’Unione europea” in quanto “criminalizza lo scambio a fini non-commerciali di materiale digitale, mettendo in atto misure da Stato di polizia per reprimere un comportamento che coinvolge abitualmente milioni di persone nel nostro Paese”.

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16 05 2004
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