Carrier IQ, milioni di smartphone tracciati

La società che non voleva il suo software definito come "rootkit" viene beccata a installare l'applicazione su ogni genere di telefonino. Sotto accusa i dispositivi RIM, Nokia, Apple, Google

Aggiornamento 02/12 : Nokia ha precisato di essere totalmente estranea ai fatti. L’articolo è stato aggiornato per riflettere queste dichiarazioni.

Roma – Si allarga a dismisura l’incidente del “rootkit che non è un rootkit”, il software-spia per cellulari prodotto da Carrier IQ e scovato dal giovane ricercatore di sicurezza Trevor Eckhart: la società aveva provato a seguire la strada delle ritorsioni legali per chiudere la bocca a Eckhart e interrompere sul nascere la proliferazione della notizia, e invece ha ottenuto il risultato esattamente opposto.

Non solo Eckhart ha risposto alle minacce di Carrier IQ chiedendo assistenza legale a EFF e ottenendo una sorta di lettera di scuse da parte della società, ma ora lo scandalo del rootkit spione è più che mai in pieno divenire: il ricercatore che per primo l’ha scovato posta un video in cui apparentemente mostra all’opera il software mentre raccoglie ogni genere di informazioni durante l’uso del suo smartphone HTC (Android).

L’applicazione creata da Carrier IQ e installata (secondo quanto sostiene la stessa società specializzata in “intelligence su mobile”) su “150 milioni di dispositivi in tutto il mondo” registra i pulsanti virtuali premuti sullo schermo, i messaggi SMS in chiaro, i siti web visitati e i dati scambiati online persino sulle connessioni HTTPS.

Un vero e proprio rootkit che si avvia all’accensione dello smartphone, e che risulta inoltre invisibile ai normali utenti e impossibile da rimuovere o bloccare a meno di sostituire completamente il sistema operativo del dispositivo. Eckhart parla di smartphone HTC, ma il rootkit-spia di Carrier IQ sarebbe installato sui terminali mobile (smartphone e tablet) prodotti da ogni azienda del mondo e venduta con ogni sorta di sistema operativo: Android, RIM (BlackBerry), Nokia, Apple e altri. L’azienda finlandese, tuttavia, ha smentito ogni coinvolgimento: “A seguito della diffusione di alcuni report non corretti, nei quali si afferma che il software di CarrierIQ sarebbe stato installato anche in dispositivi Nokia, l’azienda finlandese precisa che CarrierIQ non distribuisce prodotti per alcun device Nokia – si legge in uno stringato comunicato – pertanto tali informazioni sono infondate e scorrette”.

Emergono comunque dei distinguo: i dispositivi sviluppati in stretta partnership con Google (Nexus, Nexus S, Xoom) sarebbero immuni dalla “intelligence” furtiva di Carrier IQ, così come molto limitate sarebbero le informazioni raccolte dal dispositivo sui terminali Apple . Nel caso di Apple occorre inoltre aver accondisceso alla comunicazione delle informazioni di diagnostica affinché il sistema sia attivo.

A chi interessa dunque installare il rootkit mobile e che cosa viene fatto della enorme mole di dati catturati (SMS, Internet e tutto il cucuzzaro)? Nello scandalo in divenire che coinvolge Carrier IQ si profila l’idea che a richiedere l’installazione e ad usare il software-spione siano i carrier telefonici : a loro, quindi, e non ai produttori OEM e i fornitori di OS (Android, iOS ecc) sarebbe riconducibile l’intera faccenda.

Alfonso Maruccia

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  • Ilaria scrive:
    Wow
    Simpatica =)!
  • qualcuno scrive:
    bah...
    Non mi sembra qualcosa di così speciale ne tantomeno fantascientifica. Siamo ancora lontani anni luce da quella che è consapevolezza di se.Il software non fa altro che confrontare l'immagine rilevata dai sensori a quelle presenti nel suo database. Nel momento in cui trova punti in comune il software da il comando vocale ed una voce preregistrata dirà: " hey ma questo sono io..." oppure "bingo!" "alto la! mani in alto " ecc ecc.Le voci preregistrate nei giocattoli ci sono già dalla fine anni 70. Potrebbe anche semplicemente accendere un semplice led ma sarrebbe meno scenico. Provate a sfigurare il robottino a bendarlo e cambiargli colore voglio vedere se il software funziona ancora! ( cosa che invece non accadrebbe ne sui delfini, ne su uomini ne su scimpanzé e gorilla)Anche la risposta non è istantanea ma ha un tempo di attesa il cui il giocattolo pensa. E il tempo che il programma impiega a confrontare le immagini. Operazioni così complesse richiedevano tempi immemori con proXXXXXri e sistemi più vecchi di quelli che fortunatamente disponiamo oggi. Ogni magia vuole il suo trucco. La consapevolezza di se, l'apprendimento, il saper reagire agli stimoli in base ad esperienze passate è qualcosa che va ben oltre a questo "goffo e sperimentale giocattolo"
  • Marto tortio scrive:
    La genialità non ha limiti!
    Ragazzi siete troppo pignoli su alcune affermazioni!!Non capite che questo è solo il sistema embrionale che porterà all'autocoscenza??Perchè non andate a dirlo ad un bambino di 1 mese di riconoscere se stesso allo specchio? caspita è vero, non è in grado neanche di interpretare i segnali acustici provenienti dal parlato adulto.Oppure perchè non provate ad osservare un gatto di fronte ad uno specchio?? Risulta molto più evoluto questo robot!Caspita siete tutti geni incompresi, e come tali non avete ancora creato il vostro primo proXXXXXre neurale, ma quanto ci mettete insomma!!!
    • Funz scrive:
      Re: La genialità non ha limiti!
      - Scritto da: Marto tortio
      Ragazzi siete troppo pignoli su alcune
      affermazioni!!
      Non capite che questo è solo il sistema
      embrionale che porterà
      all'autocoscenza??

      Perchè non andate a dirlo ad un bambino di 1 mese
      di riconoscere se stesso allo specchio? caspita è
      vero, non è in grado neanche di interpretare i
      segnali acustici provenienti dal parlato
      adulto.

      Oppure perchè non provate ad osservare un gatto
      di fronte ad uno specchio?? Risulta molto più
      evoluto questo
      robot!Però un neonato e un gatto sono indubbiamente esseri intelligenti, bisogna solo mettersi d'accordo sulla definizione di intelligenza...Un sistema esperto come questo qua non può ancora definirsi "intelligenza", ma qualcosa che la simula piuttosto bene.
      • qualcuno scrive:
        Re: La genialità non ha limiti!
        E' solo un sistema che confronta dei pixel di fotogrammi. Lo considero alla pari di tornio a controllo numerico ( fa cose più precise di noi) o di qualsiasi altro software o macchinario di elaborazione dati.Anche la mia calcolatrice di funzioni si comporta meglio di chiunque altro, gatto compreso.
  • The Dude scrive:
    Tre domande
    La prima: come mai somiglia al mio dyson?La seconda: come mai sullo sfondo c'è un tossico che si rolla una canna?La terza: come mai ha la stessa voce che hanno i robot parlanti dei film?boh...
  • attonito scrive:
    e davanti ad un suo gemello?
    e posto davanti ad un altro robot identico a ses stesso come si comporta?E se l'altro e' solo somigliante, magari ha gli occhi spostati o il naso piu grosso?O magari un robot identico ma di colore rosso?Sarebbe interessante osservare come reagiscono gli algoritmi implementati in casi come questi.
    • Davidoff scrive:
      Re: e davanti ad un suo gemello?
      Infatti tutto dipende dagli algoritmi utilizzati, potrebbe essere un giocattolino o una rivoluzione. Purtroppo temo che sia la prima.
      • attonito scrive:
        Re: e davanti ad un suo gemello?
        - Scritto da: Davidoff
        Infatti tutto dipende dagli algoritmi utilizzati,
        potrebbe essere un giocattolino o una
        rivoluzione. Purtroppo temo che sia la
        prima.di piu': in mezzo ad altri due identici e di fronte allo specchi, come fa a dire "io sono quello in mezzo"? Troppo facile altrimenti.
    • Roby10 scrive:
      Re: e davanti ad un suo gemello?
      L'autocoscienza si trova un punto molto elevato di intelligenza, pochissimi animali ce l'hanno, mi pare di ricordare i delfini e alcuni primati, dubito che siano arrivati ad un così alto grado di intelligenza artificiale.Semplicemente distingue forme e colori di un qualcosa, e poi gli viene suggerito che quelle sono le sue forme e i suoi colori e da li in poi le assocerà a se stesso, ma sono certo che farebbe lo stesso con un suo simile o una sua foto.L'autocoscienza è su tutto un altro livello.
      • attonito scrive:
        Re: e davanti ad un suo gemello?
        - Scritto da: Roby10
        L'autocoscienza si trova un punto molto elevato
        di intelligenza, pochissimi animali ce l'hanno,
        mi pare di ricordare i delfini e alcuni primati,
        dubito che siano arrivati ad un così alto grado
        di intelligenza
        artificiale.

        Semplicemente distingue forme e colori di un
        qualcosa, e poi gli viene suggerito che quelle
        sono le sue forme e i suoi colori e da li in poi
        le assocerà a se stesso, ma sono certo che
        farebbe lo stesso con un suo simile o una sua
        foto.

        L'autocoscienza è su tutto un altro livello.Esatto. il trucco dei ricercatori e' far credere allo spettatore umano che comportamenti "automatici" siano invece "intelligenti", complice la forma piu' o meno antropomorfa del macchinario in questione. Se questo "autoriconoscimento" lo facesse una pressa idraulica o una lucidatrice, non avrebbero sicuramente lo stesso effetto mediatico.Insomma, mi sembra sempre il solito "specchietto per le allodole" per accalappiare visibilita' e fondi.
        • Ciccio scrive:
          Re: e davanti ad un suo gemello?
          In effetti, il robot mostra un interessante insieme di funzioni, come il riconoscimento vocale ed il riconoscimento delle immagini (interessante ad esempio che sappia riconoscere un pinguino disegnato)... ma il test sull'autocoscienza fatto non è paragonabile a quello su un animale.Il robot non è arrivato da solo alla conclusione di essere di fronte alla propria immagine... lo ha "capito" (anzi, ha associato un'immagine ad un concetto) soltanto quando il tecnico gli ha detto "questo sei tu".Se il robot si fosse messo a compiere movimenti, avesse notato che l'altro li compiva identici e speculari e fosse arrivato alla conclusione "questo è uno specchio e quello sono io", allora magari sarebbe stato paragonabile ad un animale autoconsapevole.Per l'esempio dei robot gemelli... bé, mettiamo l'ipotesi di avere un fratello gemello, e di aver davanti una fotografia che per qualche motivo -stiamo parlando di ipotesi- non ricordiamo di aver scattato... immagino che la cosa farebbe rimanere col dubbio anche noi umani... "sarò io o sarà mio fratello?". Anche noi, di fronte all'immagine di un individuo identico, possiamo capire se si tratta di noi o meno soltanto prendendo in considerazione altri fattori, al di là di lineamenti e corporatura (se siamo entrambi di fronte allo specchio, dalla posizione o da quale immagine segue i nostri movimenti, oppure appunto il ricordarsi di aver fatto una fotografia in un certo posto, o di possedere determinati vestiti...).
          • Wolf01 scrive:
            Re: e davanti ad un suo gemello?
            Implica che il robot si ricordi tutto quello che ha fatto, visto e dov'è stato per potersi riconoscere in un video/specchio, e pure lì siamo sul "forse".Per adesso sarebbe già tanto se riuscisse a capire senza l'aiuto del ricercatore che quello è uno della sua stessa "specie"
          • Si e indirizzo scrive:
            Re: e davanti ad un suo gemello?
            Mah, magari ricompilando il kernel...- Scritto da: Wolf01
            Implica che il robot si ricordi tutto quello che
            ha fatto, visto e dov'è stato per potersi
            riconoscere in un video/specchio, e pure lì siamo
            sul
            "forse".

            Per adesso sarebbe già tanto se riuscisse a
            capire senza l'aiuto del ricercatore che quello è
            uno della sua stessa
            "specie"
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: e davanti ad un suo gemello?
      - Scritto da: attonito
      e posto davanti ad un altro robot identico a ses
      stesso come si
      comporta?
      E se l'altro e' solo somigliante, magari ha gli
      occhi spostati o il naso piu
      grosso?
      O magari un robot identico ma di colore rosso?Visto che è un robot americano, probabilmente lo chiude in una riserva
      • sbrotfl scrive:
        Re: e davanti ad un suo gemello?
        - Scritto da: Surak 2.0
        - Scritto da: attonito

        e posto davanti ad un altro robot identico a ses

        stesso come si

        comporta?

        E se l'altro e' solo somigliante, magari ha gli

        occhi spostati o il naso piu

        grosso?

        O magari un robot identico ma di colore rosso?

        Visto che è un robot americano, probabilmente lo
        chiude in una
        riservaAHAHAHAHAH Hai vinto!
    • Si e indirizzo scrive:
      Re: e davanti ad un suo gemello?
      non sognare... la coscienza di "essere" e' ancora ben lontana da essere realizzata... E' disarmante la prima risposta della macchina "I don't know".
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