Android, scontri per un rootkit

Una misconosciuta software house che lavora in ambito Android minaccia un ricercatore di sicurezza che l'accusa di realizzare "rootkit". Entra in scena EFF e la società si ritira con la coda fra le gambe
Una misconosciuta software house che lavora in ambito Android minaccia un ricercatore di sicurezza che l'accusa di realizzare "rootkit". Entra in scena EFF e la società si ritira con la coda fra le gambe

È durata davvero poco la minaccia di pesanti ritorsioni legali mossa da Carrier IQ nei confronti del venticinquenne Trevor Eckhart, colpevole, a dire della società produttrice di software per Android, di aver calunniato i suoi prodotti definendoli dei veri e proprio “rootkit” progettati per tenere sotto controllo gli smartphone basati sull’OS mobile di Google.

Eckhart aveva analizzato il software di Carrier IQ basandosi anche sui manuali liberamente disponibili sul sito dell’azienda: le applicazioni incriminate erano capaci di archiviare “segretamente” le attività dell’utente su Android, le app caricate, la durata della batteria e il testo digitato.

Dopo la pubblicazione del suo lavoro di ricerca, Eckhart si è visto piombare addosso un richiesta di ritrattazione e rimozione della definizione di rootkit riferita al software di Carrier IQ. In caso contrario, l’azienda sarebbe passata alle vie legali con tanto di richiesta di risarcimento monetario da centinaia di migliaia di dollari.

Apparentemente l’entrata in gioco dei consulenti legali della Electronic Frontier Foundation (evidentemente contattati da Eckhart) è bastata a placare l’animo litigioso di Carrier IQ: EFF ha definito “senza merito” le accuse nei confronti di Eckhart, e per tutta risposta Carrier IQ si è scusata della lettera minatoria inviata al ricercatore di sicurezza. “Col senno di poi – scrive il CEO della società Larry Lenhart – avremmo dovuto stabilire subito un dialogo con il signor Eckhart”.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

25 11 2011
Link copiato negli appunti