Caso Tenenbaum, maxi-sanzione confermata

Il "pirata" di Boston dovrà pagare 675mila dollari all'industria discografica per la condivisione di 30 brani musicali a mezzo Kazaa. Anche in appello la sanzione non è sproporzionata
Il "pirata" di Boston dovrà pagare 675mila dollari all'industria discografica per la condivisione di 30 brani musicali a mezzo Kazaa. Anche in appello la sanzione non è sproporzionata

Per un pugno di brani musicali scaricati sulla defunta rete P2P Kazaa, il cittadino di Boston Joel Tenenbaum dovrà pagare un totale di 675mila dollari come risarcimento in favore dell’industria discografica statunitense (RIAA). È il verdetto in sede d’appello dopo un estenuante tira e molla legale sull’esatta entità dei danni causati dalla condivisione online di appena 30 canzoni in violazione del diritto d’autore.

Davanti alla corte del Massachusetts, la difesa di Joel Tenenbaum non è riuscita a convincere il giudice sul mancato rispetto dei principi costituzionali nel calcolo presentato dalle etichette discografiche per ottenere un maxi-risarcimento per lo sharing illecito delle opere tra il 1999 e il 2007. La cifra di 22.500 dollari per ciascun brano scaricato non sarebbe sproporzionata , come già stabilito in primo grado nell’estate del 2012.

In sostanza , la sanzione fissata a 675mila dollari sarebbe di gran lunga inferiore a quella prevista dalle leggi statunitensi sul copyright, negli statutory damages fissati a 150mila dollari per opera sfruttata in maniera indebita. Le condivisioni di Tenenbaum restano illegali, punibili senza rischi di violazione dei principi costituzionali o della specifica clausola del giusto processo. ( M.V. )

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27 06 2013
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