Cassandra Crossing/ OHM2013: osservo, smonto, costruisco

di M. Calamari - Il diario della convention hacker olandese. Fra fango, strumenti bellici di intercettazione ed effetti speciali

Roma – Da solo, almeno alla partenza. Stavolta il viaggio non inizia con il buon Obi-Wan , in buona salute ma autoesiliatosi su Tatooine, e che ha fornito solo (speriamo) supercompetenti previsioni del tempo.
E nessun Ala-X è potuto passare a prendere il nonno dell’hack. Anzi, succederà proprio il contrario perché Rosso-1 e Rosso-2 mi aspetteranno all’aeroporto di arrivo.
Si parte da soli. Che c’è di strano in questo? Niente, solo il feeling è diverso.
Forse è la ripetizione (è il terzo hack-camp estivo di Cassandra), e assai diversi saranno probabilmente questi appunti di viaggio rispetto a quelli del CCC2007 e del CCC2011 . Non c’è bisogno di evocare ispirazione od ideali per spiegare questa terza iterazione di un viaggio che è sempre meno usuale per la fascia di età di Cassandra. Facile. Si tratta semplicemente di una ricerca.

Sì, perché nella palude Italia, dove i motivi di malcontento e di depressioni sono ben noti e facilmente enumerabili, la sensazione di essere perso nelle paludi di Dagobah (e senza nessun Yoda che offra insegnamenti ed introspezione ad un padawan part-time) è qualcosa che ormai accompagna Cassandra da così tanto tempo da essere divenuto “normale”. E quello che dal mondo riesce ad arrivare dai media non invoglia certo all’ottimismo coloro che hanno a cuore le sorti della Rete e quello in cui la Rete, insieme al Mondo, si va trasformando. Invece dell’Internet delle Cose. ci si dovrebbe (pre)occupare dell’Internet delle Persone.
Con l’eccezione di rari esempi positivi (grazie Edward ), anche al di fuori della palude del Belpaese, ben pochi fatti ispirano ottimismo.

Questo viaggio, ben diversamente dagli altri, non è una ricerca del meraviglioso ma appunto di speranza che, forse, rimuovendo il filtro della quotidianità, dei media e della gente rassegnata, potrebbe trovarsi in questo effimero ma grande e potente luogo che anche quest’anno nasce nel nord-Europa in mezzo al niente. Vedremo se il vivere qualche giorno in mezzo alla più alta concentrazione hacker disponibile sul pianeta Terra può far cambiare più che idea umore, ed agire da antidepressivo, anzi euforizzante non chimico ma mentale.

OHM 2013

Ed in fondo è pur vero che se una storia c’è, serve anche un menestrello che la racconti.

Nel frattempo l’auto-organizzazione in solitario del viaggio ha fatto ululare dal dolore, a causa delle ripetute “strisciate”, la povera carta di credito. Speriamo che l’ Ambasciata Italiana anche quest’anno, in mezzo ai suoi tanti altri meriti, aiuti a limitare gli ulteriori esborsi.

La giusta azione
Il viaggiatore sa cosa succede a preparare in fretta un programma: in agguato c’è sempre qualcosa di totalmente imprevisto.
Prendiamo il caso di un tratto fatto in macchina a nolo. Vi sarà facilissimo ad esempio trovare amici aspiranti passeggeri con grandi bagagli sul luogo del ritiro dell’auto.
Della Ala-X macchina però non troverete traccia all’ora prevista e, mentre una pioggia in diagonale (siamo in Olanda, paese famoso per la pioggia ed il vento, non solo per i tulipani e le bionde) riesce a bagnarvi anche sotto la più larga delle tettoie, chiediamo informazioni a tutti i pochi presenti, ma nessuno riesce a dare indicazioni di una qualche utilità o coerenza.
Telefonare al numero dell’autonoleggio è come ascoltare un disco che ripete il ritornello “stiamo arrivando, l’auto è per la strada”.
Dopo oltre un’ora l’azione giusta arriva per caso: l’ultima delle persone consultate è un addetto alla sicurezza molto gentile, che si fa dare il numero e lo chiama con tono di voce fermo e severo.
Che sia questo il motivo per cui 5 minuti dopo un pulmino si è materializzato e ci ha portato all’autonoleggio dove l’addetto mi ha chiesto gentilmente “siete voi quelli che hanno telefonato alla sicurezza?”? Sicuramente ha rimpiazzato con “quelli” un’altra parola che aveva in mente).

L’auto?
Il punto interrogativo è d’obbligo. L’austerity aveva imposto la scelta più economica possibile, ed una piccola 4 posti con bagagliaio buono solo come cassetta delle lettere ne è stata la logica conseguenza. Al valigione di Cassandra, non pesantissimo perché semivuoto ma di dimensioni non certo da bagaglio a mano, si devono sommare tre baldi giovanotti con altrettante valige rigide, zaini e borse aggiuntive.
Mentre contrattavo oscure clausole con l’addetto dell’autonoleggio, con tono tra l’indifferente ed il dirigenziale, ho chiesto ai passeggeri di caricare le valige in quel cubetto su ruote.
Non ho guardato nemmeno le operazioni per paura di vedere passeggeri o valige in sovrappiù.
Talvolta il tono manageriale funziona, perché quando esco dalla porta tutte valige e gli zaini sono in macchina, i tre passeggeri riescono ad inserirsi in qualche modo negli interstizi, ed il posto di guida permette addirittura di respirare. Non sono altrettanto convinto che anche i passeggeri abbiano questa libertà.

Uber-informatici in viaggio
Pare sorprendente che quattro persone molto informatizzate, ben dotate di portatile, smartphone (beh, in questo caso sono solo tre ) riescano a non avere un solo navigatore o uno straccio di connessione per vedere almeno Google Maps, ma è così.
Cassandra tuttavia se lo aspettava, e si è munita di un itinerario ben stampato a colori.
Ma tra il dire ed il fare ci sono di mezzo pioggia, notte, ancora pioggia, una quantità di autostrade (gratis però, mica siamo nel Belpaese) bivii ed uscite, cartelli ben visibili ma in lingua illeggibile e soprattutto che di solito non indicano le direzioni ma solo l’uscita successiva.
Finalmente un passeggero riesce a far partire uno straccio di collegamento con uno smartcoso e riusciamo ad inserirci sulla strada giusta: da lì le svolte indicate su carta diventano utilizzabili. La strada non è tanta, ma la batteria è ancora meno, quindi lo smartcoso ci lascia nei pressi della destinazione, e ci ritroviamo a visitare una cittadina, una zona industriale, di nuovo una cittadina, la stazione ?, e alla fine appare l’hotel dove riposerò le mie ossa.
Veloce check in, serratura a combinazione di 6 cifre (ma al bancomat non ne bastano 4?), valigie buttate in camera e via di corsa per raggiungere OHM, dove i passeggeri devono ancora montarsi la tenda.
La strada si rivela meno difficile perché stavolta la carta stampata è a scala decente, essendo la distanza di pochi chilometri. Neanche un cartello fino a 100 metri dall’ingresso. Ci siamo!

La location
Niente di spettacolare come Finowfurt.

OHM 2013

Un enorme campo, attraversato da canali e canaletti in ogni dove, confina tra aerogeneratori (sì, le pale) un enorme maneggio dove c’è anche un mercato di cavalli (e si capisce anche di notte), una zona archeologica ed una stradina asfaltata (l’unica) con prati fangosi che si stanno riempiendo di macchine.
Non ci sono parcheggiatori frecce o fettucce e perciò il fango prato parcheggio è assai disordinato. La luce dei fari rivela preoccupanti avvallamenti pieni di fango, dove la pioggia sta vincendo la partita con l’erba.
Parcheggio accanto ad un grosso camion, confidando nel fatto che il camionista avesse un’idea precisa di dove bisognasse parcheggiare. Ho già scaricato due passeggeri e relativi bagagli vicino all’ingresso, ed accompagnato da Rosso-1 mi avvio per raggiungere l’ambasciata.
La strada è buia, fangosa, e le uniche luci di rimbalzo sono quelle dei veicoli che ti arrivano da davanti abbagliandoti, o quelle dei previdenti campeggiatori dotati di torcia, nessuno dei quali ahimè procede nella nostra direzione.
Una cosa ci sostiene, la facilità con cui si può trovare l’Ambasciata Italiana che è esattamente dalla parte opposta del Camp, e parliamo di quasi due chilometri dall’ingresso.
Giunti all’ingresso, cioè ad una tenda posta a lato dell’unica strada asfaltata che attraversa il Camp, veniamo “crimpati” con un costoso braccialetto di fettuccia istoriata. Siamo a casa. Però, cavolo, quest’anno niente R0cket , malgrado il biglietto sia ben più caro di quello del CCC2011. Boccone amaro da buttar già, ma non siamo qui per i gadget.

L’ambasciata
La destinazione dovrebbe essere prossima. Rumore, musica e luci ci orientano ed infine ci danno la posizione esatta (non per nulla gli organizzatori hanno piazzato l?ambasciata nella zona battezzata “Noisy Square”) e la meta è raggiunta ben dopo la mezzanotte. Amici non visti da anni, primi abbracci, pasta con le melanzane fumante in distribuzione malgrado l’orario. Un veloce ma robusto piattone, visto che in aereo la compagnia di bandiera mi ha fornito 30 grammi di tarallini e basta, poi fuggo lasciando vigliaccamente i compagni di viaggio a montare le tende in condizioni eufemisticamente definibili “problematiche”. Recupero della macchina in mezzo al fango e veloce fuga in hotel, dove scopro che la Regina Rossa mi ha già preceduto. Ottimo sia per la compagnia che per il mio budget.

Arrivo di lusso
La mattina dopo, freschi di doccia e con scarpe antifango, ci presentiamo all’ambasciata, dove troviamo una situazione migliore di quanto prevedibile: si vede che i canali drenano e che l’attività notturna dei residenti ha in qualche modo rimediato gli allagamenti che erano stati segnalati.
Non piove quasi più, ed è un bene, perché è anche assai freddino.
La popolazione dell’ambasciata appare tutto sommato in buono stato, forse è la felicità di essere insieme dopo due anni che lava via fango e fatiche notturne. Attraversare il Camp di giorno mostra una sistemazione molto aperta, la gente non pare poi moltissima, forse i 5000 partecipanti annunciati sono poco più della metà.
Tutto sembra molto tranquillo e familiare, mancano i caccia parcheggiati tra le tende degli ultimi due CCC, e gli hangar con le porte corazzate tipo NORAD Colorado Mountain sono sostituiti da immensi e talvolta anche bellissimi tendoni. Bambini e famigliole sono molto più frequenti.

OHM 2013

I droni all’ambasciata
Cosa raccontare dell’ ambasciata ? Il caffè e la nutella mattutini, la cucina da campo che ogni tanto sforna ottimi primi, la musica spesso a palla, i soliloqui microfonati a 200 watts sono ormai troppo noti per riparlarne. I loschi figuri che vi si aggirano sono al 90 per cento gli stessi delle edizioni precedenti.
Non tutto però è come prima.
Intanto la tenda dell’Ambasciata è diventata esagonale, e poi l’hardware, che dal 2007 fa la parte del padrone a questi eventi, vi ha fatto una timida apparizione, forse l’inizio di una nuova era. Infatti l’ambasciata, oltre che preparare pasti e bevande, era nota quasi esclusivamente nei settori del software e della sicurezza.
Quest’anno un quadcopter totalmente autocostruito (niente premontati o kit) ha fatto la sua apparizione. Un gruppo di persone dall’aria decisa ma un po’ sconfortata sta cercando di equilibrare i motori accendendo, spegnendo, resettando, flashando, attaccando e staccando dal pc la creazione volante, ma un forte disequilibrio dei motori permane tutte le volte che quelle inquietanti elicone assolutamente non schermate cominciano a girare a pochi centimetri da chi sta seduto al tavolo.
Auguri ai futuri argonauti dell’aria.

Orgia di seminari
Anche se la location è meno eccitante e scenografica, ed il tempo anche oggi lascia ampiamente desiderare, i seminari sono tutt’altra storia.
Una quantità impressionante, fino ad 8 sessioni simultanee per 12 ore al giorno. Ma la cosa più esaltante è la qualità. Da alcuni di essi Cassandra è dovuta uscire reggendosi la mascella, che aveva rischiato a ripetizione di cadere a terra per la meraviglia. Niente da dire e tanto di cappello. O la comunità hacker ha fatto grandi progressi, anche dal punto di vista “didattico”, oppure gli olandesi hanno fatto davvero un ottimo lavoro.

Contenuti
Cassandra si è sempre esentata, in questi appunti di viaggio, di parlare di contenuti: qui la cosa diventa veramente difficile, e magari una serie di prossime release dedicate di Cassandra riferirà ai 24 lettori le ciliege più mature e succose.
D’altra parte se la tradizione viene rispettata, video ed audio dovrebbero potersi cogliere, come Schegge di Conoscenza anche sul sito di OHM2013 tra un paio di settimane.

Uno per tutti
Resistere alla tentazione di raccontare subito i seminari è davvero difficile, anche perché in uno dei primi sono andato a stringere la mano ad un mito storico dell’anonimato, Johan “Julf” Helsingius, creatore del primo remailer ( anon.penet.fi ) nonché combattente in uno dei casi legali che hanno forgiato la comunità hacker opponendola alla Chiesa di Scientology ed alla Bestia del cosiddetto “copyright”: si tratta di una persona che come curriculum mette solo il link ad una pagina (vera, scritta da altri e meritata) di Wikipedia.

Parlo del suo seminario perché, oltre ad aver suscitato il mio interesse per il nome dello speaker (senza nemmeno leggerne i titolo), si è rivelato una cosa pazzesca.
Julf infatti è persona che definire proteiforme è poco: lavora da anni a ricostruire veicoli storici, ma non Alfette o Mercedes, no, ricostruisce, ovviamente insieme ad un gruppo di persone, convogli militari degli anni ’70 ed ’80 schierati, e per fortuna mai veramente utilizzati ( Able Archer 83 ), sul fronte tra le due Germanie per la guerra elettronica.
Intercettazioni, localizzazioni del nemico e jamming delle comunicazioni, fatti utilizzando interi convogli di veicoli con equipaggi di 50 persone tra autisti, soldati, esperti di elettronica, linguisti ed anche un cuoco. Camion Bedford da 4 tonnellate e veicoli 4×4 creati apposta, ripieni di tecnologie radio e di calcolo completamente analogiche, parallelismo hardware ed interi rack di strumentazione degni del TARDIS , antenne alte 30-40 metri, campi allestiti unendo 6 veicoli disposti a raggiera con apposite tende, e mimetizzazioni (esagonali, come l’Ambasciata – un caso?).
Ed antenne che spuntavano appena da sopra gli alberi di una foresta, giusto dietro il fronte di combattimento, pronte ad essere smontate a tempo di record se qualcuno le avesse notate e cannoneggiate. Il caso di un missile non era contemplato, tanto non avrebbero nemmeno avuto il tempo di accorgersene.
Erano veicoli non blindati, perché non era previsto un avversario solitario con un kalashnikov, solo carri armati, missili e cannoni, contro cui non c’era difesa possibile.

Julf, dopo essersi procurato incredibili quantità di informazioni e fotografie segretissime, e augurabilmente tutte desecretate, ha ricostruito caratteristiche, capacità, modi d’uso e tattiche belliche di questi convogli chiamati “Vampire”, ha tenuto un talk chiaro ed affascinante, che ha offerto, oltre ad una quantità di informazioni tecniche interessantissime, anche uno prospettiva storica decisamente nuova ed inusuale della “Guerra Fredda” e di quanto siamo andati vicino ad un suo improvviso e catastrofico “riscaldamento”.

Ebbene, insieme a quel branco di pazzi par suo, ha rincorso questi ormai rottamati convogli supersegreti, comprandoli, ovviamente svuotati di tutto, da gente che li aveva presi alle aste dell’esercito e trasformati in camper, o direttamente come rottami di ferro da autodemolitori.
Qualche botta di fortuna sotto forma di pezzi “segreti” non rottamati, la pazienza di restaurare e reimmatricolare i veicoli, fibra di vetro, vernice, saldature, ricostruzioni delle procedure d’uso, sono state le componenti di un lavoro tanto impensabile quanto certosino, che gli ha permesso di ricostruire quattro veicoli e due antenne con relativi rimorchi, alcune tende, e di esibire il tutto nel suo villaggio. Non è stato difficile trovarlo, era la cosa più alta del Camp, sovrastando di gran lunga anche le antenne della centrale telefonica GSM allestita apposta per OHM2013.

L’unica nota dolente: Julf ha comprato diversi rack che erano stati svuotati dell’elettronica analogica e, parole sue, “filled with digital crap”, ma ne ha trovato ed acquistato anche uno originale, integro e funzionante su eBay. Ha richiesto come dovuto, una regolare licenza di esportazione (il pezzo si trova negli Stati Uniti) e da due anni sta “lottando” per ottenerla, cioè per esportare legalmente un pezzo di apparecchiatura stata segretissima lottando contro una burocrazia immane.
Solo una considerazione non da poco offusca la gioia di un evento cosi hacker: se questi mezzi enormemente costosi sono stati rottamati 20 anni fa, cosa li avrà sostituiti?

Seminari o persone?
È sempre la scelta più difficile in un evento hacker: vedere seminari o incontrare persone? È un’alternativa, gli orari sono implacabili e scanditi, le persone le trovi senza sapere che ci sono, i discorsi interessanti vengono fuori se e quando vogliono. Si prova fare tutto, ma è impossibile, e così rimangono anche dei rimpianti.

Loschi figuri
La reputazione dell’Ambasciata non è omogenea tra le persone: mentre i partecipanti di OHM apprezzano molto i party serali, sembra proprio che gli organizzatori di questo eventi, dopo l’esordio dell’Ambasciata avvenuto al CCC del 2007, ci abbiano sempre tenuti d’occhio.
Così quest’anno il tentativo di prendere controllo del sistema di illuminazione del Camp (ogni luce o effetto di colori, quasi un migliaio, erano comandati via Ethernet) è stato diagnosticato e represso con una prontezza sorprendente; il MAC address del pc utilizzato è stato scritto (pare) da uno del NOC (no, non sono le teste di cuoio, ma quelli del Network Operating Center) ed appeso davanti all’Ambasciata come monito.
Pare anche che le luci attorno abbiano poi cominciato a lampeggiare bianco/rosso e verde, e poi bianco e blu (bandiera italiana e lampeggianti della polizia). Ma Cassandra non c’era, e magari è solo una leggenda…

Non poteva mancare poi lo spamming telefonico per invitare tutto il Camp al party finale dell’Ambasciata. Al Camp tutti possono portarsi il cordless di casa, registrarlo facendosi assegnare un numero di linea fissa olandese, e poi chiamare e farsi chiamare gratis nel Camp, in Olanda ed in altri paesi. È una tradizione ormai consolidata come precedenti Camp. Ripetendo un hack ormai “classico” e stavolta concordato con gli organizzatori a scanso di equivoci, tutti i mille numeri del Camp sono stati chiamati e deliziati con un invito registrato per l’occasione , con orario, indicazioni per raggiungere l’Ambasciata ed altro.
La famosa battaglia di missili di spugna con l’Ambasciata Francese quest’anno non c’è stata: sarà un caso ma l’avevano messa al lato opposto del Camp. Certe voci sostenevano comunque ci fossero state azioni di guerriglia “alternativa”, ma sono senz’altro poco attendibili.

La notte
OHM 2013 Beh, al centro del Camp, nella zona del cibo, oltre a strutture sociali come una tenda da circo piena di cuscinoni per stare tranquilli a spippolare o socializzare, hanno costruito un… beh, chiamiamolo complesso di luci, effetti speciali, schermi e musica che surclassa quelli più semplici, ma comunque estremamente efficaci e poetici, visti al CCC.

Proiettori, laser, fumo e fiamme facevano da contorno ad oscure strutture di LED alte 6 metri, ad aggeggi tipo valvoloni termoionici alti un metro, messi lì per stupire ed attrarre, ma gentilmente, senza rumori assordanti o folle assiepate. Passavi di lì, magari con la ragazza, prendevi un drink nelle tende circostanti, scattavi due foto e via di nuovo, con un po’ più di meraviglia negli occhi.

OHM 2013

The end
Ho dato forfait totale al party finale, rifugiandomi in albergo: ripasso comunque dal camp di buona mattina, non per rinnovare i saluti ad alcune larve umane che hanno fatto l’alba e di più, ma perché stavolta è il mio macinino che deve fare da Ala-X e traghettare verso l’aeroporto, vicino ma complicato da raggiungere, i compagni di precedenti spedizioni. Il mio aereo è la sera, e mi toccheranno lunghe di ore di attesa in aeroporto, ma noblesse oblige . E poi il menestrello dell’OHM ha tanto da scrivere.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari
Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

Immagini di Marco A. Calamari e Matteo G. P. Flora
pubblicate con licenza CC BY-NC-SA 2.5 IT

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  • Raperonzolo scrive:
    Ma che social
    Macchè social, macchè facebook! Va là, va là, andate a lavorare! :@
  • Utente medio scrive:
    Secondo me
    Mettere tutta la propria vita online è interessante, e chi dice il contrario lo fa chiaramente per essere un originale senza rendersi conto che si rende ridicolo davanti agli occhi di tutta la gente normale come me e tutti quelli che scrivono anche cosa mangiano la mattina e quando vanno al XXXXX. Magari non scrivono niente perche' fanno l'intellettuale che conoscono la privacy (e quindi non conosco la grammatica) e poi invece se gli fanno la foto perche' vanno oltre il limite con la macchina e' ok. Se la gente non vuole sapere niente di cosa fanno gli altri mi spiegate perche' va su facebook eh? La verita' fa male A VOI CHE NON SIETE SOCIAL!
    • Dice ilsaggio scrive:
      Re: Secondo me
      Se sei sarcastico rido con te!Se sei serio, rido di te!A me va bene in ogni caso. Ma tu che "urli" a fare?
    • Dice ilsaggiato re scrive:
      Re: Secondo me
      Da quando farsi i caSSi degli altri di fronte ad uno schermo é segno di vita sociale? Tu stai delirando!
    • Dice ilsaggio scrive:
      Re: Secondo me
      Se sei sarcastico (nel tuo commento): rido con te.Se sei serio: rido di te.A me va bene in entrambi i casi. Ma tu... che "urli" a fare?PS: Perché hai cassato questo medesimo commento? Non sopporti la critica? E chi sarebbe il non "social" allora?
  • Dice ilsaggio scrive:
    Se non vuoi...
    ...che qualcuno sottolinei il "tuo" libro sul kindle, allora comprati un libro di carta....condividere la musica, non farlo.Cioé qualcuno ci ha mai obbligato ad aprire un account facebook, twitter o qualcos'altro? O a scrivere un blog? O a leggere sul kindle?E allora cosa scriviamo a fare questo articolo/sfogo/considerazione personale? Per far riflettere chi? Forse se stessi. Ma allora perché pubblicarlo?
    • Phronesis scrive:
      Re: Se non vuoi...
      - Scritto da: Dice ilsaggio
      E allora cosa scriviamo a fare questo
      articolo/sfogo/considerazione personale? Per far
      riflettere chi? Forse se stessi. Ma allora perché
      pubblicarlo?Ciao.Trovo particolare una comune e diffusa tendenza di chi* difende l'aspetto social dell'internet moderno, cioè quella tendenza che porta a "difendere/esaltare/esasperare" la condivisione di foto/video/link/stati sociali/posizione geografica etc. ma nello stesso tempo genera una sorta di "irritazione cutanea" verso chi condivide un pensiero/opinione.Ho maturato una "mia" teoria (articolata e noiosa e non starò qui ad annoiarti) però sarei interessato alla tua risposta alla tua stessa domanda.Comprendo che non cogli il motivo per cui l'articolista pubblica un articolo di opinione come questo ma paradossalmente e ragionando per assurdo (anche perchè non è minimamente lo stesso motivo ed è evidente)non potrebbe essere lo stesso motivo che spinge un "altro" a pubblicare una foto sui social?
      • Dice ilsaggio scrive:
        Re: Se non vuoi...
        - Scritto da: Phronesis
        Ciao.Buongiorno a te.
        Ho maturato una "mia" teoria (articolata e noiosa
        e non starò qui ad annoiarti) però sarei
        interessato alla tua risposta alla tua stessa
        domanda.La tua teoria mi interesserebbe eccome.Alla domanda vorrei che rispondesse invece il Mantellini. A che pro? Stavolta o ho il cervello in ferie o proprio l'articolo non ha la capacitá di farmi riflettere. Software invadente? Non usarlo. Io posso solo dirti che non ho account facebook, non seguo tweets ma uso internet parecchio e con profitto sia per svago che per studio/ricerca/lavoro/turismo/bollette. Non mi ritengo asociale per nulla, solo condivido ció che faccio e le miei emozioni con la famiglia e gli amici in carne ed ossa (ieri grigliatona con discussione politica inclusa :-).Non mi sono sentito in "dovere" di annunciare la cosa su facebook, ne' di pubblicare le numerose foto che sono state scattate (non abbiamo "girato" alcun video). E mi piacciono i libri di carta stampata (anche se costano un po' di piú e sono ingombranti).Ma forse io ed i miei amici apparteniamo ad un'altra generazione.Ovviamente se uno vuole pubblicare la sua vita, libero di farlo. Voglio dire... a che pro usare uno strumento e poi lamentarsene (qui c'é poco da riflettere o opinare: l'hardware é in vendita sottocosto per farne profitto... e parecchio a giudicare dai risultati delle aziende che li vendono!)

        Comprendo che non cogli il motivo per cui
        l'articolista pubblica un articolo di opinione
        come questo [...]
        non potrebbe essere lo stesso motivo che spinge
        un "altro" a pubblicare una foto sui
        social?Non lo so. Dovrebbe rispondere l'Autore. Spero che non lo faccia per i soldi e basta. Il che comunque sarebbe una ragione migliore del dire una banalitá come il sw é invadente! Profitto é la risposta.Non si puó pensare che una nuova autoritá imponga la non invasivitá: pura utopia. Basta non comprare/usare... o lamentarsene invece con il produttore ed eventualmente ragionare sulla risposta (onesta o meno) che casomai si dovesse riceve.
        • Izio01 scrive:
          Re: Se non vuoi...
          - Scritto da: Dice ilsaggio

          Non si puó pensare che una nuova autoritá imponga
          la non invasivitá: pura utopia. Basta non
          comprare/usare... o lamentarsene invece con il
          produttore ed eventualmente ragionare sulla
          risposta (onesta o meno) che casomai si dovesse
          riceve.Bè, ci sono tanti ambiti in cui la legge interviene per regolamentare ciò che può apparire in un contratto, solitamente quando riconosce una parte forte ed una debole. Tu puoi anche farmi firmare un contratto in cui mi impegno a consegnarti il mio cuore (no, si può equivocare, facciamo i miei due polmoni :|) in cambio di 1000 euro, ma la sua validità legale è nulla.Naturalmente c'è sempre un margine di arbitrarietà ed è facile che due persone differenti la pensino in maniera diversa riguardo agli ambiti di applicazione di questo tipo di interventi. Ad esempio, io sono contro la legge tedesca che imporrebbe a Google di pagare gli editori per aggregare le loro notizie, e considero legittimo l'escamotage di BigG, che richiede l'adesione ad una politica di rinuncia a questa quota per gli editore che vogliano apparire su google News. Mica detto però che i tedeschi siano d'accordo con me, soprattutto se lavorano per un giornale in difficoltà.Nel caso della privacy mi sembra che di sforzi benintenzionati ce ne siano, la materia non è però così semplice e cristallina da affrontare: vietando determinati comportamenti rischi di ledere le libertà di alcuni, mentre dando via libera alle multinazionali getti gli utenti nelle fauci dei lupi. Come dici tu, quegli utenti potrebbero semplicemente rifiutare la tecnologia in toto, ma secondo me i motivi per tentare di mediare gli interessi in gioco ci sono: la società si va evolvendo e trovo molto limitante la necessità di scegliersi schiavo delle major o eremita digitale.Nessuna legge risolverà tutti i problemi come per miracolo, se un utente se ne frega di quello che sottoscrive se le va a cercare, ma ad esempio, quando la EULA per un banale programmino è lunga come "Guerra e pace" e il produttore può cambiarla a sua piacimento con principio del silenzio-assenso da parte del cliente, bè, secondo me un minimo di regolamentazione in più ci vorrebbe.E' solo un'opinione e non ho soluzioni applicabili in tasca, ma mi premeva fornire uno spunto sul perché si possa essere d'accordo con Mantellini :)
        • Phronesis scrive:
          Re: Se non vuoi...
          Salve.Intanto devo precisare che avevo frainteso il tuo intervento.L'avevo letta più come una critica "semplicistica" che come un ulteriore spunto di riflessione.Come successivamente si è dimostrato.E me ne scuso.Data per assodata la vicinanza del tuo pensiero al mio sulla questione che poni ossia -è inutile lamentarsi dell'aspetto di _condivisione_radicale_ che la tecnologia sta prendendo visto che con le dovute accortezze ne puoi stare alla larga-Credo che l'articolista punti il dito sul concetto di "valore aggiunto" che si attribuisce al "social".Ossia: Sembra che oggi sia una peculiarità fondamentale e imprescindibile avere un sfumatura sociale in qualunque aspetto tecnologico, una "features" per usare un termine pubblicitario; quando spesso potrebbe considerarsi una forzatura fastidiosa come le citate sottolineature.Credo che non sia spunto di riflessione per te, semplicemente perchè questo concetto è già fortemente maturato nella tua persona e ne consegue che l'unica riflessione che ti produce è: "si ok, e quindi?"questo imho.- Scritto da: Dice ilsaggio

          Ho maturato una "mia" teoria (articolata e
          noiosa

          e non starò qui ad annoiarti) però sarei

          interessato alla tua risposta alla tua stessa

          domanda.

          La tua teoria mi interesserebbe eccome.
          Bhè sarebbe davvero complicato riassumere il mio pensiero su un fenomeno in realtà così complesso anche se si basa su ovvi istinti umani in poche righe senza dire solo banalità, poichè sono le sfumare complessive psicologiche che permetto di capire cosa realmente spinge la gente a non percepire il vero motivo dell'attrazione per i social e FB in particolare.Purtroppo quando si analizza un fenomeno che si è espanso in maniera così rapida e capillare, bisogna _imho_ tornare ai primordi, perchè l'evoluzione di un prodotto commerciale abbandona rapidamente la sua natura originale appena ha una base di utenti tale da poter capitalizzare.Quindi potremmo iniziare sul perchè FB?Altri social esistevano prima di FB e altri ne sono nati dopo, ma cosa aveva FB che altri non avevano?Quindi perchè FB?FB è una struttura sociale troppo studiata _imho_ per poter essere casuale (a prescindere da come i film e i libri sulle sue origini vogliano "renderlo romantico") tra i vari punti evidentiA) "Aboliva" l'aslias il nick, cosa che pre-facebook era scontata e fondamentale sui forum/mail/chat Tu non sei "Dice ilsaggio" di PI, tu sei TU (scusa il gioco di parole).Questo presuppone una costante cura della tua immagine virtuale che ti inghiotte in un meccanismo sociale reale non più virtuale.B) La bacheca per come era (è?) strutturata, spezza la gerarchia sociale che esiste nella vita reale. In un contesto reale in qualunque gruppo c'è una gerarchia che si manifesta in maniera pratica quando ad esempio parlando in un gruppo guardi una persona, o organizzando qualcosa chiami/interpelli prima chi per te conta di più.Con la struttura bacheca si abolisce il rapporto gerarchico per via della contemporaneità dell'arrivo dell'informazione che compaio sulla TUA bacheca (difficilmente percepirai che contemporaneamente è arrivata a altre decine di persone). Il meno figo è chiamato in causa come se fosse tra i più fighi.C) Ti dava una scusa, un alibi. Non gli strumenti, l'alibi.Tu non sei uno sfigato che cerca amici usando un social network (come tutti gli altri social prima)"Mi iscrivo per trovare l'amico sperso da anni" quello che se incontro sua moglie per strada gli dico di salutarmelo ma dimentico di lasciargli il mio cellulare per risentirlo."Mi iscrivo per rimanere in contatto con tutti i miei amici" anche se ho tutte le loro mail, contatti MSN e skype, ma li chiamo ancora a telefonomamma quanto ho scritto :) aspetto tuoi pareri :Pper le conclusioni ci aggiorniamo :Dpsdomanda interessante _imho_ perchè con la diffusione di FB sono "spariti" i blog personali?ppstutto è una mia personale analisi. perdonate errori e erroracciMi capita di usare "Tu" nei discorsi, è una forma impersonale, un "tu" generico
          • PuntoH scrive:
            Re: Se non vuoi...
            - Scritto da: Phronesis
            Credo che l'articolista punti il dito sul
            concetto di "valore aggiunto" che si attribuisce
            al "social".Fai un esempio a proposito del valore aggiunto?All'azienda che tiene i dati! Altri valori?
            "si ok, e quindi?"Appunto. Non si va su un social network:- serve solo a farsi gli affari degli altri- le aziende se li fanno volentieri: ci fanno soldi
            Bhè sarebbe davvero complicato riassumere il mio
            pensiero.....Dai é una trollollata!
            Quindi potremmo iniziare sul perchè FB?
            FB è una struttura sociale troppo studiata.....

            A) "Aboliva" l'aslias.....
            Tu non sei "Dice ilsaggio" di PI, tu sei TU
            (scusa il gioco di
            parole).E io chi sono? E tu? Noi siamo noi anche fuori dal social network. O no?
            Questo presuppone una costante cura della tua
            immagine virtuale che ti inghiotte in un
            meccanismo sociale reale non più
            virtuale.Quindi perché? Perché entrare nel virtuale per ritornare al reale?Un inutile passaggio in piú. E non mi sento "tagliato fuori" per il fatto che non partecipo.
            B) La bacheca per come era (è?) strutturata,
            spezza la gerarchia sociale che esiste nella vita
            reale.Io ad esempio non so nemmeno come é fatto faccialibro...
            C) Ti dava una scusa, un alibi. Non gli
            strumenti, l'alibi.Questo é un punto interessante. Ma non sufficiente per usare il social (almeno per me).
            ps
            domanda interessante _imho_ perchè con la
            diffusione di FB sono "spariti" i blog
            personali?A mio parere esitono ancora. E qual é lo scopo del blog personale?
            pps
            tutto è una mia personale analisi. perdonate
            errori e
            erroracciBeh, ma siamo ancora su PI??? :o
            Mi capita di usare "Tu" nei discorsi, è una forma
            impersonale, un "tu"
            genericoPersino gentiluomo.O vi state prendendo in giro o ci state prendendo in giro!Oppure... c'é ancora qualcuno con il sale in zucca! (Mi avete reso ottimista)
          • Dice ilsaggio scrive:
            Re: Se non vuoi...
            - Scritto da: PuntoH
            Fai un esempio a proposito del valore aggiunto?
            All'azienda che tiene i dati! Altri valori?Ciao. Per l'FB con la I ha un valore di ca. 1 mld di dollaroni!


            "si ok, e quindi?"

            Appunto. Non si va su un social network [...]Diciamo che hai un modo di esprimerti molto diretto.Tuttavia si. Bisognerebbe evitarlo e mantenere invece relazioni piú concrete.

            A) "Aboliva" l'aslias.....
            E io chi sono? E tu? Noi siamo noi anche fuori
            dal social network. O no?Vero. Condivido.
            Quindi perché? Perché entrare nel virtuale per
            ritornare al reale?
            Un inutile passaggio in piú. E non mi sento
            "tagliato fuori" per il fatto che non partecipo.Nemmeno io mi sento tagliato fuori. E, appunto, non partecipo. Spero di riuscire a passare la stessa educazione e cultura ai miei figli.

            B) La bacheca per come era (è?) strutturata,

            spezza la gerarchia sociale che esiste nella vita

            reale.

            Io ad esempio non so nemmeno come é fatto
            faccialibro...Credo volesse dire altro. Vedi mio post di risposta nel caso.
            A mio parere esitono ancora (i blog personali, ndr).
            E qual é lo scopo del blog personale?Forse sbaglio, ma il blog é piú orientato a mettere in mostra (ahimé) il proprio pensiero piú che la propria persona (fisica) in un modo virtuale.Forse scrivere le proprie idee, aiuta a migliorarle.Forse ho capito cosa voleva fare il Mantellini :o

            pps

            tutto è una mia personale analisi. perdonate

            errori e

            erroracci

            Beh, ma siamo ancora su PI??? :o:D
            Persino gentiluomo.
            O vi state prendendo in giro o ci state prendendo in
            giro! Oppure... c'é ancora qualcuno con il sale in
            zucca! (Mi avete reso ottimista)La terza che hai detto. Spero...
          • Dice ilsaggio scrive:
            Re: Se non vuoi...
            - Scritto da: PhronesisBuongiorno (se mai oggi passerai di qui)
            Intanto devo precisare che avevo frainteso il tuo
            intervento.
            L'avevo letta più come una critica
            "semplicistica" che come un ulteriore spunto di
            riflessione.A buon intenditor ;) In realtá la discussione e' interessante, ma il tempo é tiranno. Certo tra tutti gli spunti di riflessione che il buon Mantellini propone, questo suona piú come sfogo personale.Ma se questi sono i suoi problemi, allora é un uomo fortunato ;)
            [...]è inutile lamentarsi dell'aspetto di
            _condivisione_radicale_ che la tecnologia sta
            prendendo visto che con le dovute accortezze ne
            puoi stare alla larga-Esatto.
            Credo che l'articolista punti il dito sul
            concetto di "valore aggiunto" che si attribuisce
            al "social".Diciamo al social in rete. Che appunto per definizione non puó essere social. FB non ha nulla a che vedere con un gruppo di dicussione, dove sí si ha un notevolissimo valore aggiunto, con automoderazione ed esclusione dei disturbatori (da parte degli utenti stessi).FB = mettersi in mostra. Margareth Tatcher diceva: Power is like being a lady... if you have to tell people you are, you aren't.E molti politici ne fanno le spese, ecco (forse) dove é utile!
            Ossia: Sembra che oggi sia una peculiarità
            fondamentale e imprescindibile avere un sfumatura
            sociale in qualunque aspetto tecnologico, una
            "features" per usare un termine pubblicitario;Marketing appunto. Spiacente che al sottoscritto non interessi :D
            Bhè sarebbe davvero complicato riassumere il mio
            pensiero [...]Io l'ho fatto nel primo post (in effetti é suonato semplicistico) e vedi che ne siamo qui a discutere lo stesso.
            [...]capire cosa realmente spinge la gente a non
            percepire il vero motivo dell'attrazione per i
            social e FB in particolare.La curiositá nel farsi gli affari degli altri ;)
            Quindi perchè FB?

            FB è una struttura sociale troppo studiata _imho_FBI meno I. Non devono nemmeno fare le foto segnaletiche: ce le metti tu!Nemmeno profilarti psicologicamente: hanno tutte le indicazioni fornit da te. Soluzione = non avere un account social, ma coltivare care vecchie sane amicizie e simpatie personali. La parola chiave é: personali! Non mi va di parlare di cospirazioni. Credo semplicemente che i fenomeni si sviluppino in modo molto naturale e poi qualcuno ci veda un potenziale d'uso e quindi i progetti cambino direzione.
            A) "Aboliva" l'aslias il nick, cosa che
            pre-facebook era scontata e fondamentale sui
            forum/mail/chatQui ha giá risposto puntoH anche se in modo molto "duro", sicuramente efficace!

            B) La bacheca per come era (è?) strutturata,
            spezza la gerarchia sociale che esiste nella vita
            reale.E' dimostrato! La gerarchia "sociale" e' insita negli "animali" di Orwell.
            C) Ti dava una scusa, un alibi. Non gli
            strumenti, l'alibi.Questo é uno spunto fuori dal coro. Interessante.Ma credimi, nella mia scala, sono molto piú "amico" tuo di qualsiasi account social.
            mamma quanto ho scritto :) A me ha fatto piacere leggerti!
            aspetto tuoi pareri :PIo ho solo le mie personalissime idee. Se le condivido con te é perché mi stai simpatico!
            per le conclusioni ci aggiorniamo :DMa sicuramente non ci sono conclusioni "assolutiste". Mi piace il Mantellini. Forse ho dormito male e l'articolo mi pare un articolo da "ferie" :O
            ps
            domanda interessante _imho_ perchè con la
            diffusione di FB sono "spariti" i blog
            personali?Sono 2 oggetti differenti.
            Mi capita di usare "Tu" nei discorsi, è una forma
            impersonale, un "tu" genericoUn "tu" social :)Da te lo accetto volentieri.
  • yoacchino pastonedda scrive:
    mai garanti della privacy?
    ma i garanti della privacy hanno studiato(competenze)?_ come si comporta il sofware?_ cosa e' internet?_ come si comportano le corporation a livello di privacy?e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della privacy?ma che competenze hanno i garanti dellla privacy e su che base vengono scelti?siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!
    • Trollollero scrive:
      Re: mai garanti della privacy?
      - Scritto da: yoacchino pastonedda
      ma i garanti della privacy hanno
      studiato(competenze)?

      _ come si comporta il sofware?Tutto ?O "semplicemente" tutto quello per Android (iOS, Symbian, younameit...) ?Tanto per dire, il solo Google Play conta piu' di un milione di applicazioni......
      _ cosa e' internet?Scommetto quello che vuoi che non lo sai nemmeno tu.......
      _ come si comportano le corporation a livello di
      privacy?
      News flash: si comportano in base alle leggi dei paesi in cui operano.
      e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della privacy?
      Niente. Non e' possibile fare "upload" della PRIVACY......
      ma che competenze hanno i garanti dellla privacy
      e su che base vengono
      scelti?

      siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!Magari mi sbaglio, ma avverto un sottile aroma di <i
      eau de trollon... </i
      • yoacchino pastonedda scrive:
        Re: mai garanti della privacy?
        - Scritto da: Trollollero

        Tutto ?
        O "semplicemente" tutto quello per Android (iOS,
        Symbian, younameit...)
        ?
        Tanto per dire, il solo Google Play conta piu' di
        un milione di
        applicazioni......un linea/legge guida vale per 10000000000000000000000000 applicazionici arrivi?


        _ cosa e' internet?

        Scommetto quello che vuoi che non lo sai nemmeno
        tu.......ahhhh ahhhhhh ahhhhhhhh


        _ come si comportano le corporation a
        livello
        di

        privacy?



        News flash: si comportano in base alle leggi dei
        paesi in cui
        operano.ahhhhhh ahhhhhh ahhhhhhhhh


        e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della
        privacy?



        Niente. Non e' possibile fare "upload" della
        PRIVACY......non fare il furbo,hai capito cosa intendo


        ma che competenze hanno i garanti dellla
        privacy

        e su che base vengono

        scelti?



        siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!

        Magari mi sbaglio, ma avverto un sottile aroma di
        <i
        eau de trollon... </i

        non sono un troll
        • Trollollero scrive:
          Re: mai garanti della privacy?
          - Scritto da: yoacchino pastonedda
          - Scritto da: Trollollero




          Tutto ?

          O "semplicemente" tutto quello per Android (iOS,

          Symbian, younameit...)

          ?

          Tanto per dire, il solo Google Play conta piu'
          di

          un milione di

          applicazioni......
          un linea/legge guida vale per
          10000000000000000000000000
          applicazioni
          ci arrivi?

          Io si'.Tu invece ci arrivi al fatto che il 99% delle volte lo sviluppatore non conosce minimamente le norme di paesi diversi dal suo, e quindi sviluppa di conseguenza ?Ammesso e non conXXXXX che si parli di singolo sviluppatore hobbista/dilettante, nel caso si tratti di professionisti stipendiati di queste cose si occupa l'ufficio legale, e se il capo progetto dice di scrivere la tal funzione nel tal modo.....


          _ cosa e' internet?



          Scommetto quello che vuoi che non lo sai nemmeno

          tu.......
          ahhhh ahhhhhh ahhhhhhhhLo prendo come un no.




          _ come si comportano le corporation a

          livello

          di


          privacy?






          News flash: si comportano in base alle leggi dei

          paesi in cui

          operano.
          ahhhhhh ahhhhhh ahhhhhhhhhNon hai capito quello che ho scritto, ovviamente.....




          e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della

          privacy?






          Niente. Non e' possibile fare "upload" della

          PRIVACY......
          non fare il furbo,hai capito cosa intendoCerto.E tu quale parte di "installa un firewall" non hai capito ?




          ma che competenze hanno i garanti dellla

          privacy


          e su che base vengono


          scelti?





          siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!



          Magari mi sbaglio, ma avverto un sottile aroma
          di

          <i
          eau de trollon... </i



          non sono un trollL'aroma si e' appena fatto molto meno sottile....
          • yoacchino pastonedda scrive:
            Re: mai garanti della privacy?
            mi spieghi per favore cosa mi stai contestando?lasciamo da parte firewall,vpn,tor browser,virtual machine,sandbox,ecc ecc
          • yoacchino pastonedda scrive:
            Re: mai garanti della privacy?
            per favore rispiegamelo.non ci arrivo.se non ci arrivo non e' colpa mia.spiegalo in modo facile,che possa comprendere
          • Trollollero scrive:
            Re: mai garanti della privacy?
            - Scritto da: yoacchino pastonedda
            per favore rispiegamelo.non ci arrivo.
            se non ci arrivo non e' colpa mia.

            spiegalo in modo facile,che possa comprenderePrego.Lo sviluppatore NON E' MINIMAMENTE TENUTO A SVILUPPARE IN ACCORDO ALLE LEGGI DI TUTTO IL MONDO, MA SOLO IN BASE ALLA LEGGE DEL PAESE IN CUI OPERA.Sta tuttalpiu' al distributore controllare che la singola applicazione (magari perfettamente legale dove viene sviluppata) non venga rilasciata in paesi dove non sia permessa.
          • yoacchino pastonedda scrive:
            Re: mai garanti della privacy?
            ho capito. non fa' una piega.(mi hai spiegato bene questa cosa)pero' il mio discorso era piu' incentrato su come blindare di piu' la privacynei terminali odierni.mi sembrano un po' troppo invasivi della privacy.tutto qui.infatti la rom stockpermette apertura delle conessioni dati alle app in modo unilaterale.(anche giustificate per il funzionamento stesso della app)mentre per blindare il telefono bisogna avere i permessi di root.(il noob non fa il root del telefono).lo stesso vale per il PCmi sono spiegato un po' male,anche perche' ho diviso in piu' post.capisco che e' un argomento delicato e che se uno vuole piu' privacy,se la deve cercare da solo.magari con delle linee guida universali (pero' entrano in gioco [come hai detto tu]sviluppatori,corporation,governi,ecc ecc) avremmo piu' controllo della nostra privacy,anche livello softwaresi fa' per chiaccherare un po',dell'attualita'.niente di piu'.sicuramente sono anche andato fuori tema.scusa
    • MegaJock scrive:
      Re: mai garanti della privacy?
      - Scritto da: yoacchino pastonedda
      _ come si comporta il sofware?Fa un po' il bricconcello ma basta minacciare di cancellarlo e si rimette in riga.
      _ cosa e' internet?È una serie di tubi.
      _ come si comportano le corporation a livello di
      privacy?
      Male, malissimo, anzi peggio.
      e sopratutto cosa vuol dire UPLOAD della privacy?
      È quando prendi della privacy e la metti da qualche parte nella serie di tubi. Il contrario del DOWNLOAD della privacy, cioè quando togli la privacy dal tubo.Dovrebbe essere chiaro a tutti che la privacy ormai non vale un tubo.
      ma che competenze hanno i garanti dellla privacy
      e su che base vengono
      scelti?Quello è un altro tubo, non farmi dire di cosa è pieno.

      siamo allla frutta!!!!!!!!!!!!!Soprattutto siamo ai moscerini della medesima.
  • yoacchino pastonedda scrive:
    ORA BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    (google,microsoft,apple,samsung,e via scorrendo)
    • Izio01 scrive:
      Re: ORA BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      - Scritto da: yoacchino pastonedda
      le app moderne (tablet/smartphone/nuovi
      o.s.improntati al cloud ecc
      ecc)
      dovrebbero essere sottoposte ad una legislazione.

      perche' devo fare il root del telefono per
      istallare una app che blocchi l'upload delle mie
      informazioni?
      Puoi comprare un telefono Android e usarlo senza nemmeno un account Google, e senza bisogno di rooting. Per servizi a pagamento, come l'acquisto di programmi, è ovviamente necessario fornire dati reali, ma nessuno ti impedisce di fermarti lì. Puoi usare Firefox, puoi usare chi ti pare al posto di GMail. Che cos'è, esattamente, che richiederebbe il rooting del telefono?
      perche' ogni volta che tappo su una app non mi
      viene di base un popup che consente/annulla lo
      scambio dei MIEI
      DATI?

      ora basta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      ci vogliono leggi sulle app e sull'uso
      consapevole di un terminale(avvertimenti nel
      software+possibilta' di blocco upload della mia
      PRIVACY)

      e' una vergogna-----
      (google,microsoft,apple,
      samsung,e via scorrendo)Ok, basta che tu non voglia la botte piena e la moglie ubriaca - in altre parole, non rognare se poi ti trovi a dover pagare cifre anche significative per tutta una serie di servizi che oggi sono gratuiti.Le leggi esistono già, ma effettivamente oggi spesso hai la scelta tra fornire tutta una serie di tuoi dati personali e il non usare del tutto un certo software, e sono d'accordo sul fatto che spesso si tratti di una non-scelta.Probabilmente è possibile migliorare lo scenario odierno, ma questo è uno dei pochi casi in cui mi sembra che i legislatori non stiano dormendo sugli allori ma invece stiano cercando di adeguarsi. Non credo che sia tutto bianco e nero come sembri pensare, né oggi mancano gli avvisi a livello di software di cui parli; chiaro che se un utente non si prende nemmeno la briga di leggere due righe d'informazione, poi ha poco da lamentarsi.Quando vedo una pubblicità su GMail, c'è sempre di fianco il link "Why this ad?" che mi permette di informarmi sulla politica di raccolta dati e di revocare il mio consenso, il tutto in parole comprensibili, non in un'EULA da 46 pagine. Ecco, se uno non si prende MAI la briga di leggere qualcosa che esula dal suo interesse immediato, non c'è legge che lo possa salvare.
      • yoacchino pastonedda scrive:
        Re: ORA BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
        con i root del telefono o con una rom cucinata puoi installare dei firewallper il controllo delle app sullo scambio dati.(in questo momento non lo so se si possono istallare senza i permessi di root,francamente).con il telefono stock non si puo' fare.(controllo app sullo scambio dati).ma il punto no e' questo.secondo me la privacy non e' garantita.poi che lo compro a fare un telefono android se non lo sblocco con un account google?vediamo se c'e' qualche speranza sui telefoni nuovi con FIREFOX OS(firefoxphone).ma ormai non ho piu' speranza.mozilla implementera' un firewall sulle app?,sul suo nuovo smartphone?
        • Izio01 scrive:
          Re: ORA BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
          - Scritto da: yoacchino pastonedda
          con i root del telefono o con una rom cucinata
          puoi installare dei
          firewall
          per il controllo delle app sullo scambio dati.(in
          questo momento non lo so se si possono istallare
          senza i permessi di
          root,francamente).
          Occhio che un firewall non nasce per questo, ed è limitato per quanto riguarda l'analisi del traffico. Tendenzialmente lui ragiona per indirizzi IP, porte, quel genere di cose.Quello che hai anche in un telefono stock è il controllo dei permessi di acXXXXX ai dati; non puoi ad esempio impedire che l'applicazione X acceda ai tuoi contatti, ma ne vieni avvertito al momento dell'installazione, al che sei tu a decidere se installarla oppure no.Forse con il rooting puoi concedere dei permessi falsi: la tale applicazione crede di accedere ai tuoi contatti ma in realtà accede ad una rubrica vuota.Uhm, in effetti è interessante, devo riguardarmi un po' meglio le varie Privacy Guard disponibili sul Play Store, anche se di fatto tengo sempre d'occhio chi vuole fare cosa con i miei dati.Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non altro per provarla. Mi hai fornito un buon input, grazie :)
          con il telefono stock non si puo' fare.(controllo
          app sullo scambio dati).

          ma il punto no e' questo.secondo me la privacy
          non e' garantita.

          poi che lo compro a fare un telefono android se
          non lo sblocco con un account
          google?

          vediamo se c'e' qualche speranza sui telefoni
          nuovi con FIREFOX OS(firefoxphone).

          ma ormai non ho piu' speranza.mozilla
          implementera' un firewall sulle app?,sul suo
          nuovo smartphone?
          • Izio01 scrive:
            Re: ORA BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
            - Scritto da: Izio01
            Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non altro
            per provarla. Mi hai fornito un buon input,
            grazie
            :)
            Come non detto: chi controlla i controllori? Vuole troppi permessi per i miei gusti e leggo in giro pareri contrastanti, non mi fido :(
          • yoacchino pastonedda scrive:
            Re: ORA BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
            - Scritto da: Izio01
            - Scritto da: Izio01

            Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non
            altro

            per provarla. Mi hai fornito un buon input,

            grazie

            :)



            Come non detto: chi controlla i controllori?
            Vuole troppi permessi per i miei gusti e leggo in
            giro pareri contrastanti, non mi fido
            :(hai visto che inferno?bisogna lottare per avere il controllo completo del terminale.non ti posso dare una mano,perche' per ora non ci ho mai smanettato con il telefono.su LBE Privacy Guard lo hanno sponsorizzato anche nei siti che parlano di android.se non ti fidi magari prova una rom cucinata sviluppata per la privacy.io per ora non ho mai provato.quando ho tempo libero lo faro?
          • Izio01 scrive:
            Re: ORA BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
            - Scritto da: yoacchino pastonedda
            - Scritto da: Izio01

            - Scritto da: Izio01


            Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non

            altro


            per provarla. Mi hai fornito un buon input,


            grazie


            :)






            Come non detto: chi controlla i controllori?

            Vuole troppi permessi per i miei gusti e leggo
            in

            giro pareri contrastanti, non mi fido

            :(

            hai visto che inferno?
            bisogna lottare per avere il controllo completo
            del terminale.Bè, ni. Diciamo che ovviamente un'applicazione a cui dai i permessi di acXXXXX root fa quello che le pare, quindi installando qualcosa che non provenga da fonti più che sicure, vai incontro a dei rischi.In questo caso, ho mantenuto il controllo scegliendo di non installarla e riproponendomi di continuare a controllare con attenzione i permessi di app future.Se ci pensi, però, su un PC è decisamente peggio, non esiste questa granularità dei permessi d'acXXXXX. Alla fine mi rendo conto che è un po' come su eBay, bisogna scegliere con cautela i fornitori.
            non ti posso dare una mano,perche' per ora non ci
            ho mai smanettato con il
            telefono.

            su LBE Privacy Guard lo hanno sponsorizzato anche
            nei siti che parlano di
            android.
            se non ti fidi magari prova una rom cucinata
            sviluppata per la privacy.io per ora non ho mai
            provato.
            quando ho tempo libero lo faro?
          • yoacchino pastonedda scrive:
            Re: ORA BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
            Anzi, mi installo LBE Privacy Guard, se non altro per provarla. Mi hai fornito un buon input, grazie Sorride.tralasciamo firewal o altri strumenti sul controllo app .pero' hai centrato il fatto con il programmaLBE Privacy Guard.(infatti vuole i permessi di root)era questo che ti volevo dire
  • sgabbiettaz zo scrive:
    social
    come sempre dipende dall'utilizzo che se ne fa. se gran parte della gente è stupida, i risultati si vedono.quelli che condividono tutto, anche le loro sedute al gabinetto, esorto loro a condividere anche il numero di carta di credito con tanto di cvv, almeno sarebbe davvero utile per qualcuno
  • Etype scrive:
    Social
    Si è passati da un'epoca dove si faceva di tutto per salvaguardare la propria privacy in'un'altra dove invece è l'utente stesso a regalarla (chi più chi meno).Il alcuni casi ci sono aspetti positivi,puoi per esempio trovare molta gente che condivide i tuoi pensieri,le tue battaglie...puoi farti 2 chiacchiere virtuali,scherzare...
    • Izio01 scrive:
      Re: Social
      - Scritto da: Etype
      Si è passati da un'epoca dove si faceva di tutto
      per salvaguardare la propria privacy in'un'altra
      dove invece è l'utente stesso a regalarla (chi
      più chi
      meno).

      Il alcuni casi ci sono aspetti positivi,puoi per
      esempio trovare molta gente che condivide i tuoi
      pensieri,le tue battaglie...puoi farti 2
      chiacchiere virtuali,scherzare...Io non uso i social network per chiacchierare, ma ho trovato molto utile uno degli utilizzi "negativi" indicati da Mantellini. Su eMusic potevo cercare i miei "vicini", vale a dire gente che aveva in comune con me buona parte della libreria musicale. A cosa serviva, visto che mai ne ho contattato uno? A ricevere spunti interessanti per nuovi gruppi da ascoltare: se ho dei gusti simili a quelli di qualcun altro, perché non provare ad ascoltare qualcuno dei brani che lui ha acquistato e io no? Non è come prendere album a caso.Bè, ho trovato roba interessante in questo modo. Poi è cambiata al gestione ed è sparito tutto, forse per questioni di privacy. Per mesi sono stato lì lì per cancellare l'abbonamento, in quanto non sapevo da dove partire per trovare quaranta canzoni mensili che meritassero l'ascolto. Adesso hanno introdotto una funzionalità simile, Infinite Explorations. Non so se si basi su analisi numerica del segnale sonoro o se lavori sulla base delle preferenze degli utenti, che però non vengono messi in chiaro, ma è comunque ok (inserisco un gruppo e lui mi propone gruppi che fanno musica simile).Comunque sia, quella dei vicini mi pare una bella trovata, un tipo di condivisione - peraltro molto limitata - che mi ha portato vantaggi concreti.
  • aliprando fanta scrive:
    gravi violazioni
    ma vi sembra normale,che se io scatto una fotoautomaticamente viene uploadada.e se non modifichii leopzioni nessuno ti avverte.ma come si puo' andare avanti cosi'
    • poca fantasia scrive:
      Re: gravi violazioni
      - Scritto da: aliprando fanta
      ma vi sembra normale...Tu che parli di normalita?[yt]r3oJ-9gnb3U[/yt]
    • collione scrive:
      Re: gravi violazioni
      e pensa che c'è gente che si lamenta del mondo opensource, perchè lì, per ogni minima cosa, ti danno da leggere una lunga spiegazione sui perchè e i per comepurtroppo l'utonto vuole stare sdraiato sul divano ad ingrossare la pancia
    • Skywalkersenior scrive:
      Re: gravi violazioni
      - Scritto da: aliprando fanta
      ma vi sembra normale,che se io scatto una foto
      automaticamente viene uploadada.Dipende da cosa usi per scattare la foto. Se usi una normale macchina fotografica, queste cose non succedono. Se usi il telefonino, a seconda di come è impostato, portebbe anche caricarle in internet, ma sempre in aree a te riservate (iCloud per gli iPhone, per esempio). Sta a te fare attenzione che queste aree restino private e non diventino visibili a tutto il mondo, dubito fortemente che la cosa avvenga automaticamente e senza una precisa autorizzazione da parte tua.
      • yoacchino pastonedda scrive:
        Re: gravi violazioni
        un mio amico NOOB,si e' ritrovato a sua insaputa le foto caricate su google+nelle impostazioni si possono bloccare(LO DEVI ANDARE A CERCARE,MA SE SEI NOOB?),ma il telefono non lo ha avvertito e in automatico ha fatto l'upload. e' una vergogna!!!!!!!!! punto e basta.
        • Izio01 scrive:
          Re: gravi violazioni
          - Scritto da: yoacchino pastonedda
          un mio amico NOOB,si e' ritrovato a sua insaputa
          le foto caricate su
          google+

          nelle impostazioni si possono bloccare(LO DEVI
          ANDARE A CERCARE,MA SE SEI NOOB?),ma il telefono
          non lo ha avvertito e in automatico ha fatto
          l'upload.
          Sei sicuro? Se non ricordo male, quando installi ti propone di default l'upload automatico, ma ti mostra esplicitamente la scelta (poi sappiamo benissimo che magari questo succede con la versione di oggi ma non con quella di ieri e domani chissà).Non posso essere sicuro che sia questo il caso del tuo amico, ma troppo spesso il problema è l'utente che clicca Avanti -
          Avanti -
          Avanti senza fermarsi a leggere due righe di spiegazione.


          e' una vergogna!!!!!!!!! punto e basta.
          • yoacchino pastonedda scrive:
            Re: gravi violazioni
            ciao!non lo so come e' sucXXXXX,ma la fuori c'e' il martirio della privacy.se poi gli avvertimenti sull'upload delle app sono poco invasivi(ho volutamente)perfaciliatre l'uso del telefono non va bene lo stesso.e' una giungla!!!!!!!!!!
          • yoacchino pastonedda scrive:
            Re: gravi violazioni
            per esempio io tappo sulla app della galleria foto(ma anche su altre app):ci vuole tanto ad integrare un messaggio di ALERT del tipo:"vuoi mandare sui nostri server le tue foto? ho preferisci di no?"e se la gente lo trova noioso,ho il mercato lo trova ostacolante,a me non me ne ferga. voglio essere tutelato.
          • Izio01 scrive:
            Re: gravi violazioni
            - Scritto da: yoacchino pastonedda
            per esempio io tappo sulla app della galleria
            foto(ma anche su altre
            app):

            ci vuole tanto ad integrare un messaggio di ALERT
            del tipo:"vuoi mandare sui nostri server le tue
            foto? ho preferisci di
            no?"
            Ma appunto: quando installi, mi pare proprio che questa scelta ci sia. Senza contare che se attivi l'upload automatico, ti arriva un alert ogni volta che carichi una foto o un gruppo di foto (parlo di Google+, altri sistemi hanno regole diverse) quindi secondo me, in questo specifico caso, gli avvisi ci sono già.
            e se la gente lo trova noioso,ho il mercato lo
            trova ostacolante,a me non me ne ferga. voglio
            essere tutelato.Il tuo consenso dev'essere ottenuto già oggi, altrimenti la app che si carica le tue foto senza dir niente è già illegale praticamente ovunque. Non è necessario che tu lo rinnovi ad ogni utilizzo, a me sembrerebbe eccessivo.
          • yoacchino pastonedda scrive:
            Re: gravi violazioni
            capisco quello che dici.diciamo che io e te siamo un po' piu' evoluti informaticamente( e ne sono contento).pero' il mio amico noob era disperato,sta di fatto che quelle fotonon voleva trovarsele su google+.e' colpa del mio amico?va bene.c'e' qualcosa che non va' sulla privacy dei terminali?.va bene anche qua.moltiplica queste disavventure per tutti i di noob che ci sono nel mondo e vedraiche sia da una parte(utente) che dall'altra(corporation) qualcosa non quadra.
          • Trollollero scrive:
            Re: gravi violazioni
            - Scritto da: yoacchino pastonedda
            capisco quello che dici.diciamo che io e te siamo
            un po' piu' evoluti informaticamente( e ne sono
            contento).

            pero' il mio amico noob era disperato,sta di
            fatto che quelle
            foto
            non voleva trovarsele su google+.

            e' colpa del mio amico?va bene.L'ignoranza e' un'aggravante, mai un'attenuante.
            c'e' qualcosa che non va' sulla privacy dei
            terminali?.va bene anche
            qua.
            Fino a quando si avra' la possibilita' di metter mano ai terminali per installare quello che si vuole e che faccia quello che si vuole come lo si vuole, il problema non si pone....
            moltiplica queste disavventure per tutti i di
            noob che ci sono nel mondo e
            vedrai
            che sia da una parte(utente) che
            dall'altra(corporation) qualcosa non
            quadra.Si nasce utonti, in questo non c'e' niente di male.Ma se si <i
            persevera </i
            nel restare utonti, beh, com'era la storia della causa del proprio male ? E non tirarmi in ballo le corporation cattive: se vai a nuotare in mezzo agli squali, se non vuoi essere mangiato non puoi sperare che di colpo diventino vegetariani......
  • thebecker scrive:
    d'accordo con l'articolo
    L'articolo rispecchia le mie idee. Condividere ogni cosa che si fa è stupido. E' qualcosa che esiste in noi ma era dormiente o limitato dai mezzi del passato. Forse la gente ha la mania di convidere tutto per un bisogno assurdo di dover fare vedere che esiste e sentirsi importante. Condividere tutto ogni secondo della propria vita oscura invece quello che è importate e interessante da ricordare della propria vita, con fotografie, parole scritte....ecc. Le immagini importanti della nostra vita (in molti casi dovrebbero rimanere in ambito privato) si perderanno nel quantità di inutili fotografie e parole scritte postate sul web tanto per condividere.1) Ebook Reader: Io ho un Kobo e anche li c'è la possibilità di condividere su FB ma almeno è un opzione. 2) Per quanto riguarda i bottoni social traccianti consiglio l'estensione per firefox: https://www.disconnect.me/
    • pino8 scrive:
      Re: d'accordo con l'articolo
      - Scritto da: thebecker
      Condividere ogni cosa che si fa è stupido.
      E' qualcosa che esiste in noi ma era dormiente o limitato dai
      mezzi del passato. hai scritto una contraddizione
      • Trollollero scrive:
        Re: d'accordo con l'articolo
        - Scritto da: pino8
        - Scritto da: thebecker

        Condividere ogni cosa che si fa è stupido.


        E' qualcosa che esiste in noi ma era
        dormiente o limitato
        dai

        mezzi del passato.

        hai scritto una contraddizioneMa anche no.
      • thebecker scrive:
        Re: d'accordo con l'articolo
        - Scritto da: pino8
        - Scritto da: thebecker

        Condividere ogni cosa che si fa è stupido.


        E' qualcosa che esiste in noi ma era
        dormiente o limitato
        dai

        mezzi del passato.

        hai scritto una contraddizioneSpiegati, argomenta o sei solo un troll? :DL'uommo è stato un essere vivente sociale da sempre, ma i social network in questi tempi hanno amplifcato troppo questo aspetto, e ora pur di farci notare condiviamo ogni cosa che ci passa per la mente anche quello che dovrebbe essere privato.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 agosto 2013 12.15-----------------------------------------------------------
        • Etype scrive:
          Re: d'accordo con l'articolo
          - Scritto da: thebecker
          L'uommo è stato un essere vivente sociale da
          sempre, ma i social network in questi tempi hanno
          amplifcato troppo questo aspetto, e ora pur di
          farci notare condiviamo ogni cosa che ci passa
          per la mente anche quello che dovrebbe essere
          privato.Concordo,io aggiungo anche una validazione di tipo sociale....
        • collione scrive:
          Re: d'accordo con l'articolo
          che poi bisognerebbe indagare sulla presunta socialità di questi social networksu facebook, il 90% dei contatti a malapena li conosci/ti conoscono e non ti cagano quasi maise questo è socializzare, boh!?!
          • prova123 scrive:
            Re: d'accordo con l'articolo
            Tutta questa socializzazione si può verificare solo il giorno del proprio funerale contando le persone dietro al feretro! (cylon) :D
      • mr_caos scrive:
        Re: d'accordo con l'articolo
        Lascia perdere, la comprensione del testo ormai è un optional.
  • prova123 scrive:
    Parole sante!!!!
    +1. :)
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