Cassandra Crossing/ Tails per tutti

di M. Calamari - E tutti per Tails. Un sistema operativo per paranoici, per amanti della privacy, per chi è costretto a vivere in incognito

Roma – Gli habitué di Cassandra hanno già sentito parlare di Tails, una distribuzione GNU/Linux live basata su Debian che include tutti i normali servizi di Rete, installati però in modalità paranoica per funzionare solo attraverso la rete Tor, quindi usando sempre connessioni criptate.

Tails logo

Si tratta di uno strumento inizialmente pensato per un utilizzo di nicchia, come un giornalista in zona di guerra o un dissidente, che sono posti davanti alla scelta se usare queste tecniche, stare zitti o finire assai male.

Tails nasce infatti dalla produttiva fusione di due progetti simili (Amnesia e Incognito) da cui la sigla The Amnesic Incognito Live System (ed il logo che rapresenta la coda di un gatto), pensati per un impiego della Rete dove non esistano alternative oltre l’espulsione, il carcere o la morte.

È chiaro che l’usabilità di un sistema operativo live cd, che non memorizza i bookmark, gli account di posta, le chiavi pgp, i nickname delle chat e così via, è, per forzata scelta progettuale, molto bassa.
D’altra parte non è infettabile da virus o, peggio, da trojan, e non lascia tracce sul computer che lo ospita, perché non solo non tocca nemmeno il disco ma cancella anche la RAM alla fine della sessione.

Cassandra ha sempre cercato di promuovere un utilizzo il più esteso possibile della crittografia nelle comunicazioni elettroniche, al fine di contrastare le derive del tecnocontrollo sociale che in tutti i paesi occidentali (in questa sede sarebbe azzardato parlare di “democrazie occidentali”), sta conoscendo una crescita esponenziale.

Ed eccoci al punto. Si dà il caso che una delle caratteristiche dell’ultima release di Tails, unita alla onnipresenza delle chiavette USB ed alla capacità di tutti i portatili moderni di eseguire da chiavetta USB e senza alchimie il boot di un sistema operativo, segni un incremento gigantesco in termini proprio di usabilità.
Questo rende possibile l’uso di Tails anche alle persone normali, che non rischiano la vita ma sono un po’ paranoiche o più semplicemente tengono molto alla propria privacy.

Infatti la versione 0.14 di Tails, distribuita nel solito formato di immagine ISO da masterizzare su un cd (anzi, per motivi di spazio ormai su un DVD), possiede nell’apposito menù “Tails” due programmi di utilità che le permettono di copiare se stessa su una chiavetta USB, e di abilitare selettivamente la persistenza delle informazioni che si desiderano conservare su una partizione criptata con LUKS .
Questo si ottiene con due elementari operazioni che è più lungo descrivere che eseguire (bastano due minuti due) e che comunque possono essere eseguite una tantum da una persona fidata che inizializzi la chiavetta per vostro conto.

L’utente può scegliere su quale tipo di informazioni abilitare la persistenza, dal solo keyring delle chiavi pubbliche e private fino ai settaggi ed i bookmark del browser, interi file o folder, o su tutta la directory home.
Questo rende possibile gestire con Tails tutti i normali scambi di informazioni in Rete (mail, navigazione, chat ed altro) in forma anonima via Tor, e di conservare le informazioni riservate, sia esistenti che generate dalla navigazione, in modalità protetta.

Permangono ovviamente le limitazioni della rete Tor in termini di velocità, che però diventano trascurabili nel momento in cui non si fanno navigazioni su portali pieni di pubblicità ed effetti speciali, ma su siti più amichevoli e normali.

Un’altra utile caratteristica, che è stata a lungo dibattuta dagli sviluppatori prima del suo inserimento, permette anche, dopo aver ripetutamente diffidato l’utente sui pericoli connessi con il suo uso, di lanciare ove fosse necessario un browser separato nella “anomala modalità normale”, cioè al di fuori della Rete Tor: è una piccola diminuzione di sicurezza ma un altro grosso guadagno in termini di usabilità.

Un’ulteriore caratteristica che dimostra il taglio “emergenziale” di Tails la potete scoprire se durante una sessione staccate la chiavetta USB: il sistema se ne accorge ed esegue automaticamente l’immediata cancellazione della RAM e spenge il computer. Non fate questa prova con la persistenza abilitata perché potreste ovviamente danneggiare la partizione criptata.

Gratis arriva poi la possibilità di usare la chiavetta USB contenente Tails come semplice chiavetta criptata: le principali distribuzioni di GNU/Linux implementano ormai l’automount di partizioni criptate quindi, dopo aver bootstrappato il vostro normale sistema operativo, basta inserire la chiavetta contente Tails con persistenza abilitata, ed il sistema vi offrirà automaticamente la possibilità di montarla come semplice chiavetta criptata.

E cosa dire a chi è costretto ad usare altri noti ma non liberi sistemi operativi? Primo che, anche se non è colpa loro, la loro vita sarà un po’ meno comoda (e invece, se lo fanno volontariamente, che se lo meritano).
Nulla impedirà ovviamente di bootstrappare Tails, ma caratteristiche comode come l’automount della partizione criptata non saranno disponibili, salvo smanettamenti la cui descrizione appesantirebbe questa sintetica introduzione.
Nel caso la cosa potesse invogliarli ad usare Tails, merita citare che può essere bootstrappata in una modalità “mascherata”, in cui l’aspetto tipico dell’interfaccia di GNU/Linux (si chiama Gnome, giusto per informazione) viene sostituita dall’aspetto “collinoso” di un diffuso anche se vecchiotto sistema operativo proprietario.

A consolazione e beneficio di chi abbia comunque bisogno di usare anche sistemi operativi non liberi Tails, con un approccio pragmatico, include anche Truecrypt , che deve semplicemente essere abilitato con una semplice scelta durante il boot e che, essendo disponibile su tutti i principali sistemi operativi, permette di usare una partizione criptata formattata Truecrypt in modalità cross-platform.

Dulcis in fundo, Tails permette da tempo di installare al volo applicazioni che non siano già presenti nella distribuzione base: questo obbligava però a scaricare ogni volta le stesse applicazioni ad ogni boot.

La persistenza può essere oggi abilitata anche sulle liste dei pacchetti e sui pacchetti stessi, evitando così di dover aggiornare e scaricare pacchetti ad ogni utilizzo.

Non rimane che da fornire l’indirizzo del sito del progetto Tails , il link diretto da cui scaricare l’immagine ISO (usate il link bittorrent ove possibile per non rubare risorse al sito stesso) ed infine l’indirizzo della mailing list degli annunci di nuove versioni e di quella del gruppo di sviluppo .

Last, but not least, Cassandra fa l’usuale “chiamata alle armi”: se siete in grado di contribuire allo sviluppo e ai test (questi ultimi molto importanti e complessi, particolarmente in questa fase dello sviluppo di Tails) siete caldamente invitati a prendere contatto con la lista degli sviluppatori (in inglese).
La collaborazione è possibile (e doverosa) anche per coloro che non sono in grado di programmare o amministrare sistemi GNU/Linux, ma che conoscono un po’ di inglese: possono collaborare all’opera di internazionalizzazione di Tails che è attualmente in corso. Si è infatti recentemente costituito uno microscopico gruppo di traduttori che si è assegnato l’ambizioso obbiettivo di realizzare la versione italiana sia di Tails che del sito. Cassandra sta parlando proprio di voi, quindi siete caldamente invitati a partecipare.
Gli interessati possono contattare la mailing list dedicata all’internazionalizzazione o direttamente chi preme i tasti per conto di Cassandra.

Enjoy.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • andy61 scrive:
    e la definizione di 'dato scaduto'?
    Premetto che sarebbe opportuno fare una bella distinzione tra 'dato' ed 'informazione': 1/2/1967 è (almeno apparentemente) una data; di fatto, non mi dice nulla, e quindi è da considerarsi come 'dato'.Se tale stringa di caratteri viene invece associata alle stringhe 'nascita' e 'Mario Rossi' può divenire una 'informazione' (in realtà occorrerebbe qualcosa di più: di Mario Rossi ce ne sono veramente tanti).Il latte scade; lo si capisce perché con il tempo cambia la sua natura, e se lo beviamo, stiamo male.E definire questo approccio come 'passivo'; un approccio attivo lo avrei se cercassi di far bere a qualcuno del latte scaduto, o almeno lo commercializzassi (falsificando la data di scadenza sulla confezione).Ed ora veniamo ai dati: quando consultare un dato può farmi male (approccio passivo)?È invece vero che posso fare del male a qualcuno divulgando un dato, soprattutto se decontestualizzato; in pratica posso incorrere (tra l'altro) nel reato di diffamazione.Il 'dato' relativo al fatto che la signora XY ha ucciso dei bambini quando scade? È corretto far sparire questa informazione, tenendo conto che questa signora potrebbe offrirsi come baby sitter per i miei figli?È vero che si può obliare sull'informazione che il sig. XYZ ha rubato una mela in gioventù, se non ha poi commesso più reati per il resto della sua vita.Ma se invece ha proseguito a rubare mele (o altro) in seguito? Del primo potrei fidarmi, ma del secondo?In sostanza, quanto vi fidereste voi di persone che non hanno storia?E non sarebbe una grave discriminazione il fatto che persone che non hanno commesso reati abbiano il diritto di avere in Rete una immagine completa di sé stessi, mentre altre debbano convivere con dei 'buchi mnemonici' della Rete?Un estremista può essere orgoglioso dei propri trascorsi da contestatore: a che titolo qualcuno può privarlo della sua storia in Rete?
    • Leguleio scrive:
      Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
      - Scritto da: andy61
      Ed ora veniamo ai dati: quando consultare un dato
      può farmi male (approccio
      passivo)?Leggere i testi delle canzoni di Patrizia Pellegrino?(rotfl)Basta, non ne dico più.
      Il 'dato' relativo al fatto che la signora XY ha
      ucciso dei bambini quando scade? A ottanta anni. Se ben ricordo l'omicidio volontario, se commesso da adulto, è uno di quei reati per cui, anche una volta espiata la pena, il casellario giudiziale non viene mai ripulito. È un marchio a vita.È corretto far
      sparire questa informazione, tenendo conto che
      questa signora potrebbe offrirsi come baby sitter
      per i miei
      figli?Da come l'ho capita io, qui si cerca di stabilire norme europee omogenee sulla questione. Nessuno pretende che sia lo Stato a cancellare d'ufficio le informazioni, ovunque queste siano registrate; ma il diretto interessato, se lo desidera.Lo Stato ovviamente continuerà, come oggi, ad occuparsi della gestione del casellario giudiziale e dei dati relativi all'istruzione obbligatoria e all'anagrafe, consultabili in genere solo dai diretti interessati.
      In sostanza, quanto vi fidereste voi di persone
      che non hanno
      storia?
      E non sarebbe una grave discriminazione il fatto
      che persone che non hanno commesso reati abbiano
      il diritto di avere in Rete una immagine completa
      di sé stessi, mentre altre debbano convivere con
      dei 'buchi mnemonici' della
      Rete?
      Un estremista può essere orgoglioso dei propri
      trascorsi da contestatore: a che titolo qualcuno
      può privarlo della sua storia in
      Rete?Ripeto, il diritto all'oblio è un concetto che si vuol far passare come universalmente riconosciuto in Europa. Il diritto, appunto. Non il dovere. :-)Chi non ha problemi a convivere con un passato imbarazzante, non chiederà alcuna modifica ai dati che lo riguardano. E nessuno li toglierà dalla Rete.
      • andy61 scrive:
        Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
        Ad ogni diritto di qualcuno, corrisponde il dovere di qualcun altro.Se io ho il diritto all'oblio, tutti coloro che trattano i miei dati hanno il dovere di rimuovere cio che desidero (anzi, no, devo dire 'voglio', visto che ne ho il diritto).E lo devono fare indipendentemente da problemi tecnici ed economici.Rimuovere un dato non significa semplicemente cassare una voce da un indice: significa invece andare anche a rimuoverne ogni copia conservata su sistemi mirror, su backup, andando a riaprire database, rimuovendo record, ricostruendo backup, e distruggendo i vecchi supporti, etc. etc. etc.Insomma, è importantissimo identificare, riconoscere e formalizzare diritti inalienabili, ma occorre anche chiedersi se la cosa sia fattibile oppure no.Anche perché andiamo anche a limitare la libertà di informazione ed al diritti di informazione riconosciuti costituzionalmente.Il tema è talmente nuovo e complesso che porta ad avere tanti pareri, spesso molto discordanti, e problemi tecnici e legislativi ancora impensabili ed inesplorati da affrontare.Insomma, è un ottimo spuntoo di discussione ed approfondimento
      • panda rossa scrive:
        Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
        - Scritto da: Leguleio


        Il 'dato' relativo al fatto che la signora
        XY
        ha

        ucciso dei bambini quando scade?

        A ottanta anni. Se ben ricordo l'omicidio
        volontario, se commesso da adulto, è uno di quei
        reati per cui, anche una volta espiata la pena,
        il casellario giudiziale non viene mai ripulito.
        È un marchio a
        vita.Se io oggi mi costruissi in rete una falsa immagine millantando di aver fatto in gioventu' e in infanzia cose mirabolanti, commetterei qualche reato?O addirittura scrivessi di me di aver sventato crimini, quali furti di motorini, mettendo in fuga i ladri, commetterei qualche reato?Se reato non e', sicuramente sarebbe una mistificazione.E non e' forse parimenti mistificante il millantare di aver sventato un furto di motorino, del cancellare la notizia che uno il motorino invece l'ho rubato?Sono due facce opposte del millantato credito.In un caso spaccio per vera una cosa che non ho fatto.Nell'altro nascondo una cosa che invece ho fatto.
        • Leguleio scrive:
          Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
          - Scritto da: panda rossa




          Il 'dato' relativo al fatto che la
          signora

          XY

          ha


          ucciso dei bambini quando scade?



          A ottanta anni. Se ben ricordo l'omicidio

          volontario, se commesso da adulto, è uno di
          quei

          reati per cui, anche una volta espiata la
          pena,

          il casellario giudiziale non viene mai
          ripulito.

          È un marchio a

          vita.

          Se io oggi mi costruissi in rete una falsa
          immagine millantando di aver fatto in gioventu' e
          in infanzia cose mirabolanti, commetterei qualche
          reato?No no. Se non coinvolgi terze persone o istituzioni in questa vanagloria, non commetti alcun reato. Sapessi quanti l'hanno fatto!
          O addirittura scrivessi di me di aver sventato
          crimini, quali furti di motorini, mettendo in
          fuga i ladri, commetterei qualche
          reato?Ma nemmeno. Con tutti i bugiardi compulsivi che ci sono in Italia, sarebbero tutti sotto proXXXXX, oggi...
          Se reato non e', sicuramente sarebbe una
          mistificazione.Be', che termine pesante, "mistificazione". Sembra una brutta malattia. :oDiciamo "articolo giornalistico", e ci siamo capiti. :p
          E non e' forse parimenti mistificante il
          millantare di aver sventato un furto di motorino,
          del cancellare la notizia che uno il motorino
          invece l'ho
          rubato?Se fosse una notizia del mese scorso, o anche dell'anno scorso, sì. Ma nel progetto di legge, mi auguro, metteranno termini per invocarlo ben più lunghi: sui 10 anni. Il dubbio è come fare per rendere invisibile una notizia in Rete in modo reversibile: un bel giorno è giusto che questi fatti vengano a galla di nuovo, esattamente come è possibile sapere per i figli adottivi, dopo 100 anni, chi erano i loro genitori naturali. Non sto scherzando: alla trasmissione "Mi manda Raitre" ho visto un servizio su un'arzilla vecchietta di 107 anni, che aveva ottenuto quell'informazione, alla quale evidentemente teneva molto.
          Sono due facce opposte del millantato credito.
          In un caso spaccio per vera una cosa che non ho
          fatto.Il millantato credito è tutt'altra cosa. :-) E oggi non è più un vero reato nemmeno l'"usurpazione di titoli e onori": se mentendo dico o scrivo che sono professore universitario, oppure cavaliere del lavoro, non sono più considerato un contravventore, come era prima del 2000. C'è solo una sanzione amministrativa.
          Nell'altro nascondo una cosa che invece ho fatto.Stiamo parlando di privati cittadini, non di Giulio Andreotti... Non vedo perché i vicini di casa o i colleghi debbano avere il diritto di ficcanasare in situazioni in cui mi sono trovato più di 10 o 15 anni fa (il termine esatto della proposta non lo conosco).
          • panda rossa scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: Leguleio
            Stiamo parlando di privati cittadini, non di
            Giulio Andreotti... Non vedo perché i vicini di
            casa o i colleghi debbano avere il diritto di
            ficcanasare in situazioni in cui mi sono trovato
            più di 10 o 15 anni fa (il termine esatto della
            proposta non lo
            conosco).Proprio perche' sono vicini di casa e colleghi.Gente con cui hai a che fare.A me, visto che noi abbiamo solo una frequentazione epistolare a mezzo forum, se tu sei stato un terrorista e hai ammazzato persone, non me ne potrebbe fregar di meno.Sapere invece che i miei vicini di casa sono rosa e olindo, se permetti, mi interessa. Il giorno che usciranno e avranno pagato il loro debito con la societa', io voglio avere il diritto di abitare comunque lontano da loro.
          • Leguleio scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio


            Stiamo parlando di privati cittadini, non di

            Giulio Andreotti... Non vedo perché i vicini
            di

            casa o i colleghi debbano avere il diritto di

            ficcanasare in situazioni in cui mi sono
            trovato

            più di 10 o 15 anni fa (il termine esatto
            della

            proposta non lo

            conosco).

            Proprio perche' sono vicini di casa e colleghi.
            Gente con cui hai a che fare.Nelle società complesse, come quelle in cui viviamo, quindi, e non quelle formate da un cinquantina di individui che vivono nelle foreste della Papuasia, esiste una regola non scritta sulle domande che non si possono rivolgere a persone con cui non si è già in estrema confidenza. Se loro stesse ne vogliono parlare loro, bene; altrimenti, anche se questa curiosità c'è, non può essere esaudita.Su questa falsariga, immagino, cercheranno di scrivere una direttiva europea che valga per tutti gli Stati membri. Non si può chiedere al web ciò che mai e poi mai ci sogneremmo di chiedere a semplici conoscenti.
            Sapere invece che i miei vicini di casa sono rosa
            e olindo, se permetti, mi interessa. Il giorno
            che usciranno e avranno pagato il loro debito con
            la societa', io voglio avere il diritto di
            abitare comunque lontano da
            loro.Anche in questo caso, credo che siano previste deroghe al principio generale: come alcuni delitti non vanno mai in prescrizione, così in casi di azioni particolarmente gravi è giusto che i responsabili non abbiano alcun diritto all'oblio.Hai citato il caso di Rosa Bazzi e Olindo Romano: loro, secondo me, non lo chiederanno, se e quando usciranno dal carcere; ma i parenti delle vittime potrebbero legittimamente richiedere che la truculenta fine dei loro cari non venga più menzionata. E a quel punto, per estensione, anche la coppia assassina verrà "oscurata".
          • panda rossa scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Leguleio




            Stiamo parlando di privati cittadini,
            non
            di


            Giulio Andreotti... Non vedo perché i
            vicini

            di


            casa o i colleghi debbano avere il
            diritto
            di


            ficcanasare in situazioni in cui mi sono

            trovato


            più di 10 o 15 anni fa (il termine
            esatto

            della


            proposta non lo


            conosco).



            Proprio perche' sono vicini di casa e
            colleghi.

            Gente con cui hai a che fare.

            Nelle società complesse, come quelle in cui
            viviamo, quindi, e non quelle formate da un
            cinquantina di individui che vivono nelle foreste
            della Papuasia, esiste una regola non scritta
            sulle domande che non si possono rivolgere a
            persone con cui non si è già in estrema
            confidenza. Se loro stesse ne vogliono parlare
            loro, bene; altrimenti, anche se questa curiosità
            c'è, non può essere
            esaudita.
            Su questa falsariga, immagino, cercheranno di
            scrivere una direttiva europea che valga per
            tutti gli Stati membri. Non si può chiedere al
            web ciò che mai e poi mai ci sogneremmo di
            chiedere a semplici
            conoscenti.Se voglio sapere qualcosa dei miei vicini di casa, che non voglio chiedere a loro, per evidenti ragioni di opportunita', io chiedo alla portinaia. Anzi, spesso non ho neppure bisogno di chiedere, che l'informazione mi arriva comuque.Vogliamo chiedere all'unione europea di sopprimere le portinaie?Oppure ufficializziamo?

            Sapere invece che i miei vicini di casa sono
            rosa

            e olindo, se permetti, mi interessa. Il
            giorno

            che usciranno e avranno pagato il loro
            debito
            con

            la societa', io voglio avere il diritto di

            abitare comunque lontano da

            loro.

            Anche in questo caso, credo che siano previste
            deroghe al principio generale: come alcuni
            delitti non vanno mai in prescrizione, così in
            casi di azioni particolarmente gravi è giusto che
            i responsabili non abbiano alcun diritto
            all'oblio.
            Hai citato il caso di Rosa Bazzi e Olindo Romano:
            loro, secondo me, non lo chiederanno, se e quando
            usciranno dal carcere; ma i parenti delle vittime
            potrebbero legittimamente richiedere che la
            truculenta fine dei loro cari non venga più
            menzionata. E a quel punto, per estensione, anche
            la coppia assassina verrà
            "oscurata".Come pensi che sia tecnicamente realizzabile un oscuramento globale di un episodio di quella portata?Non e' forse piu' semplice arrendersi di fronte all'ineluttabile impossibilita' tecnica, e stabilire che l'impossibilita' dell'oblio sia un giusto prezzo da pagare al progresso?
          • Leguleio scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?



            Proprio perche' sono vicini di casa e

            colleghi.


            Gente con cui hai a che fare.



            Nelle società complesse, come quelle in cui

            viviamo, quindi, e non quelle formate da un

            cinquantina di individui che vivono nelle
            foreste

            della Papuasia, esiste una regola non scritta

            sulle domande che non si possono rivolgere a

            persone con cui non si è già in estrema

            confidenza. Se loro stesse ne vogliono
            parlare

            loro, bene; altrimenti, anche se questa
            curiosità

            c'è, non può essere

            esaudita.

            Su questa falsariga, immagino, cercheranno di

            scrivere una direttiva europea che valga per

            tutti gli Stati membri. Non si può chiedere
            al

            web ciò che mai e poi mai ci sogneremmo di

            chiedere a semplici

            conoscenti.

            Se voglio sapere qualcosa dei miei vicini di
            casa, che non voglio chiedere a loro, per
            evidenti ragioni di opportunita', io chiedo alla
            portinaia. Anzi, spesso non ho neppure bisogno di
            chiedere, che l'informazione mi arriva
            comuque.Stai divagando un po', però dico che questo mi sta bene. Nessuno si aspetta che la voce della portinaia sia la voce della verità. L'espressione "pettegolezzi da portineria" sta proprio a sottolineare il tipo di voci che questo tipo di professioniste fanno circolare, e la loro attendibilità, che è molto vicina allo zero. :-)In più, raramente la portinaia racconta cose riferite a dieci o quindici anni prima (a meno che prestasse servizio già allora nello stabile, che l'inquilino già risiedesse lì, e che lei abbia una memoria da elefante...): parla del presente, e nessuna legge relativa al diritto all'oblio prevede la cancellazione di notizie attuali, o di pochi anni fa.


            Sapere invece che i miei vicini di casa
            sono

            rosa


            e olindo, se permetti, mi interessa. Il

            giorno


            che usciranno e avranno pagato il loro

            debito

            con


            la societa', io voglio avere il diritto
            di


            abitare comunque lontano da


            loro.



            Anche in questo caso, credo che siano
            previste

            deroghe al principio generale: come alcuni

            delitti non vanno mai in prescrizione, così
            in

            casi di azioni particolarmente gravi è
            giusto
            che

            i responsabili non abbiano alcun diritto

            all'oblio.

            Hai citato il caso di Rosa Bazzi e Olindo
            Romano:

            loro, secondo me, non lo chiederanno, se e
            quando

            usciranno dal carcere; ma i parenti delle
            vittime

            potrebbero legittimamente richiedere che la

            truculenta fine dei loro cari non venga più

            menzionata. E a quel punto, per estensione,
            anche

            la coppia assassina verrà

            "oscurata".
            Come pensi che sia tecnicamente realizzabile un
            oscuramento globale di un episodio di quella
            portata?Probabilmente in quel caso non sarà mai del tutto oscurata. Io nemmeno credo che la futura direttiva pretenda azioni così drastiche, non avrebbe senso. Se in un certo luogo viene fatta esplodere una bomba che uccide cittadini indifesi, nessun diritto all'oblio può essere invocato sul fatto in sé. Si può richiedere che non venga fatta menzione dei nomi delle vittime, e di notizie personali, dettagli che i quotidiani spesso presentano ma che a distanza di dieci anni o più cessano di avere interesse. Nel caso dei due coniugi di Erba, parlavo per ipotesi: una cancellazione dei dati fatta con l'accetta cancellerebbe i nomi delle vittime ma anche l'assassinio, e i nomi degli assassini: insomma, dipende da come la si fa, non dalla legge in sé.
            Non e' forse piu' semplice arrendersi di fronte
            all'ineluttabile impossibilita' tecnica, e
            stabilire che l'impossibilita' dell'oblio sia un
            giusto prezzo da pagare al
            progresso?Forse ti riferisci al fatto che spesso notizie di questo genere sono conservate in giornali e su weblog sparsi un po' per tutto il mondo, e non solo nell'Unione Europea. In quel caso è vero, far valere una legge solo europea all'estero è impossibile. Ci si accontenterà di un compromesso, nel caso.Se la notizia fra molti anni ancora sarà presente in 10 000 siti diversi, tecnicamente non è un grande problema inviare 10 000 e-mail con la richiesta di cancellazione in base al diritto all'oblio. E grazie ai motori di ricerca, verificare che questa cancellazione sia stata effettuata. Con l'ovvia riserva che i siti non sottoposti alla direttiva europea potrebbero non adeguarsi.
          • panda rossa scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: Leguleio

            Se voglio sapere qualcosa dei miei vicini di

            casa, che non voglio chiedere a loro, per

            evidenti ragioni di opportunita', io chiedo
            alla

            portinaia. Anzi, spesso non ho neppure
            bisogno
            di

            chiedere, che l'informazione mi arriva

            comuque.

            Stai divagando un po', però dico che questo mi
            sta bene.Sto facendo esempi pratici con analogie, per dimostrare che internet non sta portando niente di nuovo. Sta solo mettendo a disposizione di tutti cose che prima erano alla portata di pochi.
            Nessuno si aspetta che la voce della
            portinaia sia la voce della verità. L'espressione
            "pettegolezzi da portineria" sta proprio a
            sottolineare il tipo di voci che questo tipo di
            professioniste fanno circolare, e la loro
            attendibilità, che è molto vicina allo zero.
            :-)Non che il forum di PI sia piu' attendibile di una portinaia, ma ci piace comunque star qui a fare due chiacchere.
            In più, raramente la portinaia racconta cose
            riferite a dieci o quindici anni prima (a meno
            che prestasse servizio già allora nello stabile,
            che l'inquilino già risiedesse lì, e che lei
            abbia una memoria da elefante...): parla del
            presente, e nessuna legge relativa al diritto
            all'oblio prevede la cancellazione di notizie
            attuali, o di pochi anni fa. Ci sono delle date? C'e' un metro preciso?La legge non puo' essere applicata a spanne.



            Sapere invece che i miei vicini di
            casa

            sono


            rosa



            e olindo, se permetti, mi
            interessa.
            Il


            giorno



            che usciranno e avranno pagato il
            loro


            debito


            con



            la societa', io voglio avere il
            diritto

            di



            abitare comunque lontano da



            loro.






            Anche in questo caso, credo che siano

            previste


            deroghe al principio generale: come
            alcuni


            delitti non vanno mai in prescrizione,
            così

            in


            casi di azioni particolarmente gravi è

            giusto

            che


            i responsabili non abbiano alcun diritto


            all'oblio.


            Hai citato il caso di Rosa Bazzi e
            Olindo

            Romano:


            loro, secondo me, non lo chiederanno,
            se
            e

            quando


            usciranno dal carcere; ma i parenti
            delle

            vittime


            potrebbero legittimamente richiedere
            che
            la


            truculenta fine dei loro cari non venga
            più


            menzionata. E a quel punto, per
            estensione,

            anche


            la coppia assassina verrà


            "oscurata".



            Come pensi che sia tecnicamente realizzabile
            un

            oscuramento globale di un episodio di quella

            portata?

            Probabilmente in quel caso non sarà mai del tutto
            oscurata. Io nemmeno credo che la futura
            direttiva pretenda azioni così drastiche, non
            avrebbe senso. Se in un certo luogo viene fatta
            esplodere una bomba che uccide cittadini
            indifesi, nessun diritto all'oblio può essere
            invocato sul fatto in sé. Si può richiedere che
            non venga fatta menzione dei nomi delle vittime,
            e di notizie personali, dettagli che i quotidiani
            spesso presentano ma che a distanza di dieci anni
            o più cessano di avere interesse.Ad ogni anniversario delle celebri stragi impunite d'italia, viene celebrata una cerimonia commemorativa e data lettura dell'elenco delle vittime.Piazza Fontana, Stazione di Bologna, Piazza della Loggia...Non credo che vi sia un parente di qualche vittima che chieda che venga tutto dimenticato, anzi, sono i mandanti, che spesso siedono in poltrone di velluto rosso, che vorrebbero che certe cose si dimenticassero.Ma noi ricordiamo!
            Nel caso dei due coniugi di Erba, parlavo per
            ipotesi: una cancellazione dei dati fatta con
            l'accetta cancellerebbe i nomi delle vittime ma
            anche l'assassinio, e i nomi degli assassini:
            insomma, dipende da come la si fa, non dalla
            legge in sé.Sono esempi come questi che mettono in evidenza la difficolta' e la pericolosita' di una legge del genere.Per difendere la reputazione di un ladro di polli (che tra l'altro non c'e' molto da difendere) si corre il rischio di dimenticare assassinii e stragi.

            Non e' forse piu' semplice arrendersi di
            fronte

            all'ineluttabile impossibilita' tecnica, e

            stabilire che l'impossibilita' dell'oblio
            sia
            un

            giusto prezzo da pagare al

            progresso?

            Forse ti riferisci al fatto che spesso notizie di
            questo genere sono conservate in giornali e su
            weblog sparsi un po' per tutto il mondo, e non
            solo nell'Unione Europea. In quel caso è vero,
            far valere una legge solo europea all'estero è
            impossibile. Ci si accontenterà di un
            compromesso, nel
            caso.
            Se la notizia fra molti anni ancora sarà presente
            in 10 000 siti diversi, tecnicamente non è un
            grande problema inviare 10 000 e-mail con la
            richiesta di cancellazione in base al diritto
            all'oblio.Ed altrettanto tecnicamente sara' posibile realizzare un bell'effetto Streisand.Manda quella mail e avrai ridestato il pubblico interesse su una faccenda dimenticata da quasi tutti.
            E grazie ai motori di ricerca,
            verificare che questa cancellazione sia stata
            effettuata. Con l'ovvia riserva che i siti non
            sottoposti alla direttiva europea potrebbero non
            adeguarsi.E che quelli che invece lo sono, useranno il diritto di cronaca per scrivere: "E' stato applicato il diritto all'oblio per la vicenda che nel lontano 19xx ha coinvolto il sig. XX e la signora YY. Da oggi nessuno potra' piu' parlarne ne' accedere ai documenti dell'epoca, e tutti i motori di ricerca non restituiranno piu' informazioni."Contento?
          • Leguleio scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: panda rossa
            Sto facendo esempi pratici con analogie, per
            dimostrare che internet non sta portando niente
            di nuovo. Sta solo mettendo a disposizione di
            tutti cose che prima erano alla portata di
            pochi.Ah be', una differenza da niente, vero?!? :-)Con un essere umano, una portinaia, posso sempre prendere l'iniziativa di dirle: "Signora, per cortesia, su quella storia tenga chiusa la ciabatta". Con Google no. Quando l'informazione proviene da un essere umano, posso sempre dire che si sarà sbagliato, avrà confuso due persone diverse... Con i dati immagazzinati via internet, se il link di Google porta alla fonte originale, c'è ben poco da obiettare: il dato è lì, da fonte ufficiale, o comunque da fonte storica incontestabile.
            Non che il forum di PI sia piu' attendibile di
            una portinaia, ma ci piace comunque star qui a
            fare due
            chiacchere.Chiacchiere.Anche il forum di PI è sottoposto alle leggi, e se io raccontassi di una grave accusa rivolta a una multinazionale alimentare alla fine degli anni Settanta, un'accusa che si è poi rivelata totalmente infondata, non credo che la multinazionale sarebbe contenta. Ho controllato in Rete, fra i primi risultati c'è solo una pagina che ricorda quella vicenda (tratta dai gruppi Usenet, tra l'altro) e lo fa correttamente, sottolineando che fu uno scivolone da parte della Rai di allora. Ma se io raccontassi solo metà della storia? Sarebbe diffamazione già con le leggi attuali...Sì, poi sapendo come fare ti posso dare il link esatto agli articoli di giornale di allora, che non sono indicizzati da Google, e da lì arriveresti alla soluzione del giallo in poco tempo; pochi sanno fare questa ricerca, però.
            Ci sono delle date? C'e' un metro preciso?
            La legge non puo' essere applicata a spanne.Io spero che non accada, comunque il testo della proposta attuale non fa accenno al tempo. All'art. 17 dice solo che il diritto all'oblio e alla cancellazione si può esercitare quando non ci sono ragioni legali per la conservazione dei dati o quando i motivi per cui sono stati raccolti non sussistono più. Si auspica una maggior chiarezza in fase di dibattito. :

            Probabilmente in quel caso non sarà mai del
            tutto

            oscurata. Io nemmeno credo che la futura

            direttiva pretenda azioni così drastiche, non

            avrebbe senso. Se in un certo luogo viene
            fatta

            esplodere una bomba che uccide cittadini

            indifesi, nessun diritto all'oblio può essere

            invocato sul fatto in sé. Si può richiedere
            che

            non venga fatta menzione dei nomi delle
            vittime,

            e di notizie personali, dettagli che i
            quotidiani

            spesso presentano ma che a distanza di dieci
            anni

            o più cessano di avere interesse.

            Ad ogni anniversario delle celebri stragi
            impunite d'italia, viene celebrata una cerimonia
            commemorativa e data lettura dell'elenco delle
            vittime.Massì, l'elenco delle vittime è legittimo. Sapere particolari del tipo che il braccio della donna è stato scagliato a 20 metri, ancora con la borsetta attaccata (e questi dettagli alcuni giornali li mettevano), e poi altri dettagli che facilitano l'identificazione della donna, no. O meglio, su richiesta andranno cancellati.

            Nel caso dei due coniugi di Erba, parlavo per

            ipotesi: una cancellazione dei dati fatta con

            l'accetta cancellerebbe i nomi delle vittime
            ma

            anche l'assassinio, e i nomi degli assassini:

            insomma, dipende da come la si fa, non dalla

            legge in sé.

            Sono esempi come questi che mettono in evidenza
            la difficolta' e la pericolosita' di una legge
            del
            genere.
            Per difendere la reputazione di un ladro di polli
            (che tra l'altro non c'e' molto da difendere) si
            corre il rischio di dimenticare assassinii e
            stragi.Io non la vedo così. Chi ha una memoria da elefante come me ricorda comunque. 8)È una legge contro il cattivo uso di notizie del passato, riguardante i soggetti privati. I cittadini comuni, insomma.

            Se la notizia fra molti anni ancora sarà
            presente

            in 10 000 siti diversi, tecnicamente non è un

            grande problema inviare 10 000 e-mail con la

            richiesta di cancellazione in base al diritto

            all'oblio.

            Ed altrettanto tecnicamente sara' posibile
            realizzare un bell'effetto
            Streisand.
            Manda quella mail e avrai ridestato il pubblico
            interesse su una faccenda dimenticata da quasi
            tutti.No, l'effetto Streisand funziona solo con le Barbre Streisand, personaggi del <I
            jet-set </I
            già famosi per conto loro. In Italia, con Vasco Rossi:http://tinyurl.com/c72zhbqNon con un signore o con una signora nessuno.
            E che quelli che invece lo sono, useranno il
            diritto di cronaca per scrivere: "E' stato
            applicato il diritto all'oblio per la vicenda che
            nel lontano 19xx ha coinvolto il sig. XX e la
            signora YY. Da oggi nessuno potra' piu' parlarne
            ne' accedere ai documenti dell'epoca, e tutti i
            motori di ricerca non restituiranno piu'
            informazioni."

            Contento?Non credo sia nel loro interesse. Spesso dati vecchi e inattuali rimangono sul web per pigrizia, non danno maggiore visibilità a quel sito, non attraggono clic per le pubblicità. E gli stessi gestori immagino proveranno un minimo di solidarietà col passato altrui, ripensando a quanti episodi di gioventù gradirebbero non fossero resi pubblici.
          • panda rossa scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa


            Sto facendo esempi pratici con analogie, per

            dimostrare che internet non sta portando
            niente

            di nuovo. Sta solo mettendo a disposizione di

            tutti cose che prima erano alla portata di

            pochi.

            Ah be', una differenza da niente, vero?!? :-)E' una grande portineria.Niente di piu'.
            Con un essere umano, una portinaia, posso sempre
            prendere l'iniziativa di dirle: "Signora, per
            cortesia, su quella storia tenga chiusa la
            ciabatta". Con Google no.E la portinaia: "Muta come una tomba avvocato, stia tranquillo..."E poi non appena hai girato l'angolo... "Signora Rossi, ha sentito di quella storia dell'avvocato Leguleio? Ma non lo dica in giro che l'avvocato non vuole che se ne parli."
            Quando l'informazione proviene da un essere
            umano, posso sempre dire che si sarà sbagliato,
            avrà confuso due persone diverse... Con i dati
            immagazzinati via internet, se il link di Google
            porta alla fonte originale, c'è ben poco da
            obiettare: il dato è lì, da fonte ufficiale, o
            comunque da fonte storica incontestabile.Fonte scritta da esseri umani.Dove sarebbe la differenza?

            Non che il forum di PI sia piu' attendibile
            di

            una portinaia, ma ci piace comunque star qui
            a

            fare due

            chiacchere.

            Chiacchiere.
            Anche il forum di PI è sottoposto alle leggi, e
            se io raccontassi di una grave accusa rivolta a
            una multinazionale alimentare alla fine degli
            anni Settanta, un'accusa che si è poi rivelata
            totalmente infondata, non credo che la
            multinazionale sarebbe contenta.Sono passati piu' di 30 anni.Che problemi puo' dare una storia del genere?
            Ho controllato
            in Rete, fra i primi risultati c'è solo una
            pagina che ricorda quella vicenda (tratta dai
            gruppi Usenet, tra l'altro) e lo fa
            correttamente, sottolineando che fu uno scivolone
            da parte della Rai di allora. Ma se io
            raccontassi solo metà della storia? Sarebbe
            diffamazione già con le leggi
            attuali...Cioe' scusa? Sarebbe diffamazione se uno postasse su un forum una domanda del tipo: "Qualcuno si ricorda qual era quella ditta alimentare a cui avevano trovato del cibo avariato alla fine degli anni 80? Era la Galbani o la Giglio che non ricordo bene? O forse un'altra ancora..."
            Sì, poi sapendo come fare ti posso dare il link
            esatto agli articoli di giornale di allora, che
            non sono indicizzati da Google, e da lì
            arriveresti alla soluzione del giallo in poco
            tempo; pochi sanno fare questa ricerca, però.Fa niente che sono pochi.Ne basta uno che riesuma e ci scrive un post sul suo blog.Altri riprendono il post, e google indicizza...

            Ci sono delle date? C'e' un metro preciso?

            La legge non puo' essere applicata a spanne.

            Io spero che non accada, comunque il testo della
            proposta attuale non fa accenno al tempo.
            All'art. 17 dice solo che il diritto all'oblio e
            alla cancellazione si può esercitare quando non
            ci sono ragioni legali per la conservazione dei
            dati o quando i motivi per cui sono stati
            raccolti non sussistono più. Si auspica una
            maggior chiarezza in fase di
            dibattito.
            :I motivi sussistono sempre. Si chiama diritto di cronaca.

            Ad ogni anniversario delle celebri stragi

            impunite d'italia, viene celebrata una
            cerimonia

            commemorativa e data lettura dell'elenco
            delle

            vittime.

            Massì, l'elenco delle vittime è legittimo. Sapere
            particolari del tipo che il braccio della donna è
            stato scagliato a 20 metri, ancora con la
            borsetta attaccata (e questi dettagli alcuni
            giornali li mettevano), e poi altri dettagli che
            facilitano l'identificazione della donna, no. O
            meglio, su richiesta andranno cancellati.Io di cose del genere non ne ho mai lette.Chi scrive cose del genere abusando del diritto di cronaca meriterebbe la radiazione dall'albo dei giornalisti, il licenziamento e in tronco senza alcun trattamento di fine rapporto.Anche perche' tutte queste descrizioni colorite e romanzate sono spesso e volentieri inventate di sana pianta.

            Per difendere la reputazione di un ladro di
            polli

            (che tra l'altro non c'e' molto da
            difendere)
            si

            corre il rischio di dimenticare assassinii e

            stragi.


            Io non la vedo così. Chi ha una memoria da
            elefante come me ricorda comunque.
            8)Oggi esiste una bella tecnologia che dota di memoria di elefante chiunque.Perche' limitarla?
            È una legge contro il cattivo uso di notizie
            del passato, riguardante i soggetti privati. I
            cittadini comuni,
            insomma.Nel momento in cui entri nella cronaca, non sei piu' un cittadino comune.Hai i tuoi 15 minuti di celebrita'.E quei 15 minuti di celebrita' potranno essere ricordati per sempre.

            Ed altrettanto tecnicamente sara' posibile

            realizzare un bell'effetto

            Streisand.

            Manda quella mail e avrai ridestato il
            pubblico

            interesse su una faccenda dimenticata da
            quasi

            tutti.

            No, l'effetto Streisand funziona solo con le
            Barbre Streisand, personaggi del <I

            jet-set </I
            già famosi per conto loro. In
            Italia, con Vasco
            Rossi:

            http://tinyurl.com/c72zhbq

            Non con un signore o con una signora nessuno. Se il signor nessuno, protagonista di una vicenda di cronaca dimenticata da tutti, domani scrivesse ad un giornale chiedendo, ai sensi della legge sull'oblio, che venga rimossa la sua vicenda dagli archivi del giornale, scatenerebbe l'effetto Streisand: qualcuno andrebbe a rivangare quella storia e ne parlerebbe, etc, etc.

            E che quelli che invece lo sono, useranno il

            diritto di cronaca per scrivere: "E' stato

            applicato il diritto all'oblio per la
            vicenda
            che

            nel lontano 19xx ha coinvolto il sig. XX e la

            signora YY. Da oggi nessuno potra' piu'
            parlarne

            ne' accedere ai documenti dell'epoca, e
            tutti
            i

            motori di ricerca non restituiranno piu'

            informazioni."



            Contento?

            Non credo sia nel loro interesse. Spesso dati
            vecchi e inattuali rimangono sul web per
            pigrizia, non danno maggiore visibilità a quel
            sito, non attraggono clic per le pubblicità. E
            gli stessi gestori immagino proveranno un minimo
            di solidarietà col passato altrui, ripensando a
            quanti episodi di gioventù gradirebbero non
            fossero resi
            pubblici.Io no.Per quanto mi riguarda, potrei pensare di incrementare il range di una certa pagina del mio sito ogni volta che qualcuno la cerca.In questo modo il protagonista di quella pagina sarebbe proprio l'artefice del suo risveglio, semplicemente andando a cercare se esiste.Dovrebbero essere proprio i protagonisti delle vicende di cui si chiede l'oblio a dimenticarle per primi.
          • Leguleio scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: panda rossa

            Con un essere umano, una portinaia, posso
            sempre

            prendere l'iniziativa di dirle: "Signora, per

            cortesia, su quella storia tenga chiusa la

            ciabatta". Con Google no.

            E la portinaia: "Muta come una tomba avvocato,
            stia
            tranquillo..."

            E poi non appena hai girato l'angolo... "Signora
            Rossi, ha sentito di quella storia dell'avvocato
            Leguleio? Ma non lo dica in giro che l'avvocato
            non vuole che se ne
            parli."Sì, ma ripeto, la portinaia parla del presente, non va a scoperchiare cose di oltre 10 anni fa. Tolto che alcune cose che sa internet non le sa nemmeno la portinaia, perché sono avvenute fuori dal caseggiato.E la portinaia può essere licenziata, quindi certi giochetti dietro le spalle è meglio che ci pensi due volte, prima di farli.

            immagazzinati via internet, se il link di
            Google

            porta alla fonte originale, c'è ben poco da

            obiettare: il dato è lì, da fonte ufficiale,
            o

            comunque da fonte storica incontestabile.

            Fonte scritta da esseri umani.
            Dove sarebbe la differenza?In quanto fonte di prima mano è comunque ritenuta più affidabile della memoria di una portinaia, piaccia o no. E nemmeno si può sperare che vada in pensione un giorno, come una comune portinaia: sono notizie perpetue. se io raccontassi di una grave accusa
            rivolta
            a

            una multinazionale alimentare alla fine degli

            anni Settanta, un'accusa che si è poi
            rivelata

            totalmente infondata, non credo che la

            multinazionale sarebbe contenta.

            Sono passati piu' di 30 anni.
            Che problemi puo' dare una storia del genere?Probabilmente nessuno, infatti. Tra l'altro la filiale italiana è passata di mano più volte. Ma quando c'è la volontà di piantar grane...

            da parte della Rai di allora. Ma se io

            raccontassi solo metà della storia? Sarebbe

            diffamazione già con le leggi

            attuali...

            Cioe' scusa? Sarebbe diffamazione se uno postasse
            su un forum una domanda del tipo: "Qualcuno si
            ricorda qual era quella ditta alimentare a cui
            avevano trovato del cibo avariato alla fine degli
            anni 80? Era la Galbani o la Giglio che non
            ricordo bene? O forse un'altra
            ancora..."No, domandare forse no. Raccontare solo metà della storia, omettendo la conclusione, sì.

            All'art. 17 dice solo che il diritto
            all'oblio
            e

            alla cancellazione si può esercitare quando
            non

            ci sono ragioni legali per la conservazione
            dei

            dati o quando i motivi per cui sono stati

            raccolti non sussistono più. Si auspica una

            maggior chiarezza in fase di

            dibattito.

            :

            I motivi sussistono sempre. Si chiama diritto di
            cronaca.No, non credo proprio. Un avvenimento così remoto non ha nulla a che fare con la cronaca. Si può chiamare "diritto di storia", ma non mi risulta che sia previsto per i privati. Anzi, direi che prevalga quello opposto, già riconosciuto, il diritto all'oblio.
            Sapere

            particolari del tipo che il braccio della
            donna
            è

            stato scagliato a 20 metri, ancora con la

            borsetta attaccata (e questi dettagli alcuni

            giornali li mettevano), e poi altri dettagli
            che

            facilitano l'identificazione della donna,
            no.
            O

            meglio, su richiesta andranno cancellati.

            Io di cose del genere non ne ho mai lette.
            Chi scrive cose del genere abusando del diritto
            di cronaca meriterebbe la radiazione dall'albo
            dei giornalisti, il licenziamento e in tronco
            senza alcun trattamento di fine
            rapporto.Purtroppo non sempre va così. Uno dei quotidiani che maggiormente premeva su questi tasti era <I
            La notte </I
            (parlo al passato perché ha chiuso). Ecco lo stralcio del resoconto di un'aggressione avvenuta a Milano nel 1975: "Alcuni giovani armati di chiavi inglesi (il numero non è stato accertato), gli sono balzati addosso colpendolo selvaggiamente al capo. Sergio Ramelli si è accasciato al suolo, ma i teppisti, trasformando il pestaggio in un vero linciaggio hanno continuato ad infierire, <B
            mentre il volto si copriva di sangue che usciva abbondantemente da una vasta ferita al capo </B
            ". E poco dopo: "Lo studente, <B
            che perdeva materia cerebrale </B
            , è stato quindi trasportato con un automezzo della croce Santa Rita al Policlinico". (grassetti miei)Lo studente sarebbe morto pochi giorni dopo. L'aggressione in sé non va mai dimenticata. Certo dettagli, su richiesta dei parenti, sì.
            Anche perche' tutte queste descrizioni colorite e
            romanzate sono spesso e volentieri inventate di
            sana
            pianta.Sono d'accordo, ma il confine fra romanzo d'appendice e cronaca nera è estremamente labile. :|

            È una legge contro il cattivo uso di
            notizie

            del passato, riguardante i soggetti privati.
            I

            cittadini comuni,

            insomma.

            Nel momento in cui entri nella cronaca, non sei
            piu' un cittadino
            comune.
            Hai i tuoi 15 minuti di celebrita'.
            E quei 15 minuti di celebrita' potranno essere
            ricordati per
            sempre.No, non è così. Essere coinvolti in fatti di cronaca non è l'aspirazione di chiunque.Se poi a qualcuno piace essere ricordato per certe cose, ben venga: non farà alcuna richiesta di cancellazione.
            Se il signor nessuno, protagonista di una vicenda
            di cronaca dimenticata da tutti, domani scrivesse
            ad un giornale chiedendo, ai sensi della legge
            sull'oblio, che venga rimossa la sua vicenda
            dagli archivi del giornale, scatenerebbe
            l'effetto Streisand: qualcuno andrebbe a
            rivangare quella storia e ne parlerebbe, etc,
            etc.Boh?!? Tecnicamente come si fa a rilevarlo? Da un archivio immenso scompaiono alcuni articoli, o alcune voci, o solo alcune frasi. Lo sanno i gestori, e il diretto interessato. Solo qualcuno che aveva la versione originale e che ha la pazienza di confrontarla a distanza di mesi con quella nuova può rendersene conto.
          • panda rossa scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: Leguleio

            Sì, ma ripeto, la portinaia parla del presente,
            non va a scoperchiare cose di oltre 10 anni fa.Tu non conosci la mia portinaia. :|
            Tolto che alcune cose che sa internet non le sa
            nemmeno la portinaia, perché sono avvenute fuori
            dal caseggiato.Internet e' un grande caseggiato in cui tutti siamo vicini di casa.
            E la portinaia può essere licenziata, quindi
            certi giochetti dietro le spalle è meglio che ci
            pensi due volte, prima di farli.Puo' essere licenziata per il lavoro che fa, ma visto che ci abita, il licenziamento non le impedirebbe di svolgere l'attivita' di agenzia di informazioni, anzi, avrebbe molto piu' tempo.


            immagazzinati via internet, se il link
            di

            Google


            porta alla fonte originale, c'è ben
            poco
            da


            obiettare: il dato è lì, da fonte
            ufficiale,

            o


            comunque da fonte storica
            incontestabile.



            Fonte scritta da esseri umani.

            Dove sarebbe la differenza?

            In quanto fonte di prima mano è comunque ritenuta
            più affidabile della memoria di una portinaia,
            piaccia o no.Non c'e' fonte di prima mano in internet.La maggior parte delle info sono link a link.Il resto e' copia/incolla.Guarda PI.
            E nemmeno si può sperare che vada
            in pensione un giorno, come una comune portinaia:
            sono notizie perpetue.La portinaia in pensione non cessa di espletare la funzione di diffusione del gossip, anzi, avrebbe piu' tempo.

            Sono passati piu' di 30 anni.

            Che problemi puo' dare una storia del genere?

            Probabilmente nessuno, infatti. Tra l'altro la
            filiale italiana è passata di mano più volte. Ma
            quando c'è la volontà di piantar
            grane...In tal caso c'e' qualcuno che vuole piantar grane.Che e' diverso dall'essere informati.


            da parte della Rai di allora. Ma se io


            raccontassi solo metà della storia?
            Sarebbe


            diffamazione già con le leggi


            attuali...



            Cioe' scusa? Sarebbe diffamazione se uno
            postasse

            su un forum una domanda del tipo: "Qualcuno
            si

            ricorda qual era quella ditta alimentare a
            cui

            avevano trovato del cibo avariato alla fine
            degli

            anni 80? Era la Galbani o la Giglio che non

            ricordo bene? O forse un'altra

            ancora..."

            No, domandare forse no. Raccontare solo metà
            della storia, omettendo la conclusione,
            sì.Ma se io non la ricordo la storia, domando, e nella domanda racconto fin dove mi ricordo.A quel punto qualcuno rispondera' raccontando la conclusione.Se invece fosse tutto messo nel dimenticatoio, senza possibilita' di recuperare dall'oblio, quando arriva uno che ponendo la domanda racconta meta' della storia, che cosa facciamo?Si rivanga la storia, senza sapere il finale.
            No, non credo proprio. Un avvenimento così remoto
            non ha nulla a che fare con la cronaca.
            Si può
            chiamare "diritto di storia", Quando un diritto di cronaca diventa diritto di storia?C'e' un termine preciso o si va a spanne?Anche ammettendo che un fatto di ieri e' cronaca e lo stesso fatto, 20 anni dopo e' storia, deve esistere almeno un istante T0 che separa la cronaca dalla storia.
            ma non mi risulta
            che sia previsto per i privati. Anzi, direi che
            prevalga quello opposto, già riconosciuto, il
            diritto all'oblio. Sara' riconosciuto come dici tu, ma non si specifica dopo quanto tempo.

            Chi scrive cose del genere abusando del
            diritto

            di cronaca meriterebbe la radiazione
            dall'albo

            dei giornalisti, il licenziamento e in tronco

            senza alcun trattamento di fine

            rapporto.

            Purtroppo non sempre va così. Uno dei quotidiani
            che maggiormente premeva su questi tasti era
            <I
            La notte </I
            (parlo al passato
            perché ha chiuso). Chiediamoci perche' ha chiuso.Come vedi le cose si aggiustano da sole.
            Ecco lo stralcio del resoconto
            di un'aggressione avvenuta a Milano nel 1975:


            "Alcuni giovani armati di chiavi inglesi...

            Lo studente sarebbe morto pochi giorni dopo.
            L'aggressione in sé non va mai dimenticata. Certo
            dettagli, su richiesta dei parenti,
            sì.Eppure anche le modalita' delle aggressioni al tempo degli anni di piombo meriterebbero di essere ricordate.C'e' una bella differenza tra un proiettile vagante, un proiettile in mezzo agli occhi, sprangate con chiavi inglesi, o un kamikaze che si fa esplodere in mezzo alla folla.

            Anche perche' tutte queste descrizioni
            colorite
            e

            romanzate sono spesso e volentieri inventate
            di

            sana

            pianta.

            Sono d'accordo, ma il confine fra romanzo
            d'appendice e cronaca nera è estremamente labile.

            :|Quello che constatiamo e' che i giornali che pretendono di scrivere romanzi d'appendice abbiano chiuso.Forse non serve una legge.

            Hai i tuoi 15 minuti di celebrita'.

            E quei 15 minuti di celebrita' potranno
            essere

            ricordati per

            sempre.

            No, non è così. Essere coinvolti in fatti di
            cronaca non è l'aspirazione di chiunque.Mica sempre la fama e' volontaria.
            Se poi a qualcuno piace essere ricordato per
            certe cose, ben venga: non farà alcuna richiesta
            di cancellazione.



            Se il signor nessuno, protagonista di una
            vicenda

            di cronaca dimenticata da tutti, domani
            scrivesse

            ad un giornale chiedendo, ai sensi della
            legge

            sull'oblio, che venga rimossa la sua vicenda

            dagli archivi del giornale, scatenerebbe

            l'effetto Streisand: qualcuno andrebbe a

            rivangare quella storia e ne parlerebbe, etc,

            etc.

            Boh?!? Tecnicamente come si fa a rilevarlo? Da un
            archivio immenso scompaiono alcuni articoli, o
            alcune voci, o solo alcune frasi. Lo sanno i
            gestori, e il diretto interessato. Solo qualcuno
            che aveva la versione originale e che ha la
            pazienza di confrontarla a distanza di mesi con
            quella nuova può rendersene
            conto.O qualcuno che si ricorda vagamente e che vorrebbe approfondire o ricostruire.Supponiamo che da domani tutte le notizie che riguardano un caso di cronaca degli anni 80 scompaiano.E un bel giorno qualcuno si chiede "Ma a Ustica non era mica caduto un aereo anni fa? Com'e' che non si trova piu' niente in rete?"Poi li senti tu i complottisti?
          • panda rossa scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa


            In tal caso la persona potra' fieramente
            dire
            di

            avere cambiato idea e

            opinione.

            Perche' rinnegare se stessi?

            Non tutti la pensano come te, Panda Rossa.
            E al di là di come la pensa ognuno, quando per
            lavoro si ricopre un incarico di responsabilità
            alcune scie lasciate sul web possono essere di
            impiccio.... o di monito!

            E' una prerogativa del ruolo.

            Mah...
            Fermo restando che chi si lascia scappare troppe
            notizie su di sé con la portinaia è causa del suo
            mal, il reato di diffamazione vale anche per la
            categoria. Se un invito educato a star zitta non
            è sufficiente...Io sono contrario alla diffamazione.Esiste solo la verita' o la menzogna.La verita' non e' diffamazione.La menzogna discredita chi la mette in giro.Per quanto mi riguarda, la portinaia puo' dire quello che vuole, anche su di me.
            Parlavo di "denuncia" da parte di gente che non
            ha memoria personale della cosa, ma a cui quella
            tale multinazionale sta antipatica. Pescherebbe
            solo le informazioni che fanno
            comodo.Una multinazionale non sta mica antipatica per come ci si alza la mattina.Sono proprio queste cose della storia della multinazionale a renderla antipatica, soprattutto quando vuole nasconderle.Molto meglio una industria che dica: "Quella volta abbiamo sbagliato, ma da quella volta abbiamo imparato a comportarci diversamente, e noi non dimentichiamo quella volta, per non dimenticare oggi il motivo per cui siamo cambiati!"
            Se li si mette nell'impossibilità di pescare
            simili informazioni del passato, è meglio per
            tutti.No! E' meglio solo per quelli che hanno qualcosa da nascondere.
            Io mi accontento di un giusto compromesso.
            Rimangano pure nelle emeroteche tutti i giornali,
            consultabili come prima, ma che non siano
            interrogabili con un clic tutte le notizie su
            tutte le persone finite in un trafiletto di
            cronaca. La differenza di consultazione non è da
            poco.Tu sei vecchio!Parli come quelli che ai tempi di Gutemberg vedevano le pagine stampate come il demonio che non dimentica nulla, mentre fino ad allora i ricordi erano affidati solo alla memoria degli uomini.Non puoi fermare il mare con un cucchiaio.Il progresso cancellera' l'oblio.E dovendo scegliere tra l'oblio per pochi ricchi o l'oblio per nessuno, meglio l'opzione piu' democratica.

            Cosi' se qualcuno avesse prove a sua discolpa

            ("L'ho visto in un locale a 100 Km, non puo'

            essere stato lui!") non puo' produrle per

            mancanza di nomi e

            foto.

            Sì, ma non accade mai, se non nei film. È il
            diretto interessato che fornisce un alibi, non
            chi legge la notizia sul
            giornale.Accade, ma non ne viene data notizia.

            Vuoi sapere come andra' a finire?

            Come sempre: chi ha i soldi pieghera' le cose

            come vuole, chi non ha soldi subira' gli

            eventi.

            La richiesta di cancellazione di un dato
            anagrafico dovrebbe essere gratis.
            :|Non lo e'. La normativa prevede che la cancellazione possa prevedere un rimborso spese, e tale rimborso e' SEMPRE spropositato.

            Fa parte della storia, fa parte del costume.

            Vogliamo anche cancellare tutte le sentenze
            di

            tutti i

            processi?

            Le sentenze assolutamente no.
            I nomi dei condannati, se proprio non si tratta
            di assassini o di terroristi, sì, pian pianino.
            Una volta che hanno pagato il loro debito con la
            giustizia e le spese processuali, non si capisce
            la necessità di tenere pubblico questo dato in
            eterno.Non si capisce la necessita' di cancellarlo.Sono solo quelli che hanno qualcosa da nascondere che vogliono nascondere le cose.E io che non ho niente da nascondere, perche' devo fare un favore a chi ha da nascondere qualcosa?

            Perche' magari qualcuno ha detto o ha fatto
            cose,

            del tutto normali per l'epoca, ma diventate

            ripugnanti

            oggi?

            Giusto documentarlo, ci mancherebbe. Ma chi è un
            privato cittadino, ed è ancora vivo, ha delle
            esigenze che i morti non hanno.Non sono esigenze.

            Il silenzio del protagonista e' il miglior
            oblio

            che ci

            sia.

            Se qualcuno gli vuole male, ci mette due minuti a
            scrivere su un weblog o su una pagina apposita
            tutto il peggio del suo
            passato.E' quello che succede.Ogni personaggio scomodo che pesta i calli sbagliati riceve dalla stampa avversaria proprio questo trattamento: la sua vita precedente viene vivisezionata alla ricerca di elementi per metterlo in discredito.Se permetti io lo voglio sapere se l'ufologo di turno spara XXXXXXXte da 30 anni. Troppo comodo nascondere 30 anni di XXXXXXcce per poter avere ancora spazio per dirne altre.

            Prendiamo la prima cantica della Divina
            Commedia.

            Ci sono personaggi che sono stati condannati
            alle

            fiamme eterne, solo per il semplice fatto che

            sono stati citati

            nominalmente.

            Alcuni che oggi sono emeriti sconosciuti, ma

            personaggi ben noti alle cronache

            dell'epoca.



            Che cosa facciamo? Sbianchettiamo le pagine
            di

            Dante?

            Ma no, il diritto all'oblio riguarda solo le
            persone vive, o i cui familiari stretti sono
            ancora vivi.Fino a quale generazione?Che di cose che durano 70 anni dopo la morte ce ne sono gia' altre...
          • Leguleio scrive:
            Re: e la definizione di 'dato scaduto'?
            - Scritto da: panda rossa

            Fermo restando che chi si lascia scappare
            troppe

            notizie su di sé con la portinaia è causa
            del
            suo

            mal, il reato di diffamazione vale anche per
            la

            categoria. Se un invito educato a star zitta
            non

            è sufficiente...

            Io sono contrario alla diffamazione.
            Esiste solo la verita' o la menzogna.
            La verita' non e' diffamazione.
            La menzogna discredita chi la mette in giro.Con tutti i creduloni che ci sono in giro, è meglio avere un'arma in più.In genere, quando si tratta di chiacchiere, è sufficiente la minaccia di un'azione legale. Si spera sempre non sia necessario arrivare a tanto...
            Una multinazionale non sta mica antipatica per
            come ci si alza la
            mattina.Invece purtroppo è così. Molti weblogger, arrabbiati con sé e col mondo, canalizzano il loro odio sulle multinazionali. Poi ci sono quelli che lo canalizzano sul comunismo o sul nazismo o sul capitalismo, certo, ma questi ultimi in proporzione fanno meno danni. Ora, se l'ufficio stampa delle multinazionali deve lavorare a pieno regime solo per smentire questa o quella voce originata da una notizia letta a metà di 10 o 20 anni fa, c'è qualcosa che non va. E lo stesso vale, in piccolo, per i privati cittadini. Si può rispondere gentilmente una volta "sono stato invischiato, ma poi assolto da tutte le accuse", lo può dire due, tre... alla quarta volta sbotta, e comincia a pensare che è meglio che simili notizie non siano proprio recuperabili, onde evitare perdite di tempo.
            Sono proprio queste cose della storia della
            multinazionale a renderla antipatica, soprattutto
            quando vuole
            nasconderle.Be', che verbo arrogante "vuole". Quando è stata tirata in ballo per colpa di altri, come nell'esempio degli anni Settanta che cito io, è un comprensibilissimo diritto della multinazionale stendere un velo pietoso sulla cosa.Ed è per inciso anche nell'interesse di chi portò inopinatamente questa multinazionale sotto i riflettori, cioè la Rai di allora, che credo ancora adesso stia pagando loro un risarcimento per quella inescusabile cappellata.

            Se li si mette nell'impossibilità di pescare

            simili informazioni del passato, è meglio per

            tutti.

            No! E' meglio solo per quelli che hanno qualcosa
            da
            nascondere.Non è un reato o una circostanza sospetta avere qualcosa da nascondere, Panda Rossa. O più spesso, avere qualcosa di cui si preferisce non parlare, perché è facile venga strumentalizzato per altri fini. La privacy come concetto è nata per questo. :-)

            Io mi accontento di un giusto compromesso.

            Rimangano pure nelle emeroteche tutti i
            giornali,

            consultabili come prima, ma che non siano

            interrogabili con un clic tutte le notizie su

            tutte le persone finite in un trafiletto di

            cronaca. La differenza di consultazione non
            è
            da

            poco.

            Tu sei vecchio!
            Parli come quelli che ai tempi di Gutemberg
            vedevano le pagine stampate come il demonio che
            non dimentica nulla, mentre fino ad allora i
            ricordi erano affidati solo alla memoria degli
            uomini.Gutenberg, con la N.No, sono uno che conosce il pessimo uso che fanno persone che non cercano informazione, ma solo scandali e campagne di stampa a base di strilli e di sensazione, con queste informazioni così facilmente recuperabili e indicizzabili.
            Non puoi fermare il mare con un cucchiaio.
            Il progresso cancellera' l'oblio.
            E dovendo scegliere tra l'oblio per pochi ricchi
            o l'oblio per nessuno, meglio l'opzione piu'
            democratica.Tra l'altro parli come se il diritto all'oblio fosse una cosa inventata ora dalla UE. Non è così, in Italia diverse sentenze della Cassazione lo hanno già riconosciuto. E credo anche altrove.La legge serve per togliere ai tribunali di diversi Paesi la discrezionalità su come e quando vada applicato tale diritto. Ma che il diritto in sé esista, ormai, non lo contesta nessuno. Quindi dovrebbe essere un passo avanti, perché stende chiare regole per tutti, e non indietro. Poi vedremo cosa dirà il testo definitivo.

            La richiesta di cancellazione di un dato

            anagrafico dovrebbe essere gratis.

            :|

            Non lo e'. La normativa prevede che la
            cancellazione possa prevedere un rimborso spese,
            e tale rimborso e' SEMPRE
            spropositato.Ma dove hai letto questa cosa? Tolto che la normativa ancora non è approvata.

            I nomi dei condannati, se proprio non si
            tratta

            di assassini o di terroristi, sì, pian
            pianino.

            Una volta che hanno pagato il loro debito
            con
            la

            giustizia e le spese processuali, non si
            capisce

            la necessità di tenere pubblico questo dato
            in

            eterno.

            Non si capisce la necessita' di cancellarlo.Io la capisco. E anche chi ha un passato non sempre limpido.Bisogna pensare anche a loro.
            Ogni personaggio scomodo che pesta i calli
            sbagliati riceve dalla stampa avversaria proprio
            questo trattamento: la sua vita precedente viene
            vivisezionata alla ricerca di elementi per
            metterlo in
            discredito.Nulla da eccepire finché è un personaggio pubblico.Quando si viviseziona il passato di un privato, devono esistere limiti e paletti invalicabili.

            Ma no, il diritto all'oblio riguarda solo le

            persone vive, o i cui familiari stretti sono

            ancora vivi.

            Fino a quale generazione?
            Che di cose che durano 70 anni dopo la morte ce
            ne sono gia'
            altre...Non è ancora stabilito. Con la conseguenza che spesso i tribunali navigano a vista.Si spera che una normativa europea espliciti anche questo.
  • sbertuccia scrive:
    Diritto all'oblio
    Sarebbe ora di obliare tutti quei siti che parlano di omeopatia, medicina alternativa fai-da-te, scie chimiche, signoraggio e così via...
    • panda rossa scrive:
      Re: Diritto all'oblio
      - Scritto da: sbertuccia
      Sarebbe ora di obliare tutti quei siti che
      parlano di omeopatia, medicina alternativa
      fai-da-te, scie chimiche, signoraggio e così
      via...La fai troppo facile.E' necessario conservare anche quelli per consentire a chi studiera' questo secolo nelle epoche future di quanto fosse ancora diffusa l'ignoranza e l'idiozia nonostante la scienza e il progresso fossero a disposizione di tutti.
      • Mela avvelenata scrive:
        Re: Diritto all'oblio
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: sbertuccia

        Sarebbe ora di obliare tutti quei siti che

        parlano di omeopatia, medicina alternativa

        fai-da-te, scie chimiche, signoraggio e così

        via...

        La fai troppo facile.
        E' necessario conservare anche quelli per
        consentire a chi studiera' questo secolo nelle
        epoche future di quanto fosse ancora diffusa
        l'ignoranza e l'idiozia nonostante la scienza e
        il progresso fossero a disposizione di
        tutti.Guarda panda, ho a che fare con un bel pò di gente ottusa quotidianamente, che non capisce un tubo anche se cerchi di spiegare le cose 10000 volte! Sono arrivato al punto di ritenere che per un buon 60-70% non c'è speranza! E forse mi sono tenuto pure basso...
        • panda rossa scrive:
          Re: Diritto all'oblio
          - Scritto da: Mela avvelenata
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: sbertuccia


          Sarebbe ora di obliare tutti quei siti
          che


          parlano di omeopatia, medicina
          alternativa


          fai-da-te, scie chimiche, signoraggio e
          così


          via...



          La fai troppo facile.

          E' necessario conservare anche quelli per

          consentire a chi studiera' questo secolo
          nelle

          epoche future di quanto fosse ancora diffusa

          l'ignoranza e l'idiozia nonostante la
          scienza
          e

          il progresso fossero a disposizione di

          tutti.

          Guarda panda, ho a che fare con un bel pò di
          gente ottusa quotidianamente, che non capisce un
          tubo anche se cerchi di spiegare le cose 10000
          volte! Sono arrivato al punto di ritenere che per
          un buon 60-70% non c'è speranza! E forse mi sono
          tenuto pure
          basso...In tal caso offriti di fargli i tarocchi, 50 euro a seduta, contenti loro, contento tu.
          • sbertuccia scrive:
            Re: Diritto all'oblio
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Mela avvelenata

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: sbertuccia



            Sarebbe ora di obliare tutti quei
            siti

            che



            parlano di omeopatia, medicina

            alternativa



            fai-da-te, scie chimiche,
            signoraggio
            e

            così



            via...





            La fai troppo facile.


            E' necessario conservare anche quelli
            per


            consentire a chi studiera' questo secolo

            nelle


            epoche future di quanto fosse ancora
            diffusa


            l'ignoranza e l'idiozia nonostante la

            scienza

            e


            il progresso fossero a disposizione di


            tutti.



            Guarda panda, ho a che fare con un bel pò di

            gente ottusa quotidianamente, che non
            capisce
            un

            tubo anche se cerchi di spiegare le cose
            10000

            volte! Sono arrivato al punto di ritenere
            che
            per

            un buon 60-70% non c'è speranza! E forse mi
            sono

            tenuto pure

            basso...

            In tal caso offriti di fargli i tarocchi, 50 euro
            a seduta, contenti loro, contento
            tu.Sembra quasi circonvenzione di incapace...
  • panda rossa scrive:
    I dati non hanno scadenza!
    Non esiste alcuna buona ragione per ritenere che un dato sia scaduto e vada eliminato!Con tutta la fatica che stiamo facendo per instaurare nelle zucche mononeurone dell'utonto medio la fondamentale importanza del backup, arrivano questi a parlare di dati scaduti!Oggi la memoria di massa ha un costo irrisorio.Non c'e' alcun bisogno di cancellare i dati vecchi.Io nel mio ultimo disco da 2 tera ho una directory che contiene l'intero disco precedente, che contiene una directory con l'intero disco precedente, che contiene una directory con l'intero disco precedente, e cosi' via fino a dati di piu' di 15 anni fa.Sono dati vecchi, ridondati, perfettamente inutili, ne sono consapevole.Ma li tengo!Perche' dovrei privarmene?Per recuperare pochi mega sul disco?Perche' dobbiamo buttare via le vite digitali delle persone?Diritto all'oblio significa non mettere le cose in evidenza, e non impedire a chi e' interessato di fare ricerche.
    • chiara frizzo scrive:
      Re: I dati non hanno scadenza!
      sei interessante...non ti butto via come dato vecchio, hai raggiunto l'etichetta senza scadenza...
    • Commodore94 scrive:
      Re: I dati non hanno scadenza!
      Pensa che io ho ancora salvato il file Works (per DOS ovviamente) contenente le mie prime parole scritte su un computer. Mia madre li salvò in un Floppy da 720K che ritrovai anni dopo... che ricordo... :)
      • panda rossa scrive:
        Re: I dati non hanno scadenza!
        - Scritto da: Commodore94
        Pensa che io ho ancora salvato il file Works (per
        DOS ovviamente) contenente le mie prime parole
        scritte su un computer. Mia madre li salvò in un
        Floppy da 720K che ritrovai anni dopo... che
        ricordo...
        :)Io purtroppo dei miei lavori informatici piu' antichi conservo solo un tabulato di un sorgente stampato.Molte cose sono andate perdute. :(
        • krane scrive:
          Re: I dati non hanno scadenza!
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Commodore94

          Pensa che io ho ancora salvato il file

          Works (per DOS ovviamente) contenente le

          mie prime parole scritte su un computer.

          Mia madre li salvò in un Floppy da 720K

          che ritrovai anni dopo... che ricordo...

          :)
          Io purtroppo dei miei lavori informatici
          piu' antichi conservo solo un tabulato di
          un sorgente stampato.
          Molte cose sono andate perdute. :(Il backup e' bello, il backup e' buono, il backup fa dormire bene la notte.Ed ogni buon sistemista lo sa perche' si e' brasato dei dati da giovane :@ :@ :@
          • panda rossa scrive:
            Re: I dati non hanno scadenza!
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Commodore94


            Pensa che io ho ancora salvato il file


            Works (per DOS ovviamente) contenente
            le



            mie prime parole scritte su un computer.


            Mia madre li salvò in un Floppy da 720K


            che ritrovai anni dopo... che ricordo...


            :)


            Io purtroppo dei miei lavori informatici

            piu' antichi conservo solo un tabulato di

            un sorgente stampato.

            Molte cose sono andate perdute. :(

            Il backup e' bello, il backup e' buono, il backup
            fa dormire bene la
            notte.
            Ed ogni buon sistemista lo sa perche' si e'
            brasato dei dati da giovane :@ :@
            :@Non me li sono brasati.Semplicemente passando da un computer ad un altro non erano portabili fisicamente.Gli emulatori non c'erano ancora...
          • krane scrive:
            Re: I dati non hanno scadenza!
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Commodore94



            Pensa che io ho ancora salvato il
            file




            Works (per DOS ovviamente)
            contenente

            le





            mie prime parole scritte su un
            computer.



            Mia madre li salvò in un Floppy da
            720K



            che ritrovai anni dopo... che
            ricordo...



            :)




            Io purtroppo dei miei lavori informatici


            piu' antichi conservo solo un tabulato
            di



            un sorgente stampato.


            Molte cose sono andate perdute. :(



            Il backup e' bello, il backup e' buono, il
            backup

            fa dormire bene la

            notte.

            Ed ogni buon sistemista lo sa perche' si e'

            brasato dei dati da giovane :@ :@

            :@

            Non me li sono brasati.
            Semplicemente passando da un computer ad un altro
            non erano portabili
            fisicamente.
            Gli emulatori non c'erano ancora...E' un modo per dire brasati no ?Io ho ancora roba su floppy amiga.
          • bubba scrive:
            Re: I dati non hanno scadenza!
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: krane


            - Scritto da: panda rossa



            - Scritto da: Commodore94




            Pensa che io ho ancora
            salvato
            il

            file(...)
            E' un modo per dire brasati no ?
            Io ho ancora roba su floppy amiga.eh.. backuppali, no? ci sono almeno 4 modi per farlo..
          • krane scrive:
            Re: I dati non hanno scadenza!
            - Scritto da: bubba
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: krane



            - Scritto da: panda rossa




            - Scritto da: Commodore94





            Pensa che io ho ancora

            salvato

            il


            file
            (...)


            E' un modo per dire brasati no ?

            Io ho ancora roba su floppy amiga.
            eh.. backuppali, no? ci sono almeno 4 modi per
            farlo..E gia, ma poi leggerli ? Tanti sono scritti con il word che usavo per amica (non mi ricordo il nome).
          • prova123 scrive:
            Re: I dati non hanno scadenza!
            Ovviamente il backup su disco locale ... quello sulla nuvola può essere utile solo per i pornazzi :D
        • portavoce fan red panda scrive:
          Re: I dati non hanno scadenza!
          - Scritto da: panda rossa
          Io purtroppo dei miei lavori informatici piu'
          antichi conservo solo un tabulato di un sorgente
          stampato.
          Molte cose sono andate perdute. :(ce ne faremo una ragione
    • Leguleio scrive:
      Re: I dati non hanno scadenza!
      - Scritto da: panda rossa
      Non esiste alcuna buona ragione per ritenere che
      un dato sia scaduto e vada
      eliminato!Ehm... non credo che tutti siano d'accordo. Vedi oltre.
      Oggi la memoria di massa ha un costo irrisorio.
      Non c'e' alcun bisogno di cancellare i dati
      vecchi.Ma infatti mica si parlava di cancellare dati o notizie in base all'anzianità. Si potrà continuare a sapere chi ha presentato il festival di Sanremo assieme a Pippo Baudo nel 1985, chi ha rubato la Gioconda dal Louvre, chi era quell'uomo diventato famoso perché era ancora in vita un quarto d'ora prima della morte. (Senza stare a disturbare Google, erano, nell'ordine: Patty Brard, Vincenzo Peruggia, Jacques II de Chabannes, detto Jacques de La Palice).
      Sono dati vecchi, ridondati, perfettamente
      inutili, ne sono
      consapevole.
      Ma li tengo!
      Perche' dovrei privarmene?
      Per recuperare pochi mega sul disco?Nessuno si sognerebbe mai di imporre la cancellazione di ricordi personali a chicchessia, come nessuno imporrebbe mai a una donna di disfarsi dei vestiti e degli oggetti del defunto marito, o figlio.
      Perche' dobbiamo buttare via le vite digitali
      delle
      persone?
      Diritto all'oblio significa non mettere le cose
      in evidenza, e non impedire a chi e' interessato
      di fare
      ricerche.Ti faccio un esempio pratico, ma le possibili variazioni sono migliaia: anni Ottanta, un giovane minorenne viene arrestato in flagrante per un reato di poco conto (scegli tu: furto di motorino, possesso di droga in quantità superiore a quella modica, atti osceni in luogo pubblico...). Vive in provincia, e il suo nome e cognome finiscono sul giornale locale il giorno dopo. Viene processato, condannato, e come accade quasi sempre del fatto nessuno si ricorda più, a parte lui stesso e i familiari più stretti.Dopo alcuni anni, il giovane richiede la cosiddetta riabilitazione penale: ogni addebito sul casellario giudiziale (la fedina penale, in lingua comune) viene cancellato. E la ottiene. Se effettuano la scansione integrale del quotidiano locale per metterla online, come in Italia hanno già fatto <I
      La Stampa </I
      e <I
      L'unità </I
      , la sua storia salta fuori di nuovo, trent'anni dopo, che lui lo voglia o no. :| È perciò suo diritto, se lo desidera, che quel particolare articolo sparisca dalla memoria digitale accessibile online. Nota che qui non si sta manipolando né cancellando la storia come in <I
      1984 </I
      di George Orwell: sapendo il giorno esatto, chiunque potrà andare ancora in biblioteca e rileggere l'articolo di 30 anni prima; e gli addetti che hanno effettuato la digitalizzazione possono ancora conservare il file completo di quell'articolo. Il grande pubblico no.
      • panda rossa scrive:
        Re: I dati non hanno scadenza!
        - Scritto da: Leguleio
        Ti faccio un esempio pratico, ma le possibili
        variazioni sono migliaia: anni Ottanta, un
        giovane minorenne viene arrestato in flagrante
        per un reato di poco conto (scegli tu: furto di
        motorino, possesso di droga in quantità superiore
        a quella modica, atti osceni in luogo
        pubblico...). Vive in provincia, e il suo nome e
        cognome finiscono sul giornale locale il giorno
        dopo. Viene processato, condannato, e come accade
        quasi sempre del fatto nessuno si ricorda più, a
        parte lui stesso e i familiari più
        stretti.
        Dopo alcuni anni, il giovane richiede la
        cosiddetta riabilitazione penale: ogni addebito
        sul casellario giudiziale (la fedina penale, in
        lingua comune) viene cancellato. E la ottiene.

        Se effettuano la scansione integrale del
        quotidiano locale per metterla online, come in
        Italia hanno già fatto <I
        La Stampa
        </I
        e <I
        L'unità </I
        , la
        sua storia salta fuori di nuovo, trent'anni dopo,
        che lui lo voglia o no.No. Viene fuori solo se qualcuno la cerca.Se questo ipotetico tizio un giorno dovesse diventare famoso, vincere un Nobel e qualcuno decidesse di scrivere la sua biografia, perche' nascondere quell'incidente di gioventu'?Vuoi l'elenco di tutti i personaggi famosi dei quali ci sono foto segnaletiche perche' sono stati fermati dalla polizia quando erano giovani?Questo tizio diventera' famoso. Finira' sui libri di storia. E gli storici dovranno avere acXXXXX alle fonti. A tutte le fonti.Non si deve cancellare nulla.
        :| È perciò suo
        diritto, se lo desidera, che quel particolare
        articolo sparisca dalla memoria digitale
        accessibile online.E' un mio diritto che quell'articolo resti.E' un diritto di tutti che quell'articolo resti.Non si puo' e non si deve far passare il principio che per un meschino interesse di un singolo ci rimetta la collettivita' presente e futura.
        Nota che qui non si sta manipolando né
        cancellando la storia come in <I
        1984
        </I
        di George Orwell: sapendo il giorno
        esatto, chiunque potrà andare ancora in
        biblioteca e rileggere l'articolo di 30 anni
        prima; e gli addetti che hanno effettuato la
        digitalizzazione possono ancora conservare il
        file completo di quell'articolo. Il grande
        pubblico no.Ma perche' rinunciare alla tecnologia?Perche' trascinare l'aratro a spalla se disponiamo dei trattori?Solo perche' la bibbia dice che tu uomo dovrai guadagnarti il pane col sudore della fronte?Ma vattene a vivere con quelle comunita' americane che stanno ancora nel medioevo allora, ma non impedire a me di vivere nella mia epoca.
        • Leguleio scrive:
          Re: I dati non hanno scadenza!
          - Scritto da: panda rossa
          Viene processato, condannato, e come
          accade

          quasi sempre del fatto nessuno si ricorda
          più,
          a

          parte lui stesso e i familiari più

          stretti.

          Dopo alcuni anni, il giovane richiede la

          cosiddetta riabilitazione penale: ogni
          addebito

          sul casellario giudiziale (la fedina penale,
          in

          lingua comune) viene cancellato. E la
          ottiene.



          Se effettuano la scansione integrale del

          quotidiano locale per metterla online, come
          in

          Italia hanno già fatto <I
          La Stampa

          </I
          e <I
          L'unità </I

          ,
          la

          sua storia salta fuori di nuovo, trent'anni
          dopo,

          che lui lo voglia o no.

          No. Viene fuori solo se qualcuno la cerca.Siamo d'accordo. Qualcuno cerca il suo nome e cognome, eventualmente il comune di residenza, mica altro. Ti dirò, se fosse negli Usa o in altri Paesi più flessibili, potrebbe cambiare nome, e sarebbe tutto più semplice. Ma in Italia è quasi impossibile.
          Se questo ipotetico tizio un giorno dovesse
          diventare famoso, vincere un Nobel e qualcuno
          decidesse di scrivere la sua biografia, perche'
          nascondere quell'incidente di
          gioventu'?Se diventasse famoso, sono sicuro che quell'episodio sarebbe lui stesso a tirarlo fuori. Nel mondo dell'immagine tutto fa pubblicità. :-)Io pensavo a casi molto più terra-terra: la ricerca di un lavoro in un ambito preciso, nel quale il passato di una persona, le referenze, hanno un certo peso. È chiaro che una ricerca che rivela con quell'episodio, anche se risale a 30 anni fa, non lo metterebbe nella rosa dei primi cinque candidati all'incarico. :-(
          Vuoi l'elenco di tutti i personaggi famosi dei
          quali ci sono foto segnaletiche perche' sono
          stati fermati dalla polizia quando erano
          giovani?No no, un po' li so già. Avevo visto quella di Bill Gates giovane, fermato (mi pare) per ecXXXXX di velocità. I personaggi pubblici, per qualsiasi ragione, hanno da loro il paravento della celebrità, la corazza degli ammiratori. Raramente si curano di episodi così remoti, per quanto negativi siano. Parlo solo della gente comune.
          Questo tizio diventera' famoso. Finira' sui libri
          di storia. E gli storici dovranno avere acXXXXX
          alle fonti. A tutte le
          fonti.
          Non si deve cancellare nulla.Be', la legge è in discussione in questo periodo. Spero che sia regolamentato, oltre al diritto all'oblio, anche il diritto all'acXXXXX a informazioni cancellate in vita, ma che da morto non possono più nuocere a nessuno. Perché sì, in certo casi il rischio è davvero di fare come con <I
          1984 </I
          di Orwell, se certi dati vengono cancellati permanentemente e da ogni possibile server.

          :| È perciò suo

          diritto, se lo desidera, che quel particolare

          articolo sparisca dalla memoria digitale

          accessibile online.

          E' un mio diritto che quell'articolo resti.
          E' un diritto di tutti che quell'articolo resti.
          Non si puo' e non si deve far passare il
          principio che per un meschino interesse di un
          singolo ci rimetta la collettivita' presente e
          futura.Boh, vedremo se al parlamento europeo prevarrà il principio del meschino interesse, oppure il diritto alla memoria illimitata. Avrai già capito per quale impostazione io faccia il tifo. :-)
      • io123456 scrive:
        Re: I dati non hanno scadenza!
        Non ho capito bene: il tizio ha rubato il motorino ? si ? e allora perchè bisogna ARTIFICIALMENTE dimenticare il fatto ? perchè è passato tanto tempo ? e allora ?
        • krane scrive:
          Re: I dati non hanno scadenza!
          - Scritto da: io123456
          Non ho capito bene: il tizio ha rubato il
          motorino ? si ? e allora perchè bisogna
          ARTIFICIALMENTE dimenticare il fatto ? perchè è
          passato tanto tempo ? e allora ?Perche' se continui a pensarci diventi cosi:[yt]eXQrN6VKN54[/yt]
        • Leguleio scrive:
          Re: I dati non hanno scadenza!
          - Scritto da: io123456
          Non ho capito bene: il tizio ha rubato il
          motorino ? si ? e allora perchè bisogna
          ARTIFICIALMENTE dimenticare il fatto ? perchè è
          passato tanto tempo ? e allora
          ?Sí, sostanzialmente è per quello che dici tu. La persona che ha rubato il motorino da minorenne non è più la persona che ha rigato dritto per venti o trent'anni, da allora, e che vorrebbe che quella storia fosse ricordata solo da lui (e dal derubato :-)). Più o meno come un adolescente non ha piacere che la madre ricordi davanti a tutti che lui, quando aveva cinque anni, ha mangiato il sapone di Marsiglia e hanno dovuto fargli la lavanda gastrica, oppure si è fatto la pipì addosso mentre erano alla messa di Natale, e altri ricordi di pari imbarazzo che non hanno alcun interesse oggi.E va da sé, l'esempio del giovane ladro è uno dei moltissimi. Ci sono anche persone che vengono coinvolte in fatti di cronaca loro malgrado, in qualità di vittime, e non è detto che vogliano essere associate a quell'episodio per tutta la vita.
          • thebecker scrive:
            Re: I dati non hanno scadenza!
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: io123456

            Non ho capito bene: il tizio ha rubato il

            motorino ? si ? e allora perchè bisogna

            ARTIFICIALMENTE dimenticare il fatto ?
            perchè
            è

            passato tanto tempo ? e allora

            ?

            Sí, sostanzialmente è per quello che dici
            tu. La persona che ha rubato il motorino da
            minorenne non è più la persona che ha rigato
            dritto per venti o trent'anni, da allora, e che
            vorrebbe che quella storia fosse ricordata solo
            da lui (e dal derubato :-)). Più o meno come un
            adolescente non ha piacere che la madre ricordi
            davanti a tutti che lui, quando aveva cinque
            anni, ha mangiato il sapone di Marsiglia e hanno
            dovuto fargli la lavanda gastrica, oppure si è
            fatto la pipì addosso mentre erano alla messa di
            Natale, e altri ricordi di pari imbarazzo che non
            hanno alcun interesse
            oggi.
            E va da sé, l'esempio del giovane ladro è uno dei
            moltissimi. Ci sono anche persone che vengono
            coinvolte in fatti di cronaca loro malgrado, in
            qualità di vittime, e non è detto che vogliano
            essere associate a quell'episodio per tutta la
            vita.Per i personaggi puubblici, ad esempio governanti non ci dovrebbe essere dibattito su questa questione. Se hanno scelto volontariemente di essere personaggi pubblcii/famosi e normale che non ci sia diritto all'oblio! Anche perchè la tua immagine pubblica in molti casi e fonte di guadagni (vedi pubblcità).Ti faccio un esempio. Non si possono permettere di cancellare informazioni riguardanti le malefatte di Lusi, Fiorito e in generale i politici e come volere cacellare le vicende di Hitler (non sono della stessa gravità, ma una persona che sceglie volontariamente di diventare famoso non ha certo diritto all'oblio, soprattutto se è stato rappresentante del popolo). Le future generazioni devono sapere cosa hanno porato le malefatte dei politici allo loro nazione per evitare una nuova generazione di popolo caprone che segue ciecamente i suoi rappresentanti...
          • Leguleio scrive:
            Re: I dati non hanno scadenza!
            - Scritto da: thebecker

            E va da sé, l'esempio del giovane ladro è
            uno
            dei

            moltissimi. Ci sono anche persone che vengono

            coinvolte in fatti di cronaca loro malgrado,
            in

            qualità di vittime, e non è detto che
            vogliano

            essere associate a quell'episodio per tutta
            la

            vita.

            Per i personaggi puubblici, ad esempio governanti
            non ci dovrebbe essere dibattito su questa
            questione. Se hanno scelto volontariemente di
            essere personaggi pubblcii/famosi e normale che
            non ci sia diritto all'oblio! Anche perchè la tua
            immagine pubblica in molti casi e fonte di
            guadagni (vedi
            pubblcità).Sì, ne ho già parlato sopra. Gli ultimi a preoccuparsi del loro passato sono proprio i personaggi pubblici, quindi credo che la questione non si porrà nemmeno. Ma se la trovo, darò un'occhiata alla bozza di legge.

            Ti faccio un esempio. Non si possono permettere
            di cancellare informazioni riguardanti le
            malefatte di Lusi, Fiorito e in generale i
            politici e come volere cacellare le vicende di
            Hitler (non sono della stessa gravità, ma una
            persona che sceglie volontariamente di diventare
            famoso non ha certo diritto all'oblio,
            soprattutto se è stato rappresentante del
            popolo). Le future generazioni devono sapere cosa
            hanno porato le malefatte dei politici allo loro
            nazione per evitare una nuova generazione di
            popolo caprone che segue ciecamente i suoi
            rappresentanti...Sono d'accordissimo che debbano sapere, ma guarda che tu sogni: quando mai il resoconto delle malefatte e degli errori del passato è servito di lezione agli italiani?
    • ... scrive:
      Re: I dati non hanno scadenza!
      - Scritto da: panda rossa
      Non esiste alcuna buona ragione per ritenere che
      un dato sia scaduto e vada
      eliminato!

      Con tutta la fatica che stiamo facendo per
      instaurare nelle zucche mononeurone dell'utonto
      medio la fondamentale importanza del backup,
      arrivano questi a parlare di dati
      scaduti!

      Oggi la memoria di massa ha un costo irrisorio.
      Non c'e' alcun bisogno di cancellare i dati
      vecchi.

      Io nel mio ultimo disco da 2 tera ho una
      directory che contiene l'intero disco precedente,
      che contiene una directory con l'intero disco
      precedente, che contiene una directory con
      l'intero disco precedente, e cosi' via fino a
      dati di piu' di 15 anni
      fa.

      Sono dati vecchi, ridondati, perfettamente
      inutili, ne sono consapevole.
      Ma li tengo!
      Perche' dovrei privarmene?perche tenere 29 copie dello stesso IDENTICO dato in 29 sottodirectory diverse dello STESSO disco e' semplicemente STUPIDO
      Per recuperare pochi mega sul disco?io ho recuperato mezzo tera, che schifo non mi fa.ma a parte il recupero dello spazio e' una questione di ordine e pulizia. basta un solo elemento per disco. Poi magari faccio due backup che tengo in due posti separati e diversi, ma avere lo stesso dato piu' di una volta sullo stesso disco e' stupido e d inutile.

      Perche' dobbiamo buttare via le vite digitali
      delle persone?
      Diritto all'oblio significa non mettere le cose
      in evidenza, e non impedire a chi e' interessato
      di fare ricerche.
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