Centinaia di Subaru Ascent distrutte per un bug

A causare il richiamo un problema riscontrato nel codice che gestisce i robot all'opera nell'impianto di produzione delle Subaru Ascent.

Succede che nell’era dell’Industria 4.0, della Digital Transformation e della Smart Mobolity un’integrazione sempre più profonda della tecnologia nel mondo delle quattro ruote si traduca talvolta in una vulnerabilità anziché in un’ottimizzazione o in un valore aggiunto. Ne abbiamo parlato di recente segnalando un problema relativo al sistema che gestisce la sicurezza delle Tesla e torniamo a farlo oggi per via di una vicenda che interessa alcune centinaia di Subaru Ascent.

Il problema

Il produttore nipponico ha ordinato il ritiro dal mercato di 293 unità del SUV nella sua ultima versione, 9 delle quali già acquistate e consegnate ai clienti. Come si legge in un documento depositato presso la National Highway Traffic Safety Administration statunitense, il problema è legato a una saldatura effettuata in modo non idoneo dai robot impiegati nell’impianto di produzione, causata da un errore nel codice del software che gestisce il processo. La parte del veicolo interessata è quella della struttura alla quale si agganciano le cerniere delle portiere laterali.

Un punto debole che potrebbe causare infortuni al conducente e ai passeggeri nel caso di incidenti. Va precisato che ad oggi non sono stati registrati sinistri. L’intoppo nella fabbrica si è verificato tra il 13 e il 21 luglio ed è stato ufficializzato solo ora, al termine di un’indagine interna condotta dopo aver riscontrato il difetto su una delle vetture uscite dalla linea di produzione.

La soluzione

Subaru ha deciso di ritirare dal mercato tutte le 293 Ascent interessate, dichiarando che verranno distrutte poiché il problema non può essere risolto con un intervento di riparazione. Ai 9 acquirenti che già si erano messi alla guida del SUV ne verrà consegnata una nuova unità, del tutto esente dal difetto.

Subaru Ascent

Più tecnologia, più problemi?

La vicenda richiama alla mente quella che il mese scorso ha visto protagonista General Motors: l’azienda statunitense ha richiamato 1,2 milioni di veicoli a causa di un bug in grado di provocare un malfunzionamento nel sistema Electronic Power Steering (il servosterzo elettrico). In questo caso, però, è stato sufficiente un aggiornamento del software di bordo per chiudere la falla.

Anche i possessori di una Tesla hanno in più d’un occasione lamentato la necessità di ricorrere ad update over-the-air periodici (proprio come quelli di uno smartphone) per far fronte ai crash e ai malfunzionamenti che di tanto in tanto si verificano nella dashboard.

Stando al report Warranty and Recall compilato da Stout, nel solo 2017 gli automaker hanno richiamato quasi otto milioni di veicoli a livello globale, per problematiche connesse al software o ai circuiti integrati nelle vetture. È l’altra faccia della medaglia di un’evoluzione del settore automotive sempre più legata a doppio filo all’avvento di nuove tecnologie destinate all’abitacolo oppure, come nel caso delle Subaru Ascent, al processo produttivo.

Fonte: NHTSA

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