Certificati online, tra ritardi e comunicati

Imperversa la polemica alla vigilia della fine della fase di collaudo della certificazione medica a mezzo telematico. Le strutture non sarebbero pronte, botta e risposta tra ministro e sindacati

Roma – “È necessario prorogare l’obbligo di invio dei certificati medici online, non ci sono gli strumenti idonei che consentano di rispettare i termini previsti dalla normativa”. Così Riccardo Cassi, presidente di Coordinamento Italiano dei Medici Ospedalieri – Associazione Sindacale dei Medici Dirigenti (CIMO-ASMD), che ha recentemente inviato una lettera aperta al ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta.

Molte aziende sanitarie non disporrebbero dei mezzi necessari per procedere all’invio dei certificati di malattia a mezzo telematico. Un problema, data la vicina scadenza del periodo di sperimentazione del servizio. Questo dunque il parere di Cassi, che ha chiesto sia a Brunetta che al ministro della Salute Ferruccio Fazio di prolungare la fase di prova .

All’inizio dello scorso agosto lo stesso ministro Brunetta aveva annunciato per la metà di settembre la fine della fase di collaudo del sistema di certificazione online. “Chi non avrà ottemperato alla legge subirà le sanzioni previste”, aveva avvertito Brunetta. Ma certi annunci del ministro non sono piaciuti a Massimo Cozza e Nicola Preiti, rispettivamente segretario nazionale FPCGIL Medici e coordinatore nazionale FPCGIL Medici Medicina Generale.

“Si annuncia in modo trionfalistico che il 70 per cento dei medici di famiglia e il 25 per cento degli ospedalieri sia in possesso del codice di accesso per inviare i certificati di malattia online – si può leggere in un comunicato ufficiale dei due – Peccato che il sistema di trasmissione telematica all’INPS, già dato per operativo dal 15 dicembre 2009 e poi più volte rinviato, sia ben lontano da un’adeguata attuazione. Dopo il diluvio delle parole il diluvio dei numeri, ma dietro rimane il flop di Brunetta”.

Pronta la risposta del ministro Brunetta , attraverso le parole di un suo portavoce: “A forza di sostenere che i dati sulla riduzione dell’assenteismo nel pubblico impiego fossero un bluff, il povero Carlo Podda ci ha rimesso in pochi mesi sia la faccia sia la carica di segretario generale della Cgil Funzione Pubblica”.

“Adesso – ha continuato il portavoce del ministro – reagendo stizziti ai dati sulla diffusione in tutta Italia della procedura di trasmissione telematica all’INPS dei certificati di malattia, i suoi colleghi della FPCGIL Medici Massimo Cozza e Nicola Preiti si arrischiano a parlare di un flop del ministro Brunetta. Siamo preoccupati, non vorremmo che a breve facessero la sua stessa fine”.

Mauro Vecchio

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