Chat Control: Google continuerà la scansione volontaria

Chat Control: Google continuerà la scansione volontaria

Google, Meta, Microsoft e Snap continueranno ad effettuare la scansione volontaria delle conversazioni private in violazione della direttiva ePrivacy.
Chat Control: Google continuerà la scansione volontaria
Google, Meta, Microsoft e Snap continueranno ad effettuare la scansione volontaria delle conversazioni private in violazione della direttiva ePrivacy.

Da ieri non è più in vigore la deroga alla direttiva ePrivacy che consentiva la scansione volontaria delle comunicazioni private per rilevare e segnalare materiale pedopornografico. Parlamento e Consiglio europeo non hanno trovato un accordo sul cosiddetto Chat Control. Google e altre Big Tech hanno deciso di non rispettare la direttiva per garantire la protezione dei minori.

Google, Meta, Microsoft e Snap continueranno la scansione

Come spiega Patrick Breyer del Partito Pirata (ex membro del Parlamento europeo), la mancata proroga della deroga alla direttiva ePrivacy significa che i provider statunitensi non potranno più effettuare la scansione dei messaggi privati non cifrati senza avere un sospetto o un mandato del giudice.

I messaggi privati possono essere ancora segnalati dagli utenti e intercettati con sistemi legali autorizzati. La scansione rimane invece per i post dei social media e i file caricati su cloud storage. La recente Operation Alice di Europol dimostra che la diffusione di contenuti pedopornografici può essere bloccata senza la scansione di massa delle conversazioni private.

Nonostante ciò, Catherine De Bolle (Direttore esecutivo di Europol) ha dichiarato che questo vuoto legislativo causerà una riduzione delle segnalazioni e ostacolerà le indagini per trovare i pedofili e proteggere i minori.

Lo stesso rischio è stato evidenziato da 247 organizzazioni (PDF). Google, LinkedIn, Meta, Microsoft, Snap e TikTok avevano chiesto di prorogare la scadenza della deroga, ma ciò non è avvenuto.

Google, Meta, Microsoft e Snap hanno comunicato ieri sera che, in attesa di una nuova soluzione definitiva (sono in corso discussioni sulla versione modificata del Chat Control 2.0), continueranno la scansione volontaria delle conversazioni private. Il mancato accordo tra Parlamento e Consiglio è stato considerato irresponsabile.

Un portavoce della Commissione europea ha ribadito che, senza una valida base legale, i provider non possono più cercare materiale pedopornografico nelle comunicazioni private. L’eventuale scansione avverrebbe quindi in violazione della direttiva ePrivacy.

Fonte: Google
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Pubblicato il
5 apr 2026
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