I chatbot sono sempre più popolari. È un’evidenza sotto gli occhi di tutti, non servono statistiche. I numeri condivisi da Apptopia ci aiutano però a capire quanto cresce il mercato (perché di questo si tratta) e quali sono le dinamiche di potere tra i suoi protagonisti. Il primo dato da evidenziare è relativo all’aumento del 152% per quanto riguarda le dimensioni del settore, rispetto a un anno fa.
I nuovi equilibri nel mercato dei chatbot AI
I dati sono aggiornati a fine gennaio e relativi agli utenti attivi ogni giorno negli Stati Uniti, ma è facile immaginare che un trend simile interessi anche gli altri territori. L’altro cambiamento importante riguarda la leadership: ChatGPT continua a dominare con il 45,3% della quota totale, ma la sua percentuale è in netta diminuzione (-23,8%) rispetto a dodici mesi fa. Il suo concorrente più diretto, Gemini, si è invece portato al 25,2% con un +10,5% su base annuale. Il terzo gradino del podio è di Grok con il 15,2%. Seguono poi Copilot, Perplexity, Claude e DeepSeek.

Un secondo aspetto molto interessante che emerge dal report è quello relativo all’adozione dell’AI. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, non tutti la utilizzano. Anzi, la maggior parte delle persone non l’ha mai fatto. Il grafico qui sotto parla chiaro: in verde la quota dei dispositivi sui quali non sono mai stati eseguiti ChatGPT, Gemini o altri chatbot.

Questo fa capire anche quanto sia enorme il margine di crescita per i protagonisti del settore. Ecco dunque spiegati tutti quegli investimenti che OpenAI, Google, xAI, Microsoft e gli altri stanno mettendo a disposizione dei rispettivi progetti. C’è ancora un’ampia fetta del mercato da aggredire.
Un ultimo dato: il 20% circa di chi utilizza i chatbot lo fa affidandosi a due intelligenze artificiali contemporaneamente, la percentuale è in aumento (+8% in un anno). Significa che diversi servizi sono ritenuti adatti per compiti specifici.