È solo un’ipotesi non confermata, ma presto ChatGPT potrebbe arricchirsi di una nuova funzionalità in qualche modo dedicata alla musica. Forse un’alternativa a servizi come Suno e Udio, che già da tempo permettono di creare brani con l’intelligenza artificiale semplicemente digitando un prompt. L’unica certezza, al momento, è che OpenAI ha messo in cantiere un progetto chiamato Sonata.
La Sonata di ChatGPT come Suno e Udio?
Lo ha scoperto e segnalato un addetto ai lavori su X, notando l’esistenza dei sottodomini sonata.openai.com e sonata.api.openai.com. Al momento non risultano attivi e il gruppo guidato da Sam Altman non ha commentato l’indiscrezione. Il primo dei due potrebbe presto ospitare l’interfaccia di un servizio inedito.
Una sonata, secondo la definizione fornita da Treccani, è una composizione strumentale, variamente modificatasi nel corso dei secoli, articolata in uno o più movimenti a carattere contrastante
. Potrebbe ad ogni modo trattarsi di un nome in codice scelto per identificare qualsiasi altro progetto, di diversa natura.
ChatGPT sa cantare ormai da tempo, ma a OpenAI ancora manca una vera e propria alternativa a Suno e Udio. La possibilità di creare canzoni con l’AI ha suscitato parecchio interesse ed è stata molto utilizzata nell’ultimo periodo. Non a caso, le piattaforme di streaming si sono viste costrette a prendere una posizione, decidendo se accettare i brani artificiali e con quali modalità oppure se escluderli categoricamente, come fatto da Bandcamp.
Un servizio di questo tipo potrebbe inoltre fermare o rallentare l’esodo degli utenti che sta alimentando la crescita della concorrenza (Gemini in primis) e convincere qualcuno a mettere mano al portafoglio per sottoscrivere un abbonamento, se reso disponibile solo con sottoscrizione premium. La monetizzazione è il nuovo mantra di Sam Altman, come dimostra l’arrivo delle pubblicità nelle conversazioni con il chatbot, appena reso ufficiale dopo un lungo periodo di indiscrezioni.