Chi ha il Mars Factor?

La colonizzazione del Pianeta Rosso inizia in stile reality: la selezione dei membri della prima colonia ha scremato cento potenziali pionieri fra i centomila candidati

Roma – Il progetto Mars One deve scegliere 24 persone da mandare – secondo le intenzioni – su Marte: al momento il processo di selezione è arrivato a scegliere i primi cento candidati. Ed il tutto sembra ora assumere i contorni spettacolarizzati del reality show.

Mars One è l’ ambizioso piano che vuole stabilire una colonia umana su Marte a partire dal 2024 : per arrivare sul Pianeta Rosso, uno degli obiettivi anche della NASA, il progetto di colonizzazione punta sulla gestione delle coltivazioni in serra, lo sfruttamento delle tecnologie già sviluppate e – appunto – il reclutamento dei primi avventurieri.

“Chi ha ciò che ci vuole per colonizzare Marte?”, si chiede così il vero e proprio trailer della missione spaziale. Per scoprirlo sarà ancora necessario aspettare: per il momento la selezione è arrivata a 100 individui, il gruppo Mars 100 . Da questo gruppo ne verranno selezionati solo 24, i migliori dei quasi 100mila volontari che avevano fatto domanda per partecipare alla missione marziana potenzialmente senza ritorno.

Tra i cento vi sono persone da tutto il mondo e di diverse estrazioni sociali, adolescenti, trentenni, adulti, studenti, professionisti, scrittori, uomini e donne in equal misura, uno studente di medicina di Trieste ed un polacco- marziano : accomunati solo dall’aver versato circa 38 dollari come quota partecipativa alla selezione.
Ma chi ce la farà ad arrivare effettivamente su Marte?

A stabilirlo sarà la Fondazione Mars One in base ad una serie di colloqui e a dei test di gruppo e sperimentazioni che metteranno alla prova le capacità di adattamento dei candidati. A questa fase seguirà una ulteriore selezione che assumerà le forme di un vero e proprio allenamento.

Quel che è certo è che si tratta di coraggiosi animati da un indiscutibile afflato pionieristico. O di spericolati: un recente studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) ritiene che i piani di Mars One non sono in grado di mantenere una pressione atmosferica sufficiente a garantire l’ossigeno a livelli adatti alla normale respirazione di un essere umano e che questo porterà le prime morti tra i coloni intorno al 68esimo giorno della missione.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti