Chi paga il customer care di 3?

Se lo chiedono in tanti da tempo e ora anche due associazioni del consumo che in una lettera esigono che il Garante delle TLC intervenga. Il servizio 3 - dicono - è fuorilegge


Milano – Adusbef e Federconsumatori si stanno mobilitando per denunciare il fatto che il numero del servizio clienti 3 , il 133, è a pagamento .

Le due associazioni hanno inviato nei giorni scorsi una lettera al Garante per le Comunicazioni per protestare contro questa situazione e soprattutto contro la discriminazione che il gestore telefonico opererebbe nei confronti dei clienti con carta prepagata ; si legge infatti nella nota diramata dalle associazioni che, “H3g (…) eroga il servizio di assistenza clienti a pagamento attraverso il n 133, discriminando i propri utenti in maniera arbitraria ed esigendo tale pagamento solo dai clienti di servizi prepagati o ricaricabili, esentando i più remunerativi abbonati da tale inaccettabile quanto illegittimo balzello”.

Si tratterebbe di una pratica vietata dall’articolo 15 della delibera 9/03/CIR del Garante, secondo cui il customer care di un operatore deve consentire l’accesso ai servizi di assistenza a tutti i clienti, senza che a questi debbano competere degli oneri economici per la fruizione del servizio . H3G avrebbe inoltre violato esplicitamente la sua Carta Servizi che all’articolo 15 parla proprio della “gratuità dell’interfacciamento del cliente con il customer care”.

Adusbef e Federconsumatori chiedono la restituzione da parte di 3 di tutti i soldi incassati con le telefonate degli utenti al call center, in osservanza della legge 249/97 in base alla quale gli enti di telecomunicazioni devono assicurare agli utenti la possibilità di presentare reclami e segnalazioni per iscritto, a mezzo fax, tramite email o per telefono senza costi aggiuntivi. Qualora poi si proceda all’addebito economico verso i clienti per servizi di questo tipo, lo stesso organismo è tenuto a mettere in piedi tutte le procedure per il rimborso automatico di quanto speso dal singolo utente (con addebito in fattura) oppure ad informare gli utenti della possibilità di chiedere il rimborso per il malfunzionamento del servizio. Adusbef e Federconsumatori hanno annunciato che andranno in giudizio nel caso in cui la diffida presso il Garante non abbia successo.

Si noti che i call center a pagamento non sono una novità , nemmeno tra gli operatori di telecomunicazione. Se il servizio clienti 3 prevede un costo fisso di 60 centesimi di euro a telefonata, mentre le comunicazioni via fax o tramite email sono gratuite, non va meglio a chi ha deciso di aderire all’offerta TIN per ADSL Economy; per abbassare il costo della ADSL , l’azienda ha infatti scelto di far pagare ai clienti ben 1,08 euro al minuto, IVA inclusa, esattamente come se si facesse una chiamata all’estero. Costa invece quanto una chiamata urbana telefonare al call center di Tele2 (salvo se ci mette lo zampino Telecom ).

Il problema è che da una parte il call center ha un costo rilevante per l’azienda, che quindi è sempre tentata di cercare un modo per abbatterlo; dall’altra, viene chiamato di solito dagli utenti che vogliono risolvere un problema avuto con il gestore e che quindi mal tollerano di dover pagare per rimediare a un presunto torto subito . Il fatto di avere call center a pagamento o gratuiti potrebbe essere una discriminante per la scelta dell’operatore cui affidarsi; appaiono quindi di maggiore rilevanza i casi in cui non ci siano alternative, come con Sky e Trenitalia .

Se poi invece, come accade nel caso di 3, c’è chi deve pagare e chi no allora il problema è diverso e potrebbe riguardare la politica aziendale di H3G, attenta più alla clientela business che ai privati. L’altra faccia della medaglia è che c’è chi giustifica il call center a pagamento come necessario per garantire qualità, quando invece spesso accade l’esatto contrario proprio nel mondo delle telecomunicazioni.

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  • Slurpolo scrive:
    Condizione, non condimento.
    Si scrive condi c io sine qua non , e non condi t io sine qua non . Condicio significa "condizione", mentre conditio significa "condimento".==================================Modificato dall'autore il 27/04/2005 21.06.28
    • Gatto Selvaggio scrive:
      Re: WOW!!!
      Non pensavo che al mondo un'altra persona ne fosse a conoscenza (e gliene importasse qualcosa).Però ho anche letto che conditio come "condizione" si era già affermato nella tarda latinità. Non essendo così vecchio, non sono in grado di confermarlo né di negarlo.Ho anche letto altre opinioni sul forum dell'Accademia della Crusca, per cui le due forme corrisponderebbero a due significati della parola "condizione".==================================Modificato dall'autore il 29/04/2005 22.10.42
  • Mijato scrive:
    NA / RA - facciamo chiarezza
    Forse i non addetti ai lavori non hanno ben compreso le differenze storiche tra le due sigle e non mi sembra che gli interventi di Panella in questo senso - pur centrati - non chiariscano la situazione.Premetto che sono un ex-membro NA sin dal 2000.Comunque - per i non addetti ai lavori - chiariamo il punto fondamentale.RA - si occupava (e si occupa tuttora) della parte tecnico/amministrativa del nostro top level domain (si chiama così, non prendetevela con me) .it (leggesi punto - it). Manutenzione del database, incasso della "mercede", etc.NA - si occupava della parte legislativa, ossia faceva quelle regole di registrazione che la RA doveva applicare. Quali regole? Ad esempio quali domini non si possono registrare, la documentazione necessaria, recentemente i metodi per risolvere i problemi di squatting o le controversie sulle assegnazioni senza andare dal giudice ordinario. etc. etc.Banalizzo: se prendete l'ordinamento statale italiano fate conto che la RA fossero i magistrati ossia gli applicatori delle leggi e la NA i parlamentari, ossia quelli che le leggi le fanno.Naturalmente la RA aveva modo di segnalare i propri problemi e la NA di legiferare per risolverli.Da che mondo è mondo la separazione dei poteri è il maggior segnale di democrazia: è chiaro che se chi applica le leggi se le fa pure si entra in un circolo vizioso.Indovinate che è successo? E' stato formato un Comitato Regole, un gruppo di persone cooptate da varie parti (o elette in modo bulgaro) per prendere il posto della NA ed è praticamente un organo stesso della RA.10 persone che fanno quello che in NA facevano oltre 400.Eh si, perchè la differenza fondamentale tra NA e RA è sempre stata questa:RA - organo *statale* (perchè parte del CNR), composto da decine di dipendenti con fatturato di svariati miliardi l'anno.NA - associazione senza scopo di lucro aperta a tutti (Panella stesso, se non ricordo male, vi aderì a titolo personale inizialmente) composta da maintainer, tecnici vari, legali (accorsi quando si discuteva di risoluzione di controversie), privati, provider, web agency, membri ISOC, GARR, RA stessa (ma a titolo personale) etc etc.Il nodo fondamentale era la paura che una macchina impressionante com'è diventata la RA (che - ripeto - fattura milioni di euro) dipendesse da un'associazione libera, senza nemmeno bilancio. Forse è giusto, ora però dipende da se stessa. E - per tornare ad un'obiezione errata in un altro post - se domani decide che per registrare un .it ci vogliono 100 euro, per assurdo può farlo.Tirando le somme, un altra sconfitta della democrazia, in Italia. Tutto il resto è retorica pura.
  • Anonimo scrive:
    grazie a dio e' finita
    se la Naming Authority era il risultato del raggruppamento delle migliori menti del web italiano si capisce perche' siamo un paese alla deriva.gia' il fatto di dover mandare un fax per registrare un dominio web la dice lunga... e poi i tempi di attivazione...senza contare il fatto che, come ricordavano altri, si ricade sotto la giustizia italiana...erano anni che consigliavo a tutti i clienti di prendere il .com (ed eventualmente il .it solo come sicurezza contro i rompiscatole)... ora vedro' cosa succedera'... ma dubito di tornare sui miei passi
    • Mijato scrive:
      Re: grazie a dio e' finita

      gia' il fatto di dover mandare un fax per
      registrare un dominio web la dice lunga... e poi
      i tempi di attivazione...Adesso sei nelle mani degli strenui difensori del fax. Cosa credi, il "pezzo di carta" l'ha sempre preteso la RA per pararsi il deretano, nonostante i tentativi ripetuti di una riforma da parte della NA per una registrazione elettronica.
      senza contare il fatto che, come ricordavano
      altri, si ricade sotto la giustizia italiana...Sotto la giustizia italiana ricadi se sei italiano o operi nel territorio.... prova a mettere un sito illegale sotto un .com in un server italiano e poi se ne riparla, eh?
      erano anni che consigliavo a tutti i clienti di
      prendere il .com (ed eventualmente il .it solo
      come sicurezza contro i rompiscatole)... ora
      vedro' cosa succedera'... ma dubito di tornare
      sui miei passiCi sono problemi anche con i .com e soprattutto non ne sono rimasti di nomi decenti, a meno che non ti serva fattoriadatizioecaio.com
      • Anonimo scrive:
        Re: grazie a dio e' finita

        Adesso sei nelle mani degli strenui difensori del
        fax.Nonchè dei proprietari dello stesso :-) E pure i responsabili dei tempi lunghi di registrazione, leggi sempre RA.
  • LuVi scrive:
    La NA è morta?
    Viva la NA!La mia esperienza in NA è stata breve, ho partecipato solo ad un paio di assemblee, ma lo spirito che ha pervaso questa organizzazione, oserei dire, "spontanea", è stato una vera espressione di democrazia ed un bellissimo laboratorio.Grazie.LV
  • Anonimo scrive:
    I miei due cent...
    Ricordo che all'epoca della "rivoluzione" dell'Internet italiana, cioe' quando la NA consegno' di fatto il proprio ruolo alla RA, ci fu un gran parlare di quanto successo.A qualche anno di distanza siamo ancora qui a parlare di decisioni prese in passato, decisioni prese per meri interessi politici ed economici.Perche' non si fa qualcosa per ristabilire la suddivisione dei compiti ? Chi prende le decisioni ?Chi dovrebbe arbitrare non dovrebbe essere messo in grado di vendere cio' che si arbitra, ma si sa che questo nel nostro piiiiccolo paesucolo non e' pratica comune.Gli interessi degli uni e degli altri hanno sempre la priorita' anche quando si viola la legge. Tanto la legge si cambia apposta...Pongo un quesito a cui non mai avuto una risposta:Quanta parte degli indroiti della RA venivano versati alla NA per fare il suo lavoro ? Poniamo in 1000 il totale degli indroiti della RA. Quanti andavano alla NA ?La NA ne aveva abbastanza per fare il suo lavoro senza aggravare il bilancio delo Stato ?Se si allora dobbiamo prendercela con i vari esecutivi della NA che avevano il potere di fare e non l'hanno fatto (per i motivi suddetti)Se no allora dobbiamo prendercela con coloro che gestivano il danaro e che hanno varato le regole precedenti. Ma chi sono ? La NA oppure la RA oppure altri ancora ?Una volta stabilito cio' si puo' cercare di ricreare una nuova NA che abbia mezzi, strumenti e poteri per poter svolgere il suo lavoro che e' quello di rappresentare, come ha giustamente definito Ettore Pannella, le mille sfaccettature della Rete in Italia.Utopia ? In Italia molto probabilmente si....Mauro
    • Anonimo scrive:
      Re: I miei due cent...

      Perche' non si fa qualcosa per ristabilire la
      suddivisione dei compiti ? Chi prende le
      decisioni ?Le prende il Registro (ex RA)...
      Quanta parte degli indroiti della RA venivano
      versati alla NA per fare il suo lavoro ? Poniamo
      in 1000 il totale degli indroiti della RA. Quanti
      andavano alla NA ?Zero.
      La NA ne aveva abbastanza per fare il suo lavoro
      senza aggravare il bilancio delo Stato ?Beh, no, non ne aveva abbastanza. Dev'essere per questoche io, come tutti gli altri membri della Naming Authority, misono sempre pagato tutte le spese per partecipare ai suoilavori ...
      • Anonimo scrive:
        Re: I miei due cent...
        - Scritto da: Anonimo

        Perche' non si fa qualcosa per ristabilire la

        suddivisione dei compiti ? Chi prende le

        decisioni ?

        Le prende il Registro (ex RA)


        Quanta parte degli indroiti della RA venivano

        versati alla NA per fare il suo lavoro ? Poniamo

        in 1000 il totale degli indroiti della RA.
        Quanti andavano alla NA ?

        Zero.Allora non mi meraviglio. Chi non ha i mezzi economici non puo' permettersi, oggi, di definire ed applicare regole. Questo poteva andar bene per la Internet di 10 anni fa, quando era una frontiera da esplorare ma oggi non e' piu' proponibile.Ma come mai la NA non ha stabilito nelle regole iniziali un metodo di finanziamento ?

        La NA ne aveva abbastanza per fare il suo lavoro

        senza aggravare il bilancio delo Stato ?

        Beh, no, non ne aveva abbastanza. Dev'essere per
        questo
        che io, come tutti gli altri membri della Naming
        Authority, mi
        sono sempre pagato tutte le spese per partecipare
        ai suoi
        lavori ...Allora ti devo la mia gratitudine (per quello che puo' valere) per aver dedicato tempo, fatica e soldi ad un impegno del genere.A questo punto un chiarimento pero' e' d'obbligo. Visto che hai fatto parte della NA, saprai se la NA ha mollato per "stanchezza", per la mole di lavoro o perche' aveva pressioni esterne. Non serve per rivangare il passato, ma per conoscenza storica.Ciao,Mauro
    • Anonimo scrive:
      Re: I miei due cent...
      vedo che ti hanno già risposto sulla questione economica, aggiungo giusto qualcosa
      Una volta stabilito cio' si puo' cercare di
      ricreare una nuova NA purtroppo non è più possibile, non si può mai tornare indietroche abbia mezzi, strumenti
      e poteri per poter svolgere il suo lavoro che e'
      quello di rappresentare, come ha giustamente
      definito Ettore Pannella, le mille sfaccettature
      della Rete in Italia.
      Utopia ? In Italia molto probabilmente si....Caro Mauro, quello che a questo punto si può fare è una specie di comitato di tutte le schegge di internet, ma queste devono accettare di far parte di un organismo unitario.La vedo dura allo stato attuale.ciaoEttore Panella
      Mauro
      • Anonimo scrive:
        Re: I miei due cent...
        - Scritto da: Anonimo
        vedo che ti hanno già risposto sulla questione
        economica, aggiungo giusto qualcosaSulla questione economica ho avuto una risposta, ma a questo punto mi sorge spontanea una domanda...Gli unici modi "istituzionali" per farsi pagare qualcosa da Internet in senso lato e' con la registrazione dei domini oppure con un contributo dei provider.Dato che la seconda e' inaccettabile, torno a battere sulla prima.Come mai la NA non ha stabilito a suo tempo delle regole per avere non dico una ricchezza enorme, ma il necessario e sufficiente per poter fare il suo lavoro ?Non potrebbe essere questa la nuova strada ?

        Una volta stabilito cio' si puo' cercare di

        ricreare una nuova NA

        purtroppo non è più possibile, non si può mai
        tornare indietroNon intendo tornare indietro. Intendo la creazione di un nuovo Ente/organismo/associazione che abbia le stesse caratteristiche e funzioni della NA del principio, ma con la possiblita' di FARE le cose.
        che abbia mezzi, strumenti

        e poteri per poter svolgere il suo lavoro che e'

        quello di rappresentare, come ha giustamente

        definito Ettore Pannella, le mille sfaccettature

        della Rete in Italia.

        Utopia ? In Italia molto probabilmente si....

        Caro Mauro, quello che a questo punto si può fare
        è una specie di comitato di tutte le schegge di
        internet, ma queste devono accettare di far parte
        di un organismo unitario.
        La vedo dura allo stato attuale.Se fossero tutte schegge io la vedrei impossibile, ma non credo che non si riesca a trovare il sistema di unire le schegge di maggiori dimensioni.
        ciao
        Ettore Panella
        Ciao, Mauro
  • radel scrive:
    Fanno bene, ma mi dispiace
    In effetti non ha più senso un ente fatto da "tecnici" e gestito in modo quasi parlamentare (nel senso buono del termine, come se fosse una democrazia) se poi le scelte le fanno i soliti giudici ignoranti.Quando posso scelgo un dominio .com o .net, sapete perchè? Perchè devono avere un motivo maledettamente serio per prenderselo, non basta che domani si svegli uno che dice che il mio nome assomiglia al suo e lui è più importante.Insomma il caso di gente.it è fresco fresco, e dice tutto. Senza contare che questo è l'ultimo (a quel che ne so) di una lunga lista: ricordate il timbrificio di Luca Armani? Vabbè...Alla fine è diventato come per i brevetti: una corsa al tribunale e una guerra tra conti in banca. Perchè rischiare?I .com e i .net te li tolgono solo se hai fatto operazioni illegali (hai sfruttato il marchio, ...) non con una guerra preventiva!Fino che è furata è stato bello. Andate via, visto che pochi adesso si ricorderanno dei tempi passati e, man mano che il tempo passa, sarete ricordati per quello che i tribunali fanno. Infangando il vostro operato.Meglio uscire di scena con la testa alta.Un rimpianto per l'internet che viene, tenuta come un giocattolo da politici e magistrati che non sanno cosa fanno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Fanno bene, ma mi dispiace

      Quando posso scelgo un dominio .com o .net,
      sapete perchè? Perchè devono avere un motivo
      maledettamente serio per prenderselo, non basta
      che domani si svegli uno che dice che il mio nome
      assomiglia al suo e lui è più importante.Davvero? Prova a prenderti un dominio tipo MINISTERODELLINDUSTRIA.COM e poi ne riparliamo ...(suggerimento: se sei italiano, il giudice può agire contro di te anche se hai registrato un .COM ...)
      I .com e i .net te li tolgono solo se hai fatto
      operazioni illegali (hai sfruttato il marchio,
      ...) non con una guerra preventiva!Anche i .IT , se non entra in ballo la giustizia italiana ...
    • Anonimo scrive:
      Re: Fanno bene, ma mi dispiace

      Quando posso scelgo un dominio .com o .net,
      sapete perchè? Perchè devono avere un motivo
      maledettamente serio per prenderselo, non basta
      che domani si svegli uno che dice che il mio nome
      assomiglia al suo e lui è più importante.Saro' io ad essere stato sfigato, ma qualche anno fa (1997) registrai un dominio .com.Durante l'anno litigai con il mantainer il quale alla fine se ne approprio' ed io scrissi varie lettere alla RA del tld .com.Mai avuto risposta.Oggi quel dominio e' di una societa' Italiana.
  • Anonimo scrive:
    nessun rimpianto
    per un'associazione che ha tutelato + l'azienda che il privato (il secondo un solo dominio) o che faceva pagare il dominio .it il doppio di un .com o .net.
    • Anonimo scrive:
      Re: nessun rimpianto
      - Scritto da: Anonimo
      per un'associazione che ha tutelato + l'azienda
      che il privato (il secondo un solo dominio) o
      che faceva pagare il dominio .it il doppio di un
      .com o .net.
      Potevi iscriverti anche tu alla NA e far votare la tua proposta, all'epoca c'era una certa democrazia. Oggi non è più possibile. Comunque ci fu la liberalizzazione ed era prevista anche la liberalizzazione per i privati, solo che intervenne l'operazione di accaparramento di Grauso , il sen. Passigli cerco' di statalizzare i domini e la registration authority sprofondò in una mole di lavoro imprevisto.Tutto questo costrinse la Naming authority a bloccare i suoi progetti per dedicarsi alla ricerca di sistemi antiaccaparramento.Ettore Panella
    • Mijato scrive:
      Re: nessun rimpianto
      Beh, il prezzo di un dominio .it non è mai stato deciso dalla NA bensì dalla RA.Essendo rimasta solo la RA, direi che il problama resta, anzi si aggrava perchè ora non hanno più una NA che gli "riguarda le bucce".
  • Anonimo scrive:
    Le miopi scelte?

    le miopi scelte di allora hanno già generato i loro effetti ...E quali sarebbero le miopi scelte di allora e i loro effetti?Puoi chiarire?
    • Pantagru scrive:
      mi unisco

      Puoi chiarire?Mi unisco alla richiesta; evidentemente ci è sfuggita qualche notizia, e saremmo curiosi di sapere chi subentrerà alla Naming Authority.
      • Anonimo scrive:
        Re: mi unisco

        e saremmo curiosi di
        sapere chi subentrerà alla Naming Authority.chi *è* subentrato, vorrai dire: il Registro (leggasi la ex RA, o se preferisci l'istituto IIT del CNR) fa tutto lui.ps: un nome a dominio .it costa 5 euro (più quello che fa pagare il maintainer per l'intermediazione). Su quello i prezzi sono sempre stati allineati..mau. (senza nick ufficiale, perché sembra che mettere un indirizzo di conferma @despammed non sia molto apprezzato...)
        • Anonimo scrive:
          Re: mi unisco
          Ad esseer onesto non ho mai capito la differenza tra RA ed NA.Anzi la distinzione mi sembrava solo un po' barocca.Si tratta dunque solo di un accorpamento?
          • .mau. scrive:
            La differenza tra RA e NA
            RA erano quelli che registravano i nomi a dominio, NA erano quelli che decidevano chi e come registrava i nomi a dominio. Un paragone - esagerato, lo ammetto - potrebbe essere "notaio che registra la compravendita di una casa" contro "parlamento che definisce quando l'iva è ridotta".Praticamente a ottobre 2003 la RA ha detto "adesso faccio tutto io, e creo un gruppo *consultivo* per aiutarmi a fare le regole, bello cencellizzato". A dicembre 2003 la NA ha approvato la cosa, in pratica suicidandosi. Il problema non è tanto il suicidio, quanto il fatto che non è stato formalizzato: domani potrebbe essere il giorno, se chi sta raccogliendo segretamente deleghe ne avrà in numero sufficiente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Le miopi scelte?
      - Scritto da: Anonimo

      le miopi scelte di allora hanno già generato i
      loro effetti ...

      E quali sarebbero le miopi scelte di allora e i
      loro effetti?
      Puoi chiarire?la miope scelta fu quella di non riformare la Naming authority, di non potenziarla, di non renderla un punto di unione delle varie schegge di internet capace di interfacciarsi con quel minimo di forza ed autorevolezza necessaria al potere politico ed ai governi.l'effetto è che adesso non esiste nessun momento unitario delle varie schegge di internet e men che meno esiste un "ente" con il minimo di autorevolezza e di storia necessaria.Ettore Panella
      • Anonimo scrive:
        Re: Le miopi scelte?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo


        le miopi scelte di allora hanno già generato i

        loro effetti ...



        E quali sarebbero le miopi scelte di allora e i

        loro effetti?

        Puoi chiarire?

        la miope scelta fu quella di non riformare la
        Naming authority, di non potenziarla, di non
        renderla un punto di unione delle varie schegge
        di internet capace di interfacciarsi con quel
        minimo di forza ed autorevolezza necessaria al
        potere politico ed ai governi.

        l'effetto è che adesso non esiste nessun momento
        unitario delle varie schegge di internet e men
        che meno esiste un "ente" con il minimo di
        autorevolezza e di storia necessaria.

        Ettore PanellaMi permetta...In che misura la da Lei auspicata " RA riformata" si sarebbe differenziata negli scopi e traguardi da - per esempio - la sezione italiana di ISOC?Dalle Sue parole non si riesce bene a cogliere tale portata.Grazie.Gianluca
        • Anonimo scrive:
          Re: Le miopi scelte?


          Mi permetta...
          In che misura la da Lei auspicata " RA riformata"
          si sarebbe differenziata negli scopi e traguardi
          da - per esempio - la sezione italiana di ISOC?
          Dalle Sue parole non si riesce bene a cogliere
          tale portata.

          Grazie.

          GianlucaSemmai la NA :-) la RA ovvero l'Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche IIT-CNR ha assunto dal dicembre 2003 anche le funzioni della naming authority.La NA non era un'associazione, era un organismo che aveva potere decisionale, ovvero non faceva proposte che altri vagliavano faceva regole vere e proprie attraverso un organo eletto al suo interno (il comitato esecutivo).Questa differenza è sostanziale, anche perchè associazioni come ISOC, assoprovider, Aiip ... e NewGlobal.it gli ultimi 6 mesi erano tutte presenti nella NA proprio per poter decidere con gli altri. Essendo tutti costretti a convivere sarebbe stato anche più semplice immaginare di creare un pacchetto di proposte comuni visto che gli interessi di chi si riconosce nelle varie esperienza nate con Internet hanno degli elementi comuni. Penso ad esempio al wi-fi attualmente cavallo di battaglia dei provider che ha vita stentata. Delle proposte congiunte operatori e utenti (anche gli utenti hanno interesse alla disponibilità dei servizi) avrebbe avuto un altro impatto sul potere politico.Ettore Panella
  • Anonimo scrive:
    IANA:ICANN=NA:?
    Questa storia mi ricorda i bei tempi degli albori, quando scrivere a Jon voleva dire ricevere risposta diretta in 2-3 giorni al massimo.Dalle ceneri dello IANA di Jon nacque il leviatano ICANN, che tanto pianto e stridor di denti (ma tintinnar di monete nelle tasche dei solit noti) avrebbe causato negli anni a seguire.Dalla sepolutra della NA italiana, quale futuro?
    • radel scrive:
      RE: IANA:ICANN=NA:?
      - Scritto da: Anonimo
      Questa storia mi ricorda i bei tempi degli
      albori, quando scrivere a Jon voleva dire
      ricevere risposta diretta in 2-3 giorni al
      massimo.

      Dalle ceneri dello IANA di Jon nacque il
      leviatano ICANN, che tanto pianto e stridor di
      denti (ma tintinnar di monete nelle tasche dei
      solit noti) avrebbe causato negli anni a seguire.

      Dalla sepolutra della NA italiana, quale futuro?Puoi rivolgerti direttamente all'avvocato. Tanto se ci devi avere a che fare, alla fine dovrai sempre andare in tribunale...
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