Seguiamo il progetto ChromeOS Flex fin dal suo annuncio del 2022, convinti della bontà di un’iniziativa messa in campo con l’obiettivo di contrastare il fenomeno dell’obsolescenza. La piattaforma di Google, legata a doppio filo al ChromeOS in dotazione ai Chromebook (con alcune differenze sostanziali) permette di recuperare un vecchio PC o Mac in modo completamente gratuito. Lo scorso anno, l’addio a Windows 10 l’ha riportata al centro dell’attenzione, poi non se n’è più parlato, ma l’iniziativa è viva e vegeta.
Il progetto ChromeOS Flex è vivo e vegeto
Lo dimostra il fatto che il gruppo di Mountain View continua a distribuire aggiornamenti per il sistema operativo. A inizio ottobre ha rilasciato la versione 16805.33.0 nel canale Stable. E anche l’elenco ufficiale dei dispositivi certificati, che dunque possono eseguirlo senza problemi, accoglie nuovi modelli di continuo (alcuni altri vengono invece rimossi).

Per quanto riguarda download e installazione, ChromeOS Flex è del tutto gratuito. Occorre solo una pendrive USB da almeno 16 GB per il boot (volendo, se ne trovano anche di terze parti, già pronte all’uso). È sufficiente seguire le istruzioni riportate nella guida per il setup, il primo passo consiste nello scaricare l’estensione dedicata da Chrome Web Store.
In linea di massima, sono supportati tutti i computer (e parecchi tablet) con processori Intel e AMD commercializzati dal 2013 in poi oppure con chip NVIDIA dal 2015 in poi. Riportiamo di seguito i requisiti minimi richiesti.
- Architettura compatibile con Intel o AMD x86 a 64 bit;
- 4 GB di RAM;
- 16 GB di memoria interna;
- supporto all’avvio da unità USB;
- BIOS con accesso amministrativo completo.
Se ci si trova a fare i conti con un dispositivo ormai troppo lento, senza la possibilità di aggiornare alle ultime versioni di Windows o macOS, vale la pena considerare l’installazione di ChromeOS Flex per dargli una seconda chance. O, in alternativa, una delle tante distribuzioni Linux in circolazione.