Cina, comincia la nuova era spaziale

Pechino riafferma il proprio ruolo di futura superpotenza con la messa in orbita di un modulo sperimentale destinato all'attracco di sonde e astronauti. Perché la Cina "persegue la pace" da sempre

Roma – I taikonauti stanno per mettersi in marcia: l’agenzia spaziale cinese ha lanciato Tiangong-1 , modulo sperimentale orbitante nell’atmosfera destinato ad accogliere sonde, astronauti ed esperimenti scientifici. Il lancio ha avuto successo generando la prevedibile eco patriottica. Ma con colonna sonora statunitense.

Una volta entrato in orbita, Tiangong-1 – che significa letteralmente “Palazzo Celeste” – girerà placidamente attorno al Pianeta per almeno un mese prima di ospitare nuovi vascelli. I piani sin qui comunicati prevedono l’attracco di tre diverse missioni (Shenzhou-8, 9 e 10) e almeno una missione classificata “con equipaggio umano”.

Tiangong-1 è un cilindro che pesa 8,5 tonnellate, misura 10,4 metri di lunghezza per 3,35 di diametro e offre un totale di 15 metri cubi di spazio abitabile per due-tre astronauti al massimo. Il modulo è dotato di una camera “iperspettrale” che i cinesi intendono sfruttare per individuare segni di inquinamento da metalli, residui di pesticidi e malattie delle piante sul suolo patrio.

Zhou Jianping, responsabile del programma spaziale cinese, commenta la messa in orbita di Tiangong-1 come il trionfo della volontà di pace universale perseguita dalla Cina “sin dai tempi antichi”. Il modulo orbitante servirà ad aprire la strada alla già dichiarata corsa cinese allo spazio , con obiettivi ambiziosi che comprendono una stazione spaziale destinata a ospitare equipaggi e missioni di respiro internazionale.

Ambizioni spaziali a parte, i cinesi dovranno quantomeno aggiustare i propri meccanismi di propaganda televisiva dopo la clamorosa gaffe fatta dall’emittente di stato durante la trasmissione live della partenza di Tiangong-1: al cospetto del presidente Hu Jintao l’emittente ha sottolineato il momento del lancio con il componimento patriottico statunitense America the beautiful .

Alfonso Maruccia

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