Cina, se Egitto è una parola tabù

Le autorità di Pechino hanno bloccato una delle parole chiave più arroventate della piattaforma di microblogging Sina. Immagini e notizie sulla rivolta egiziana sono state estromesse dai principali media di stato

Roma – L’affilata scure della censura è calata ancora una volta su milioni di netizen in terra cinese, nuovamente ostacolati dal governo di Pechino nella sempre più affannosa corsa alle informazioni online. La parola Egitto è stata di fatto estromessa dalla popolare piattaforma di microblogging Sina .

Molto simile a quello offerto da Twitter, il servizio cinguettante di Sina si è guadagnato nel tempo i favori di circa 50 milioni di utenti nel paese asiatico . Un costante flusso di link e micropost aveva iniziato a scorrere in contemporanea con i disordini scoppiati in Egitto e Tunisia.

Informazioni troppo pericolose, almeno secondo le autorità di Pechino, che hanno così deciso di bloccare un topic bollente . Immagini e notizie provenienti dal Cairo sono di fatto state bloccate non solo sul sito di Sina, ma anche su alcuni dei principali media di stato . Il timore principale è che il popolo cinese possa prendere spunto dalle ribellioni.

Sina non è la prima piattaforma di microblogging ad aver fatto le spese di una pericolosa popolarità tra i netizen di mezzo mondo. Sullo stesso Twitter era calata un’eclissi totale per volere delle autorità egiziane, in seguito alla diffusione cinguettante di fotografie e resoconti sugli scontri antigovernativi.

Mauro Vecchio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti