La sorveglianza cinese riconosce le tue emozioni

La tecnologia è stata installata nella regione Xinjiang, ufficialmente come strumento da impiegare nella lotta a crimine e terrorismo.
La tecnologia è stata installata nella regione Xinjiang, ufficialmente come strumento da impiegare nella lotta a crimine e terrorismo.

In occasione dell’evento China Public Security Expo in scena questa settimana a Shenzhen l’attenzione è focalizzata su una tecnologia in particolare: quella che la Cina sta adottando al fine di integrare nei propri sistemi di sorveglianza la capacità di riconoscere le emozioni delle persone inquadrate. Una prospettiva che non manca di far discutere.

Sorveglianza ed emozioni per la sicurezza della Cina

C’è chi teme ripercussioni in termini di privacy e chi invece parla di algoritmi ancora troppo acerbi per poter essere considerati affidabili: secondo alcuni non saranno pronti per un impiego commerciale almeno per i prossimi tre-cinque anni. In ogni caso, è stata installata nella regione di Xinjiang all’interno di aeroporti e stazioni del trasporto pubblico con l’obiettivo ufficiale di contrastare il crimine e il terrorismo. L’area non è stata scelta in modo casuale: lì vivono (e in alcuni casi vengono detenute) minoranze etniche come quella degli uiguri di fede islamica. La conferma nelle parole di Li Xiaoyu, rappresentante della città di Altay, uno dei centri coinvolti nel progetto.

Utilizzando riprese video e tecnologie per il riconoscimento delle emozioni è possibile identificare rapidamente sospetti criminali analizzando il loro stato mentale, così da prevenire atti illeciti legati a terrorismo o contrabbando. Abbiamo già iniziato a farlo.

L’IA è istruita in modo da rilevare segnali di aggressività, nervosismo, livelli di stress e ciò che le autorità cinese chiamano il “potenziale di una persona di attaccare gli altri”.

Un business che interessa anche a Huawei

All’appuntamento di Shenzhen è presente anche Huawei, che proprio nella città ha il suo quartier generale. L’azienda manifesta la volontà di dire la propria anche nell’ambito dei sistemi per la sicurezza, come sottolineato da una dichiarazione di Michael Yang, membro del comitato che ha organizzato l’evento, entrando così in diretta competizione con player già affermati come Hikvision e Dahua.

Huawei ha partecipato alla manifestazione per lungo tempo, ma ha avviato lo sviluppo di questo aspetto del proprio business solamente nel corso degli ultimi due anni.

Gli fanno eco le parole di Yu Hi, a capo della divisione Intelligent Video e Data Analytics della società, con un riferimento al potenziale delle reti 5G per impieghi di questo tipo.

Abbiamo un grande margine di crescita. Il mercato già vale miliardi di dollari e penso che presto aumenterà ancora, in particolare grazie al 5G.

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