Privacy: gli albergatori devono distruggere i documenti degli ospiti

Privacy: gli albergatori devono distruggere i documenti degli ospiti

Chi gestisce una qualsiasi struttura ricettiva deve distruggere o cancellare i dati degli ospiti dopo averli comunicati alle autorità.
Privacy: gli albergatori devono distruggere i documenti degli ospiti
Chi gestisce una qualsiasi struttura ricettiva deve distruggere o cancellare i dati degli ospiti dopo averli comunicati alle autorità.

Tutti coloro che gestiscono una struttura ricettiva sono obbligati a distruggere o cancellare le copie dei documenti d’identità degli ospiti, dopo aver trasmesso i dati alle autorità come previsto. È quanto appena ribadito dal Garante Privacy a tutti gli albergatori, ma anche a B&B e affittacamere. La richiesta è contenuta in una nota inviata alle associazioni di categoria, necessaria dopo le tante violazioni segnalate negli ultimi mesi.

Il richiamo del Garante Privacy agli albergatori

Ciò che accade è noto. Si arriva a destinazione e chi accoglie chiede di poter fotografare la carta d’identità o un altro documento con lo smartphone. In alcuni casi è richiesto l’invio preventivo tramite WhatsApp o altre applicazioni di messaggistica, ancora prima dell’arrivo, per poter sbrigare subito la pratica.

Per gli addetti ai lavori c’è l’obbligo di inserire le informazioni sul portale Alloggiati Web, ma il rischio è che poi questi dati personali e sensibili rimangano in memoria, esposti al rischio di furto e utilizzi illeciti.

L’unico elemento che può essere conservato è la ricevuta dell’avvenuta comunicazione, prodotta automaticamente dal portale, da conservare per cinque anni al fine di comprovare l’adempimento.

Non è una novità, lo prevede già la normativa, che però si scontra con il lavoro quotidiano di chi gestisce le strutture. Si pensi ad esempio a quando si prenota un alloggio attraverso piattaforme come Airbnb, è una consuetudine. Spesso gli ospiti acconsentono alla richiesta, senza preoccuparsi delle possibili conseguenze. Va così a finire che gli smartphone degli host si trasformano nel tempo in un archivio pieno zeppo di documenti salvati tra chat, email e galleria delle foto.

Ora il Garante Privacy chiede alle associazioni di categoria di diffondere il messaggio, ma difficilmente cambierà qualcosa senza un intervento più deciso.

[…] è preciso dovere dei titolari del trattamento garantire la sicurezza dei dati personali. Le strutture ricettive devono quindi adottare misure adeguate per la protezione dei dati e istruire correttamente il personale incaricato della loro raccolta e gestione.

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Pubblicato il
30 apr 2026
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