Cina, vietato l'accesso ai domini

Continua la battaglia di Pechino alla pornografia online. Per ottenere un dominio web per società e organizzazioni ci vorrà la licenza. Da inviare scritta a mano a provider autorizzati dallo stato. Per i cittadini, niente

Roma – Lo scontro a fuoco tra le autorità di Pechino e la pornografia online continua senza tregua e le armi a disposizione del governo cinese sembrano decisamente più efficaci. È recente un annuncio da parte del centro per l’informazione su Internet che ha illustrato nel dettaglio una nuova maniera di combattere tutti quei siti reputati malsani e immorali. Un comune cittadino della Cina continentale non può già più aprire un sito web , registrare un qualsiasi dominio Internet.

Trattasi – stando a quanto ha dichiarato Liu Zhijiang, vicedirettore del centro cinese per l’informazione online – di una misura che mira a ridurre le richieste illecite di registrazione di un dominio, per varare un deciso giro di vite su tutti quegli utenti che otterrebbero un indirizzo web utilizzando informazioni fasulle. La facoltà di registrare un dominio sarà garantita esclusivamente a società e organizzazioni : i singoli cittadini dovranno arrangiarsi.

Stando a quanto illustrato dal centro per l’informazione cinese, il modello online per inviare la richiesta di registrazione ai provider verrà accantonato in favore di un modello compilato rigorosamente a mano. Tra i documenti che dovranno essere presentati, la licenza commerciale prevista per le aziende , ovviamente impossibile da avere per un comune cittadino. I provider coinvolti saranno semplicemente quelli autorizzati dalle autorità, con almeno tre fornitori già puniti per aver permesso la registrazione di siti illeciti.

E non è tutto. Varie linee telefoniche sono state attivate dal centro per l’informazione su Internet, tra cui quella per ottenere indizi importanti da parte della comunità degli utenti. Un’altra è stata messa in piedi per sradicare i domini poco graditi alle autorità, che avrebbe portato alla chiusura di quasi 700 siti web contenenti materiale pornografico. Tutto ciò sarebbe stato possibile grazie alle circa 2mila segnalazioni giunte in pochissimi giorni.

La società di Internet cinese, poi, ha diramato una serie di consigli pratici rivolti a ISP e utenti, per promuovere un uso della Rete sano e civile. Huang Chengqing, vicedirettore dell’organizzazione, ha spiegato come i netizen cinesi siano estremamente ligi nel segnalare continuamente i malsani siti: quasi 80mila chiamate sarebbero già arrivate, con l’88 per cento di queste direttamente collegate ad un covo web della pornografia.

Mauro Vecchio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • lol scrive:
    il buon vecchio scarica barile!
    è colpa dei cinesi! non siamo stati noi! ps: quel sw mi sembra uscisse targato M$ o no? quindi che si prenda onori e oneri
    • p4bl0 scrive:
      Re: il buon vecchio scarica barile!
      beh l'onere se lo prende ma poi si rivale sui cinesi SE non hanno rispettato i vincoli del contratto con MS
  • Paolo scrive:
    Ma io mi chiedo...
    Ma io mi chiedo, come fa una azienda di software come MicroSoft a dover ricorrere a sviluppatori terzi per le proprie applicazioni di punta?Voglio dire, è il loro core business, se devono appaltare anche quel genere di sviluppi, significa che sono diventati una azienda di passacarte senza nessuna competenza e know-how interno. Senza contare che a quanto pare non sono nemmeno in grado di controllare la qualità dei fornitori.Ok all'outsourcing, ma non degli sviluppatori!!! Fate outsourcing dei manager.
    • DarkSchneider scrive:
      Re: Ma io mi chiedo...
      - Scritto da: Paolo
      Ma io mi chiedo, come fa una azienda di software
      come MicroSoft a dover ricorrere a sviluppatori
      terzi per le proprie applicazioni di
      punta?

      Voglio dire, è il loro core business, se devono
      appaltare anche quel genere di sviluppi,
      significa che sono diventati una azienda di
      passacarte senza nessuna competenza e know-how
      interno. Senza contare che a quanto pare non sono
      nemmeno in grado di controllare la qualità dei
      fornitori.

      Ok all'outsourcing, ma non degli sviluppatori!!!
      Fate outsourcing dei
      manager.Psst...Che non si sappia in giro...Non sanno il Cinese!
    • Pel scrive:
      Re: Ma io mi chiedo...
      - Scritto da: Paolo
      Ma io mi chiedo, come fa una azienda di software
      come MicroSoft a dover ricorrere a sviluppatori
      terzi per le proprie applicazioni di
      punta?
      Niente di nuovo... hanno sempre fatto così: quando scoprono che un segmento di mercato che loro avevano già bollato come "non interessante" ha invece un sucXXXXX clamoroso (un esempio: Internet e il Web, che all'inizio Microsoft era convinta fosse una moda passeggera), copiano il software necessario per entrarci da chi ce l'ha già... però, per evitare problemi legali, fanno fare la parte "sXXXXX" dell'operazione da una piccola società esterna, a cui dare la colpa se vengono scoperti.Avevano fatto lo stesso anche quando si erano accorti che il multimedia era diventato importante: sono andati dallo sviluppatore che aveva fatto il porting di QuickTime su Windows, e qualche settimana dopo magicamente è apparso Windows Media Player... si dice con buona parte del codice copiato direttamente da QTfW. È seguita una battaglia legale durata qualche anno, e nel frattempo hanno avuto il tempo di scrivere un Media Player internamente...
    • p4bl0 scrive:
      Re: Ma io mi chiedo...
      - Scritto da: Paolo
      Ma io mi chiedo, come fa una azienda di software
      come MicroSoft a dover ricorrere a sviluppatori
      terzi per le proprie applicazioni di
      punta?beh puoi definirla come vuoi, ma non certo di punta
      Voglio dire, è il loro core business, se devono
      appaltare anche quel genere di sviluppi,il genere del tipo "chi l'ha mai sentito Juku?"
      significa che sono diventati una azienda di
      passacarte senza nessuna competenza e know-how
      interno. Senza contare che a quanto pare non sono
      nemmeno in grado di controllare la qualità dei
      fornitori.

      Ok all'outsourcing, ma non degli sviluppatori!!!
      Fate outsourcing dei
      manager.O_Ogià...se vedi degli omoni con dei camici che vogliono regalarti una camicia bianca non preoccuparti.. va tutto bene..
Chiudi i commenti