Clarke: Freenet non si può fermare

In una intervista a Punto Informatico l'ideatore del Progetto Freenet rassicura sulla vitalità dell'iniziativa nei giorni dell'arresto del padre di Winny, il sistemone di condivisione giapponese
In una intervista a Punto Informatico l'ideatore del Progetto Freenet rassicura sulla vitalità dell'iniziativa nei giorni dell'arresto del padre di Winny, il sistemone di condivisione giapponese


Roma – La necessità di privacy, in un mondo continuamente sotto assedio di crescenti rischi globali, sembra aumentare di pari passo con la tutela istituzionale del copyright. Tuttavia la privacy sembra una risorsa non compatibile con le minacce invisibili della società moderna. In questi giorni è stata resa nota la cattura dell’autore di Winny , un client P2P “tradizionale” che offriva garanzie di anonimato e di privacy.

Avere il controllo delle comunicazioni significa esercitare potere economico e politico. Le istituzioni solitamente non gradiscono chi si sottrae ai meccanismi di controllo , come gli utenti delle reti anonime. Una perdita di “ordine” che oggigiorno sembra intollerabile. I sistemi di anonimato, presunti o tali, sono veramente incompatibili con una società basata sul copyright, sul rischio e sul controllo dell’informazione?

Abbiamo chiesto il parere di Ian Clarke , padre del Progetto Freenet e paladino della libertà di pensiero nell’era digitale.

Punto Informatico: Come interpreti l’incremento di sistemi di controllo invasivi e lesivi della privacy?
Ian Clarke: I paesi di tutto il mondo sembrano interessati particolarmente a chiunque tenti di far notare che il re della proprietà intellettuale è nudo.

PI: Cosa ne pensi della cattura di Kaneko, creatore di Winny? Giro di vite contro l’anonimato in rete?
IC: Non è del tutto chiaro se le peculiarità informatiche di Winny siano state la causa della cattura dell’ingegnere. Ritengo che la cattura di Kaneko sia sintomatica di una tendenza internazionale .

PI: La tendenza che porta all’imbrigliamento dell’informazione?
IC: È in corso una sorta di moderna caccia alle streghe . Mi auguro che alla fine il buon senso possa vincere, e che numerosi paesi abbiano più tolleranza per le forme di comunicazione anonime.

PI: Un valore sicuramente importante per la libertà di pensiero e d’espressione
IC: L’importanza dell’anonimato è stata definita essenziale per la libertà di pensiero, persino dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Mi auguro che altri paesi occidentali giungano alle stesse conclusioni.

PI: Qual è il futuro di Freenet e di altri sistemi di comunicazione anonimi e crittografici?
IC: La cosa più importante da mettere in risalto è che un’architettura decentralizzata come Freenet, o come Winny, per esempio, è pressochè impossibile da controllare o da far crollare.

PI: Persino con la cattura dell’autore?
IC: Assolutamente. Quando ho progettato Freenet, ho tenuto a mente che niente può fermare il progetto . Persino senza un autore, gli utenti continueranno ad utilizzare il programma. È possibile che qualcuno possa forzarmi ad abbandonare il progetto e chiudere bottega. Ma Freenet continuerà ad esistere. Freenet è stata progettata per sfuggire ad ogni controllo , persino dei propri creatori.

Intervista a cura di Tommaso Lombardi

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11 05 2004
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