C’è un’intera industria costruita sull’idea che Windows sia un sistema operativo che si riempie di spazzatura. Programmi di pulizia, utility di ottimizzazione, app che promettono di velocizzare il PC, ma che rallentano tutto. CCleaner è probabilmente il più famoso, anche se negli anni è diventato abbastanza controverso da far discutere se sia ancora una buona idea usarlo.
Microsoft svela i trucchi nativi per recuperare spazio su disco
Ma questi programmi probabilmente non servono. Windows include già strumenti nativi per fare esattamente quello che CCleaner e compagnia promettono di fare. Microsoft stessa lo ha confermato in una guida dettagliata, spiegando come liberare gigabyte di spazio usando funzioni gratuite già integrate nel sistema operativo.
Quindi perché tutti continuano a scaricare programmi di terze parti? Principalmente perché nessuno sa che questi strumenti esistono. Sono nascosti nei menu delle impostazioni, hanno nomi vagamente tecnici che non spiegano cosa fanno, e Microsoft non ha mai fatto un grande sforzo per pubblicizzarli. È più facile cercare su Google “come pulire Windows” e scaricare la prima utility che capita piuttosto che scoprire che il sistema operativo ha già tutto incorporato.
Il Sensore di memoria che nessuno attiva
La prima funzione che Microsoft raccomanda si chiama “Sensore di memoria” (Storage Sense). Libera automaticamente spazio sull’unità di sistema, solitamente il disco C: dove vive Windows, eliminando file temporanei e svuotando il Cestino. Queste funzioni non sono attive di default né su Windows 10 né su Windows 11. Si deve andare manualmente in Impostazioni > Sistema > Archiviazione e spostare l’interruttore su “Attivato”.
Perché Microsoft non la attiva automaticamente? Mistero. Forse per dare agli utenti il “controllo” sul loro sistema. Forse perché qualche volta nei test interni ha eliminato qualcosa che non doveva. O forse semplicemente perché nessuno in Microsoft ha pensato di cambiarla da “opzionale” a “predefinita” e ormai è così da anni.
Una volta attivato, il Sensore di memoria lavora in background, pulendo periodicamente quando lo spazio inizia a scarseggiare. Non è aggressivo come alcuni programmi di terze parti che promettono di pulire profondamente il sistema, ma è affidabile e soprattutto non riempie di notifiche o tentativi di vendere la versione premium.
Disk Cleanup, il veterano dimenticato
Pulizia disco o Disk Cleanup è uno strumento molto vecchio in realtà. Scansiona il disco e mostra cosa si può eliminare, lasciando scegliere cosa tenere e cosa eliminare. Il trucco che molti non conoscono è l’opzione “Pulizia file di sistema”. Selezionandola, Disk Cleanup fa una seconda scansione più approfondita e trova file che normalmente non vengono mostrati: vecchi file di Windows Update, file di ottimizzazione recapito (che nessuno sa cosa siano ma occupano spazio), cache dello shader DirectX per i giochi, e altro materiale che si accumula nel tempo.
Qui è dove si recuperano i veri gigabyte. La scansione normale trova qualche centinaio di megabyte di file temporanei e magari qualche gigabyte nel Cestino se non si svuota mai. La pulizia file di sistema può recuperare 10, 20, anche 30 gigabyte se non è mai stata fatta una pulizia e l’installazione è vecchia di qualche anno.
Microsoft però avvisa, attenzione a cosa si elimina. I punti di ripristino del sistema e le “copie shadow”, backup automatici che Windows crea, occupano spazio ma potrebbero salvare la pelle se qualcosa va storto. Inoltre è importante controllare che la cartella “Download” non sia selezionata. Disk Cleanup permette di svuotarla completamente.
La cartella Temp che si riempie da sola
Windows dovrebbe eliminare automaticamente i file temporanei quando non servono più. Nella pratica, la cartella Temp si riempie nel tempo di residui di installazioni, cache di programmi, ecc. Microsoft suggerisce di svuotarla periodicamente in modo manuale se il sistema non lo fa in autonomia. Basta digitare “%temp%” nella barra di ricerca di Windows, che porta direttamente alla cartella. Selezionare tutto, cancellare, e confermare quando Windows avverte che alcuni file potrebbero essere in uso (probabilmente non lo sono).
È una procedura banale, ma efficace. A seconda di quanto tempo è passato dall’ultima pulizia, è possibile recuperare da poche centinaia di megabyte a diversi gigabyte.
La cartella Prefetch che NON si deve toccare
C’è un consiglio che circola da anni nei forum e nei video tutorial su YouTube, nonostante sia sbagliato: svuotare la cartella “C:\Windows\Prefetch” per liberare spazio e velocizzare Windows.
La cartella Prefetch contiene file che aiutano Windows ad avviare le applicazioni più velocemente. Sono dati di pre-caricamento che il sistema usa per ottimizzare l’avvio dei programmi che si usano regolarmente, risparmiando cicli della CPU e rendendo tutto più reattivo.
Eliminarli fa recuperare 10-15 megabyte. Forse 20 se si hanno molti programmi installati. In cambio, le applicazioni impiegheranno più tempo ad avviarsi mentre Windows ricostruisce i dati di prefetch appena cancellati. Gli esperti lo sconsigliano unanimemente.
Microsoft PC Manager, l’alternativa ufficiale (controversa)
Microsoft offre anche un’app chiamata “Microsoft PC Manager“, una specie di versione ufficiale di tutti quei programmi di ottimizzazione che riempiono il PC di notifiche e tentativi di vendere la versione pro. È gratuita, viene da Microsoft, dovrebbe essere la soluzione perfetta.
Ma anche PC Manager è stata oggetto di critiche. Alcuni utenti si lamentano che sia troppo aggressiva nella pulizia, altri che installi servizi in background che occupano risorse, altri ancora che sia fondamentalmente inutile perché non fa niente che gli strumenti nativi già non facciano.
La guida di Microsoft stessa sembra suggerire che PC Manager non serve se si usano correttamente Storage Sense, Disk Cleanup e la pulizia manuale.