Comixology taglia i ponti con Apple (e Google)

L'azienda, appena acquisita da Amazon, cambia il meccanismo di vendita e distribuzione. Le app per i device mobile serviranno solo a leggere, i fumetti si comprano sul Web
L'azienda, appena acquisita da Amazon, cambia il meccanismo di vendita e distribuzione. Le app per i device mobile serviranno solo a leggere, i fumetti si comprano sul Web

Una mossa non del tutto inaspettata, di certo repentina: Comixology, di fatto azienda leader nella vendita dei fumetti made in USA in versione digitale e appena acquisita da Amazon , lo scorso sabato ha lanciato una nuova versione della propria app per iOS e di quella per Android: cambiando in modo drastico le modalità di acquisto e pagamento dei contenuti, allo scopo di azzerare le commissioni pagate ad Apple e Google per ogni transazione effettuata sui rispettivi prodotti . Le altre app realizzate da Comixology per conto di Marvel o DC Comics (e altri), invece, continueranno a funzionare come in passato.

Già dal 2011 Amazon ha adottato un approccio simile su iOS: insofferente al 30 per cento di fetta che Apple reclama per ogni acquisto effettuato in-app, l’azienda di Jeff Bezoz aveva optato per la rimozione completa del marketplace preferendo rimandare i propri clienti all’acquisto tramite il sito Web. Comixology ha fatto lo stesso, appena 2 settimane dopo essere stata comprata da Amazon: via ogni riferimento alla vendita, l’app è stata completamente soppiantata da una nuova versione ( da scaricare a parte , previa registrazione sul sito Comixology e sincronizzazione del contenuto del proprio device con l’archivio centrale del vendor) che gli utenti debbono installare al posto della precedente. A compensazione di questo “disturbo”, ai clienti è stato riconosciuto un buono-spesa del valore di 5 dollari .

Qualcosa di simile è stato fatto anche per Android, dove è obbligatorio registrare il proprio numero di carta di credito o account Paypal, e non è possibile utilizzare Google Wallet per pagare. Ma se la mossa può essere letta soprattutto come un tentativo di massimizzare i profitti smarcandosi dalle commissioni altrui (assumendosi il rischio di vedere calare i profitti, a causa della procedura più complessa), Comixology afferma che si tratta di una decisione presa da tempo (prima che l’acquisizione si concretizzasse) anche per garantire la libertà di espressione : al quartier generale degli edicolanti virtuali non è stato dimenticato quanto successo nel 2013 , quando in aprile l’app aveva rischiato di essere bandita dall’App Store a causa di un fumetto dai contenuti “non in linea con le policy iTunes”. Scavalcare la vendita in-app dovrebbe garantire la lettura di qualsiasi fumetto distribuito da Comixology, senza censure di sorta. ( L.A. )

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

28 04 2014
Link copiato negli appunti