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di M. Mantellini - La tecnologia in aiuto dei misantropi del Duemila? Un studio di Pew Research disegna così la realtà statunitense. In Italia, invece, si promuove la disintossicazione da Internet

Roma – Pew Research ha pubblicato nelle scorse settimane uno dei suoi soliti grandi studi sui rapporti fra società e nuove tecnologie. Si tratta di una ricerca importante della quale – me ne rendo conto leggendo le riduzioni giornalistiche apparse in rete e sui quotidiani cartacei – è molto facile banalizzare i risultati. Il lavoro dei sociologi del grande istituto non profit statunitense ha indagato, nel corso del 2008, i rapporti fra isolamento sociale e utilizzo delle nuove tecnologie, in particolare telefoni cellulari e di Internet, nella popolazione americana.

Esiste una opinione diffusa e avvalorata da importanti studi sociologici, secondo la quale negli ultimi 30 anni la capacità dei cittadini di stabilire relazioni sociali sia andata gradatamente diminuendo. Non ci stiamo occupando di faccende di bassa sociologia: l’isolamento sociale è l’ingrediente principale della riduzione democratica. L’impoverimento dei nostri network sociali causa una riduzione della tolleranza e della comprensione dell’altro, limita il nostro accesso a idee differenti dalle nostre, rende difficile la comprensione dei punti di vista diversi. L’apertura sociale insomma è un bene del quale dobbiamo preoccuparci ed è vitale per il mantenimento delle democrazie.

Mentre con signorile equidistanza mi sottraggo al pensiero di cosa questo significhi oggi nel nostro paese, la questione affrontata nella ricerca non è tanto se Facebook sia uno strumento utile per aumentare la socialità agli utenti pesanti della Rete ma se, come si sostiene da tempo, le tecnologie delle comunicazioni abbiano raggiunto in questi anni l’effetto paradosso di aumentare la distanza sociale fra le persone piuttosto che diminuirla.

I risultati della ricerca dicono che la telefonia mobile, l’uso di Internet e in particolare dei social network, sono strumenti utili per ridurre l’isolamento sociale delle persone. Chi utilizza questi strumenti ha circoli relazionali più ampi e solidi rispetto agli altri. Prudenzialmente gli studiosi di Pew ammettono che la ricerca non ha carattere prospettico, fotografa la realtà americana del 2008 e non consente di porre una relazione stretta fra diffusione delle tecnologie e incremento del benessere sociale, sebbene nella peggiore delle ipotesi Internet debba essere considerata uno strumento almeno di sorveglianza del proprio circolo sociale.

Se c’è invece un risultato tangibile che studi del genere portano è quello di ridurre l’allarme sociale nei confronti dell’utilizzo delle nuove tecnologie. Impossibile non ricordare come in Italia nelle ultime settimane si sia molto parlato dell’apertura di un ambulatorio presso il Policlinico Gemelli di Roma, dedicato alla sola cura della dipendenza da Internet. Nelle righe di stampa che molti di voi avranno letto, gli psicologi e psichiatri che hanno pensato questa iniziativa si sono preoccupati di informarci del fatto che secondo loro valutazioni il 10 per cento degli utilizzatori di Facebook in Italia sarebbero “dipendenti” dal social network. Il che, al netto, farebbe la bella cifra di un oltre un milione di italiani intossicati dal social newtork, al quale immagino andranno aggiunti i tossici da MySpace, quelli da Twitter, gli incalliti del poker online per raggiungere un numero al fine probabilmente superiore a quello della popolazione intera.

Tornando alle cose serie, ben sapendo che abusi ed utilizzi distorti sono spesso possibili e talvolta anche discretamente diffusi, Pew research ci racconta oggi che l’utilizzo dello sharing fotografico su Flickr, la creazione di un profilo su Facebook o il semplice utilizzo di un terminale di telefonia mobile hanno un ruolo, talvolta un ruolo significativo, nell’allargamento della nostra cerchia sociale e non sono, come molti ancora oggi pensano, strumenti di chiusura del proprio perimetro relazionale.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

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  • Kim scrive:
    Caine 1.5 Shining
    C'è anche la Caine http://www.caine-live.net come distro made in Italy :)
  • Stefano Fratepietr o scrive:
    Sono figo
    deft e' la distro piuXXXXX del mondo
  • edo1493 scrive:
    Articolo
    Io penso che l'articolo si potrebbe migliorare parlando di distribuzioni gnu/linux che è il termine più adeguato e riferendoci a software libero invece che opensource che non centra nulla. Con opensource noi intendiamo soltanto la tipologia di programmazione.
    • Africano scrive:
      Re: Articolo
      - Scritto da: edo1493
      Io penso che l'articolo si potrebbe migliorare
      parlando di distribuzioni gnu/linux che è il
      termine più adeguato e riferendoci a software
      libero invece che opensource che non centra
      nulla. Con opensource noi intendiamo soltanto la
      tipologia di
      programmazione.Il fatto è che come tipologia non è la più comune e certamente non di secondaria importanza anzi, gli dà un vantaggio competitivo di straordinaria rilevanza.
    • markoer scrive:
      Re: Articolo
      - Scritto da: edo1493
      Io penso che l'articolo si potrebbe migliorare
      parlando di distribuzioni gnu/linux che è il
      termine più adeguato e riferendoci a software
      libero invece che opensource che non centra
      nulla. Con opensource noi intendiamo soltanto la
      tipologia di programmazione.Arridaglie collo GNUlebano. Ti pareva, se non ne passa uno ogni tanto non è P.I...Cordiali saluti
  • Un consiglio. ... scrive:
    deft
    Un consiglio ai maintainer di questa interessante distribuzione:visto che si tratta di Linux, fate in modo che il sito si veda bene anche su GNOME, KDE, LXDE, etc..Diventa altrimenti un paradosso:si lavora su un sistema open source, e poi il portale web lo fate fare a un webmaster che lo testa su winzozz e basta. I font sono infatti microscopici. E' una faticaccia leggere anche solo chi siete.Bye
  • Tony scrive:
    Ottimo lavoro
    Uso deft per lavoro tutti i giorni (sono un ct)... ringrazio il team per il lavoro svolto e per i livelli di professionalità ottenuti con l'ultima release.L'ultimo dhash e il mount manager sono due comodità irrinunciabili.BRAVI!!!Antonio
  • 4.3BSD scrive:
    Xubuntu kernel?
    "DEFT Linux v5 si basa sul kernel Linux 2.6.31 di Xubuntu 9.10"Forse intendono basata su Xubuntu.Per quanto riguarda il kernel Xubuntu dovrebbe avere il solito linux-image-2.6.31-14-generic, usato anche da ubuntu, edubuntu...Al giorno d'oggi basta che uno aggiunga un font a Ubuntu che crede di avere creato una "nuova" distribuzione...
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Xubuntu kernel?
      - Scritto da: 4.3BSD
      Forse intendono basata su Xubuntu.No.
      • 4.3BSD scrive:
        Re: Xubuntu kernel?
        - Scritto da: Nome e cognome

        Forse intendono basata su Xubuntu.

        No.Non avevo letto questo:"It isn't a customization of Xubuntu like the old version"Però "based on the new Xubuntu Kernel 2.6.31" continua a non avere senso.Secondo me hanno preso una Xubuntu e c'hanno dato di remastersys :-P
        • pippo scrive:
          Re: Xubuntu kernel?
          mah, dovendo scegliere tra lxde e gnustep sceglierei il secondo.sto lxde ti carica tutta la pesantezza delle gtk e poi non le sfrutta nemmeno, forse c'è un problema di progettazione
          • 4.3BSD scrive:
            Re: Xubuntu kernel?
            - Scritto da: pippo
            mah, dovendo scegliere tra lxde e gnustep
            sceglierei il
            secondo.De gustibus non disputandum est...
            sto lxde ti carica tutta la pesantezza delle gtk
            e poi non le sfrutta nemmeno, forse c'è un
            problema di progettazioneA me non dispiace.Non lo uso per intero, ma solamente: openbox +pcmanfm + lxpanel.All'avvio tutto il sistema occupa sì e no 100 Mbdi RAM (ovviamente non uso ubuntu).Gnustep non mi è mai piaciuto, quando voglio undesktop particolarmente performante uso semplicementefluxbox o openbox.
  • WinForLife scrive:
    Ecco perchè in Italia i processi...
    ...durano una vita! Perchè, per raccogliere prove dai PC degli indagati, si deve usare sta robaccia Linucs-based! Prima non ti riconosce l'HD, poi va in kernel-panic, ecc...
    • Ecco un... scrive:
      Re: Ecco perchè in Italia i processi...
      .... Troll di caverna!!!Provala prima di commentare a vanvera.
    • Mr_Pan scrive:
      Re: Ecco perchè in Italia i processi...
      Troll!!!torna nella tua buca dal quale sei uscito !e spera di non trovarti coinvolto in qualche proXXXXX dove io sono CTU ...::D
    • damage92 scrive:
      Re: Ecco perchè in Italia i processi...
      Troll!!!E comunque se non ci fosse Windows a creare problemi, non ci sarebbe bisogno di usare queste distro...Un momento... ho trollato!! Nooooo.......
    • poiuy scrive:
      Re: Ecco perchè in Italia i processi...
      Flamer!
    • john titor scrive:
      Re: Ecco perchè in Italia i processi...
      poi c'è il problema di tua sorella..
    • boh. scrive:
      Re: Ecco perchè in Italia i processi...
      - Scritto da: WinForLife
      ...durano una vita! Perchè, per raccogliere prove
      dai PC degli indagati, si deve usare sta robaccia
      Linucs-based! Prima non ti riconosce l'HD, poi va
      in kernel-panic,
      ecc...semmai quello che non riconosce gli hd sata e con controller raid (non attivo) è xp.in kernel panic linux ci va, se masterizzato da cani, per esempio su un cd-rw già utilizzato in precedenza o alla velocità di 48X.
    • Siiiiinceri taaaaaa scrive:
      Re: Ecco perchè in Italia i processi...
      Ma date ancora retta a 'sto troll XXXXXXXXX?
    • Africano scrive:
      Re: Ecco perchè in Italia i processi...
      - Scritto da: WinForLife
      ...durano una vita! Perchè, per raccogliere prove
      dai PC degli indagati, si deve usare sta robaccia
      Linucs-based! Prima non ti riconosce l'HD, poi va
      in kernel-panic,
      ecc...Che ci vuoi fare, sempre che arrivano notizie di linux, e la top 500 e tante distro specializzate e per quello c'è linux e per quell'altro pure e si scarica libero e ha il sorgente aperto. è un sacco di tempo che lo dico, la gpl tortura Zio Bill. Sarà pure la giusta nemesi per l'eula, ma la gpl tortura Zio Bill.
    • frutta scrive:
      Re: Ecco perchè in Italia i processi...
      - Scritto da: WinForLife
      ...durano una vita! Perchè, per raccogliere prove
      dai PC degli indagati, si deve usare sta robaccia
      Linucs-based! Prima non ti riconosce l'HD, poi va
      in kernel-panic,
      ecc...Ancora qui.......troppo piu' forte di te astenerti dallo sparare assurdità.Meglio che sloggi.
  • TheGynius scrive:
    Strumento di ripristino?
    Mi chiedo, ma questi sistemi operativi per analisi forensi possono essere utilizzati come strumenti per il ripristino di sistemi danneggiati?Parlo di recupero file cancellati, partizioni formattate o dischi inaccessibili...
    • Claudio scrive:
      Re: Strumento di ripristino?
      Certo, ci sono svariati tool lato linux come photorec, foremost, scalpel o autopsy stesso ed altri lato Windows.
    • Africano scrive:
      Re: Strumento di ripristino?
      - Scritto da: TheGynius
      Mi chiedo, ma questi sistemi operativi per
      analisi forensi possono essere utilizzati come
      strumenti per il ripristino di sistemi
      danneggiati?
      Parlo di recupero file cancellati, partizioni
      formattate o dischi
      inaccessibili...dovrebbero servire giusto per queste cose.
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