Copia privata e tassa sul cloud: ricorso di AIIP e Assintel?

Copia privata e tassa sul cloud: ricorso di AIIP e Assintel?

AIIP e Assintel valutano un ricorso contro il decreto sulla copia privata per chiedere di eliminare il prelievo sui servizi di cloud storage.
Copia privata e tassa sul cloud: ricorso di AIIP e Assintel?
AIIP e Assintel valutano un ricorso contro il decreto sulla copia privata per chiedere di eliminare il prelievo sui servizi di cloud storage.

Il Ministro della Cultura ha firmato il decreto che aumenta il compenso per copia privata. È una “tassa” prevista su tutti i supporti digitali, anche se utilizzati per conservare le foto delle vacanze. La novità è rappresentata dal prelievo sul cloud storage. AIIP e Assintel valutano un ricorso, in quanto il compenso non è fisso come negli altri casi e potrebbe distorcere la concorrenza.

L’assurdo prelievo sul cloud storage

I supporti digitali sono in via di estinzione, in quanto quasi tutti utilizzano i servizi di streaming. Gli aumenti quindi riguardano marginalmente i consumatori. Sono invece molto popolari schede di memoria, chiavette USB, hard disk, SSD, smartphone, tablet e smartwatch. Ciò significa che l’aumento del compenso per copia privata avrà un impatto notevole sulle tasche degli italiani.

Per tutti i supporti elencati viene effettuato un calcolo in base alla capacità e la tassa viene pagata solo una volta al momento dell’acquisto. La novità del nuovo decreto riguarda il cloud storage. In questo caso, il compenso è ricorrente. Ogni mese si dovrà pagare fino a 2,4 euro. I vari provider potrebbero ridurre lo spazio gratuito o eliminarlo e aumentare il costo degli abbonamenti.

AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) e Assintel (Associazione Nazionale delle Imprese ICT di Confcommercio) hanno affermato che, nonostante le osservazioni inviate durante il periodo di consultazione, il testo del decreto firmato dal Ministro della Cultura è rimasto invariato rispetto alla bozza di luglio 2025.

Le due associazioni hanno evidenziato quattro criticità:

  • rischio di doppia imposizione: chi ha già versato il compenso su supporti e dispositivi di storage rischia di subire un ulteriore prelievo, questa volta mensile e cumulativo, per la mera disponibilità di spazio cloud;
  • applicazione anche ai servizi cloud B2B: lo storage utilizzato da imprese e Pubbliche Amministrazioni per backup, continuità operativa, compliance, elaborazione dati e sicurezza non è riconducibile alla copia privata di opere protette;
  • oneri di compliance e rendicontazione sproporzionati: impatto particolarmente gravoso per PMI e operatori nazionali;
  • distorsioni concorrenziali: rischio di penalizzazione degli operatori con sede in Italia, a vantaggio di grandi piattaforme internazionali difficilmente raggiungibili dal meccanismo di controllo e prelievo.

Quest’ultimo punto si riferisce al fatto che i principali servizi di cloud storage vengono offerti da provider stranieri. Non è chiaro come verrà imposto l’obbligo, considerato che la legge sul diritto d’autore prevede il pagamento del compenso da parte di chi “fabbrica o importa” i supporti usati per la copia privata.

AIIP e Assintel valuteranno quindi un ricorso per tutelare imprese e utenti. Nel frattempo chiedono al Ministero di escludere in modo chiaro i servizi cloud forniti a clienti business, prevenire i doppi prelievi e semplificare adempimenti, esenzioni e rimborsi.

Fonte: AIIP
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Pubblicato il
26 feb 2026
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