Copyright, Apple approva le violazioni

In Cina Apple viene denunciata per violazione di proprietà intellettuale: stavolta in ballo c'è il diritto d'autore di opere disponibili su App Store

Roma – Nove autorevoli scrittori cinesi, tra cui Han Han, Li Chengpeng e Murong Xuecun, hanno denunciato Apple per violazione della loro proprietà intellettuale .

Al centro del caso vi è il diritto d’autore di 37 opere messe a disposizione su App Store : presumibilmente i libri avrebbero passato indenni i controlli del negozio di applicazioni di Cupertino, arrivando a disposizione degli utenti come app che poi hanno collezionato milioni di di download .

I nove autori chiedono ad Apple 11,91 milioni di yuan (un milione e mezzo di euro circa) per i danni conseguenti alla vendita illegale di opere protette dalla loro proprietà intellettuale.

Sul fronte diritto d’autore su opere letterarie Pechino ha già costretto Baidu, ormai quasi un anno fa , a cancellare 2,8 milioni di titoli finiti online senza l’autorizzazione degli aventi diritto.

Una delle associazioni che rappresentano i diritti degli autori si fa portavoce delle istanze contro Apple e chiede in tribunale i danni e la rimozione delle opere. In realtà, tuttavia, già uno scrittore, Zhu Jintai, aveva portato da solo Cupertino in tribunale ad agosto.

Apple, nonostante controlli e approvi le app che arrivano su App Store, in tale occasione si è appellata alle condizioni di utilizzo di App Store che vietano agli sviluppatori di violare il diritto d’autore altrui. Nonostante questo si è rifiutata di passare informazioni relative agli sviluppatori delle app accusate di infrazione.

Claudio Tamburrino

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  • uno qualsiasi scrive:
    Il commento di bubble
    http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=29389Sembra disperato...Forse è la volta che si rassegna e chiude bottega per davvero, invece di stare ad aspettare la manna dal cielo.
    • dont feed the troll/dovella scrive:
      Re: Il commento di bubble
      - Scritto da: uno qualsiasi
      http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=

      Sembra disperato...
      Forse è la volta che si rassegna e chiude bottega
      per davvero, invece di stare ad aspettare la
      manna dal
      cielo.Trovo sempre molto comici i suoi commenti.Certo preferisco quelli in cui ci da le sue interpretazioni fantasiose della tecnologia che evidentemente non conosce ma che simula di conoscere.Qui, al solito, dimostra di non aver capito nulla dell'articolo usandolo solo come spunto per sfogare la sua frustrazione: aveva puntato tutto sull'AGCom, difendendo il provvedimento ipotetico a spada tratta anche contro le perplessità legittime dei suoi colleghi, e adesso sta realizzando che difficilmente si farà qualcosa. Magari non ha i requisiti per comprendere che anche se partisse le pirateria resterebbe lì dov'è pari pari perchè certi fenomeni massivi e globali non si fermano con la repressione anticostituzionale e antidemocratica, ma certo ha capito che non può basare il suo business su una illusione.E quindi vai di anatema contro internet e la modernità in stile neoluddista, regalandoci una delle sue solite perle. Questa gente capirà mai che le loro attività ha perduto di senso e di utilità indipendentemente dalla pirateria?
      • Carlo scrive:
        Re: Il commento di bubble
        Il discorso non riguarda solo le videoteche, ma la volete capire? Ci sono milioni di persone al mondo che lavorano nel settore cinema e home video.
        • uno qualsiasi scrive:
          Re: Il commento di bubble
          Il concetto non cambia: la domanda è: a noi serve che continuino a lavorare?Visto che alla fine siamo noi a pagar loro lo stipendio, se non abbiamo bisogno del loro lavoro, non li paghiamo.
        • krane scrive:
          Re: Il commento di bubble
          - Scritto da: Carlo
          Il discorso non riguarda solo le videoteche, ma
          la volete capire? Ci sono milioni di persone al
          mondo che lavorano nel settore cinema e home
          video.Ma quelli vendono via pay tv, lotreaming, sale cinematografiche. Guardati gli incassi dei botteghini.
        • dont feed the troll/dovella scrive:
          Re: Il commento di bubble
          - Scritto da: Carlo
          Il discorso non riguarda solo le videoteche, ma
          la volete capire? Ci sono milioni di persone al
          mondo che lavorano nel settore cinema e home
          video.Innanzitutto se possedeste un minimo di onestà intellettuale non vi nascondereste dietro a queste persone di cui, diciamocelo francamente, non ve ne importa nulla.Il settore cinema va bene, grazie. Nonostante la qualità delle opere sia sempre + bassa gli incassi continuano a volare alti.L'home video invece sta cambiando, e molto. E' un fatto sociale, culturale e tecnologico.Voi siete fuori mercato. Un certo modo di intendere la fruizione home è fuori mercato.Evolvetevi o fallite.
  • uehiaaa scrive:
    1 articolo, 2 enormi equivoci!!!
    <i
    E poiché ci piace immaginare un mondo migliore speriamo che a questo si possa porre rimedio anche prima della necessaria <b
    riforma del copyright </b
    : con una vasta opera di educazione civica e scolastica da un lato, e con un più stringente controllo sull'industria della pirateria che sfrutta lo sharing online a scopo di lucro (che non è solo quella dei venditori abusivi di DVD ma anche quella dei servizi di download illegali a pagamento). </i
    riforma del copyright???purtroppo si tratta solo di una pia illusione: il copyright (come i brevetti e, in fondo, tutte i sistemi "giuridici" in genere) è un dispositivo, oggi, tra i più importanti ed essenziali per garantire il perdurate delle rendite parassitarie capitaliste (note anche, in genere, come "profitto"...)pensare che il capitalismo possa "riformare" se stesso andando a realizzare <i
    un mondo migliore </i
    per tutti è, appunto, una pia (e molto ingenua) illusione: il capitalismo persegue SOLO ed ESCLUSIVAMENTE la massimizzazione del profitto a vantaggio di pochi e a detrimento di tutto il resto... la soluzione del problema deve quindi essere complessiva e riguardare l'intero "sistema" ed è, dunque e con tutta evidenza, ben altra <i
    Ma in attesa di tutto questo, in attesa che qualcuno prenda per le corna le normative sul copyright restituendole ai tempi correnti, prima cosa da fare sarebbe quella di recuperare la <b
    dignità dell'arbitro </b
    . Perché l'arbitro serve per stabilire fino a dove possono giungere le tutele ai sistemi industriali in crisi e di quanto possano essere compresse le garanzie per i cittadini. L'arbitro ci serve, anche al limite per cambiarlo, visto che è piuttosto evidente, almeno dalle nostre parti (in USA vedremo meglio fra qualche settimana) che l'arbitro magari c'è ma è stato, fino ad oggi, per una ragione o per l'altra, un arbitro assente o discretamente venduto. </i
    arbitro (lo stato)???considerare lo stato come arbito terzo che intenda REALMENTE contemperare equamente gli interessi del potere con quelli dei cittadini è un'altra illusione, un equivoco tanto grande quanto evidente...al di là degli aspetti formali e dello "spettacolo" del tutto immaginario che viene propinato ai cittadini spacciandolo come realtà, lo stato è parte direttamente in causa, è "alimentato" e "sorretto" dal potere politico-economico capitalista (e non) del quale fa ovviamente gli interessi (come del resto chiunque, mai come oggi, può direttamente constatare)... altro che arbitro assente o, financo, venduto!saluti
  • panda rossa scrive:
    L'opinione di Cory Doctorow
    http://attivissimo.blogspot.com/2012/01/cory-doctorow-spiega-perche-i-computer.html
    • Get Real scrive:
      Re: L'opinione di Cory Doctorow
      Doctorow può fare un discorso divertente e pittoresco, ma sfortunatamente si sbaglia.Lui parla di "guerra": non c'è nessuna "guerra". Non ci sono soldati, campi di battaglia o armi. Ci sono decisioni commerciali e conseguenze.La realtà è che l'era del "Personal Computer" è alla fine, ironia della sorte proprio per volontà di uno dei suoi primi ideatori, Steve Jobs. La Apple, dopo aver fatto la sua fortuna su una macchina ad architettura aperta su cui chiunque (che avesse talento e capacità) poteva programmare e le cui potenzialità potevano essere espanso grazie a periferiche third-party, ha decretato che la totale chiusura è il futuro irrevocabile dell'informatica.Tutto questo non è una "cospirazione" o una "manovra" come alcuni si ostinano a pensare, è semplice logica commerciale: la Apple del 1977, che non poteva permettersi di realizzare applicazioni e periferiche in proprio, nata in un garage, non esiste più. Al suo posto c'è un impero economico che non ha bisogno di terze parti, e non desidera che esistano. Il suo immenso peso finanziario fa si che questo desiderio sia legge.Il sucXXXXX commerciale dell'appliance computing parla da solo: i tablet stanno superando i netbook e i portatili. La maggior parte della gente si trova a proprio agio con un dispositivo di cui non ha bisogno di capire il funzionamento. L'esperienza è seamless, l'esperienza è semplice, l'esperienza è priva dei molti, troppi ostacoli che anche il più semplice OS mette sulla strada dell'utente inesperto.E gli utenti inesperti SONO LA MAGGIORANZA.Alla fine, è una semplice questione di numeri: se il 90% degli utenti vuole dispositivi tipo iPad, locked-down e semplici da usare, e il 10% vuole dispositivi programmabili, il mercato si orienta a soddisfare la maggioranza. La minoranza deve adattarsi. E in un mondo globalizzato, le minoranze sono irrilevanti.Si arriverà fatalmente - entro i prossimi 5 anni - ad un punto di non ritorno: costruire dispositivi "generalisti" non sarà più conveniente. I componenti non saranno più prodotti, e non saranno più disponibili. A quel punto, con l'inevitabile obsolescenza e rottamazione delle macchine esistenti, il PC si estinguerà.Chi si ostina a pensare che i PC "continueranno a esistere" sta solo illudendosi: il mercato NON va in quella direzione. Si, ci sono cose come i Raspberry PC, ma quanti se ne vendono o se ne venderanno? E per chi pensa di potersene assemblare uno, chi costruirà la propria fabbrica di microchip?Per gli hobbisti è certo un pensiero triste e doloroso, ma bisogna rassegnarsi: siamo nel 21mo Secolo, il Mercato comanda. Ogni cosa deve servirlo. Non ci sono "guerre" o "rivoluzioni", solo il potere assoluto del Denaro.
      • panda rossa scrive:
        Re: L'opinione di Cory Doctorow
        Perche' il tuo simpatico oroscopo di frate indovino non contempla la voce "server" ?
        • tucumcari scrive:
          Re: L'opinione di Cory Doctorow
          - Scritto da: panda rossa
          Perche' il tuo simpatico oroscopo di frate
          indovino non contempla la voce "server"
          ?Per lo stesso motivo per cui non contempla la voce "realtà".. mai nik fu meno azzeccato del suo.
      • ForseForse scrive:
        Re: L'opinione di Cory Doctorow

        Alla fine, è una semplice questione di numeri: se
        il 90% degli utenti vuole dispositivi tipo iPad,
        locked-down e semplici da usare, e il 10% vuole
        dispositivi programmabili, il mercato si orienta
        a soddisfare la maggioranza. La minoranza deve
        adattarsi. E in un mondo globalizzato, le
        minoranze sono
        irrilevanti.

        Si arriverà fatalmente - entro i prossimi 5 anni
        - ad un punto di non ritorno: costruire
        dispositivi "generalisti" non sarà più
        conveniente. I componenti non saranno più
        prodotti, e non saranno più disponibili. A quel
        punto, con l'inevitabile obsolescenza e
        rottamazione delle macchine esistenti, il PC si
        estinguerà.

        Chi si ostina a pensare che i PC "continueranno a
        esistere" sta solo illudendosi: il mercato NON va
        in quella direzione. Si, ci sono cose come i
        Raspberry PC, ma quanti se ne vendono o se ne
        venderanno? E per chi pensa di potersene
        assemblare uno, chi costruirà la propria fabbrica
        di
        microchip?

        Per gli hobbisti è certo un pensiero triste e
        doloroso, ma bisogna rassegnarsi: siamo nel 21mo
        Secolo, il Mercato comanda. Ogni cosa deve
        servirlo. Non ci sono "guerre" o "rivoluzioni",
        solo il potere assoluto del
        Denaro.I PC rimarranno proprio perchè servono per la programmazione delle perififeriche "castrate", inoltre è proprio per il principio del "denaro" che la gente continuerà ad usare i PC, quando si accorgerà che si compra l'ipd e non può metterci i propri mp scaricati, o il kindle e non può metterci i propri libri piratati, o la console non può caricare il gioco craccato... vedrai dove andrà la gente, torna dritto dritto sui pc.
      • bubba scrive:
        Re: L'opinione di Cory Doctorow
        - Scritto da: Get Real
        Doctorow può fare un discorso divertente e
        pittoresco, ma sfortunatamente si
        sbaglia.

        Lui parla di "guerra": non c'è nessuna "guerra".
        Non ci sono soldati, campi di battaglia o armi.
        Ci sono decisioni commerciali e
        conseguenze.

        La realtà è che l'era del "Personal Computer" è
        alla fine, ironia della sorte proprio per volontà
        di uno dei suoi primi ideatori, Steve Jobs. La
        Apple, dopo aver fatto la sua fortuna su una
        macchina ad architettura aperta su cui chiunque(ecc..)mhh certo che se parti da delle premesse false, E' DIFFICILE che il resto del ragionamento fili. Nonostante quanto propagandato dalla Chiesa di Cupertino, "l'ideatore del personal computer ad architettura aperta" e' WOZNIAK. E' woz che aveva il padre ingegnere elettronico alla lockheed, che andava a berkeley e lavorava in elettronica alla HP. Jobbete ha avuto la FORTUNA di incontrarlo all'High School e ,come dire, l'ha un po usato... Intendiamoci, Jobbete, forse anche per merito dell'lsd e dei suoi amici indiani, era un visionario, un PR/marketing manager e un tipetto deciso... e l'idea di inscatolare e commercializzare l'apple non era certo malvagia. Ma HA POCO a che fare con l'elettronica & il resto.
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: L'opinione di Cory Doctorow
        contenuto non disponibile
        • uno qualsiasi scrive:
          Re: L'opinione di Cory Doctorow
          - Scritto da: unaDuraLezione
          In vita tua hai mai coinugato un verbo ad un
          tempo che non sia il
          futuro?
          Scrivi da anni: qualcuno di quei verbi dovrebbe
          essere diventato presente. Invece nulla. Che
          fail.
          Se le sue previsioni si avverassero, l'avrebbero già ghigliottinato per aver violato il trademark di realplayer con il suo nickname.
      • MegaJock scrive:
        Re: L'opinione di Cory Doctorow
        Hai dimenticato i campi di concentramento e gli avvoltoi che mangiano il fegato.
      • attonito scrive:
        Re: L'opinione di Cory Doctorow
        - Scritto da: Get Real
        Doctorow può fare un discorso divertente e
        pittoresco, ma sfortunatamente si
        sbaglia.

        Lui parla di "guerra": non c'è nessuna "guerra".
        Non ci sono soldati, campi di battaglia o armi.
        Ci sono decisioni commerciali e
        conseguenze.le guerre non si combattono solo con pallotole e cannoni...
        La realtà è che l'era del "Personal Computer" è
        alla fine, ironia della sorte proprio per volontà
        di uno dei suoi primi ideatori, Steve Jobs. Lae' risaputo che il mondo informatico inizia e finisce con le decisioni di uno solo, come no.
        Apple, dopo aver fatto la sua fortuna su una
        macchina ad architettura aperta su cui chiunque
        (che avesse talento e capacità) poteva
        programmare e le cui potenzialità potevano essere
        espanso grazie a periferiche third-party, ha
        decretato che la totale chiusura è il futuro
        irrevocabile dell'informatica.assolutamente irrevocabile.
        Tutto questo non è una "cospirazione" o una
        "manovra" come alcuni si ostinano a pensare, è
        semplice logica commerciale: la Apple del 1977,
        che non poteva permettersi di realizzare
        applicazioni e periferiche in proprio, nata in un
        garage, non esiste più. Al suo posto c'è un
        impero economico che non ha bisogno di terze
        parti, e non desidera che esistano. Il suo
        immenso peso finanziario fa si che questo
        desiderio sia legge.ma sul serio sei convito di quello che dici? no, perche se e' cosi sei messo male.
        Il sucXXXXX commerciale dell'appliance computing
        parla da solo: i tablet stanno superando i
        netbook e i portatili. La maggior parte della
        gente si trova a proprio agio con un dispositivo
        di cui non ha bisogno di capire il funzionamento.maggioranza != tutti
        L'esperienza è seamless, l'esperienza è semplice,
        l'esperienza è priva dei molti, troppi ostacoli
        che anche il più semplice OS mette sulla strada
        dell'utente inesperto.non tutti si accontentano di una tastiera vistuale, sai?

        E gli utenti inesperti SONO LA MAGGIORANZA.

        Alla fine, è una semplice questione di numeri: se
        il 90% degli utenti vuole dispositivi tipo iPad,
        locked-down e semplici da usare, e il 10% vuole
        dispositivi programmabili, il mercato si orienta
        a soddisfare la maggioranza. La minoranza deve
        adattarsi. E in un mondo globalizzato, le
        minoranze sono irrilevanti.ne riparleremo quando saremo 90% a 10%, ok?

        Si arriverà fatalmente - entro i prossimi 5 anni
        - ad un punto di non ritorno: costruire
        dispositivi "generalisti" non sarà più
        conveniente. I componenti non saranno più
        prodotti, e non saranno più disponibili. A quel
        punto, con l'inevitabile obsolescenza e
        rottamazione delle macchine esistenti, il PC si
        estinguerà.tutto puo' essere, non dico di no.aspettiamo il 2017 e vedimo.
        Chi si ostina a pensare che i PC "continueranno a
        esistere" sta solo illudendosi: il mercato NON va
        in quella direzione. Si, ci sono cose come ime li vedo negli uffici - tic tic tick - a "ditare" su un monitor con tastiera virtuale. tu hai scritto 'sto papozzo con un ipad o una tastiera "vera"?
        Raspberry PC, ma quanti se ne vendono o se ne
        venderanno? E per chi pensa di potersene
        assemblare uno, chi costruirà la propria fabbrica
        di microchip?

        Per gli hobbisti è certo un pensiero triste e
        doloroso, ma bisogna rassegnarsi: siamo nel 21mo
        Secolo, il Mercato comanda. Ogni cosa deve
        servirlo. Non ci sono "guerre" o "rivoluzioni",
        solo il potere assoluto del
        Denaro.le persone che vivono di assolutismi "sara cosi' e basta" hanno spesso dolorose delusioni. Sii piu' flessibile mentalemnte.
  • bubba scrive:
    ah quanto ci sarebbe da dire!
    Proprio in questi gg sto "rinforzando" le mie convinzioni su quanto sia marcio il sistema legale che gira attorno al copyright e protezione proprieta' intelletuali in generale... e di quanto, ALLA FINE, sia anche dannoso per il mercato stesso (quello piccolo e 'moderno', ovviamente alle major va bene lo status quo)Riferimenti sparsihttp://biblioteca.wikimedia.it/wiki/Il_sapere_liberato (incentrato sui principalmente sui brevetti, ma interessante.. ) , di un colletivo di ricercatori romanihttp://wikilivres.info/wiki/Free_Culture/Creators#ref_2 di lessinghttp://www.wikilivres.info/wiki/Help:Public_domain e riferimenti relativi (ps: il sito e' canadese, una delle nazioni con (c) meno indecente) - riassume anche le rogne di ispirazione filoamericana (e poi di berna) sugli accordi bilaterali che si citano anche altrove Guardavo anche in che condizioni penose e' ridotta la wiki italiana, "costretta" per paura delle leggi (e degli avvocati) italiani, a mettere immagini di roba copyrighted presa dal deposito trademark del WIPO... con tutto che esiste l'art.70 e quella cosa (gia ridicola,ma almeno era un miglioramento) del 2007 sulle immagini degradate che NESSUNO ovviamente ha preso in mano (x emanare sto maledetto decreto attuativo)...ecc.ecc....
  • attonito scrive:
    se si continua a bastorare un cane
    poi quello si XXXXXXX e ti morde.L'industria dei contenuti - tramite politici "compiacenti" (ma qualcuno potrebbe dire "corrotti") continua a vessare gli utenti (70 anni di copyright dalla morte ell'ultimo coautore e' qualcosa di paurosamente lungo) e quelli rispondono con il download indiscriminato. Pero' sarebbe bello se si rispondesse anche con un cambio di voto alle elezioni successive.
    • Get Real scrive:
      Re: se si continua a bastorare un cane
      - Scritto da: attonito
      poi quello si XXXXXXX e ti morde.
      E il cane viene soppresso. Cosa esattamente è cambiato?
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: se si continua a bastorare un cane
        Che il cane se ne è andato, e tu non hai più nessuno da bastonare (ma in compenso ti trovi cumuli di ... rifiuti organici davanti alla porta)
      • tucumcari scrive:
        Re: se si continua a bastorare un cane
        - Scritto da: Get Real
        - Scritto da: attonito

        poi quello si XXXXXXX e ti morde.



        E il cane viene soppresso. Cosa esattamente è
        cambiato?Se il cane è quello dal cui portafogli ricavi la tua sopravvivenza ci vedo qualche "piccolo" problema.Forse è meglio che torni alla realtà stai nel mondo dei tuoi incubi.
        • MegaJock scrive:
          Re: se si continua a bastorare un cane
          - Scritto da: tucumcari
          Forse è meglio che torni alla realtà stai nel
          mondo dei tuoi
          incubi.Stai pure a rispondergli? Questo qui è talmente emo che nei suoi incubi è Freddy Kruger a tagliarsi...
      • Videoteca Nemesi scrive:
        Re: se si continua a bastorare un cane
        - Scritto da: Get Real
        - Scritto da: attonito

        poi quello si XXXXXXX e ti morde.



        E il cane viene soppresso. Cosa esattamente è
        cambiato?che chiudi bottega, perchè i tuoi prodotti proprio al cane che hai soppresso li vendevi
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