Copyright, cinema batte noleggio

La piattaforma Zediva.com dovrà chiudere i battenti online, accusata da MPAA di violazione del diritto d'autore. Secondo un giudice californiano, il presunto noleggio al pubblico avrebbe danneggiato l'industria
La piattaforma Zediva.com dovrà chiudere i battenti online, accusata da MPAA di violazione del diritto d'autore. Secondo un giudice californiano, il presunto noleggio al pubblico avrebbe danneggiato l'industria

Erano gli inizi dello scorso aprile quando gli alti rappresentanti della Motion Picture Association of America (MPAA) lanciavano un’agguerrita offensiva nei confronti della piattaforma californiana Zediva.com , che offriva ai suoi utenti la possibilità di noleggiare un film per un periodo di due settimane al prezzo speciale di circa 2 dollari .

Il nuovo rivale del gigante Netflix era dunque finito nel mirino legale dei signori dell’industria di celluloide, accusato di aver sfruttato presunte attività di noleggio per una massiva violazione del copyright. Una visione contestata con forza dai vertici di Zediva.com : un business legato al noleggio di DVD fisici non sarebbe attualmente soggetto al pagamento dei diritti relativi alle varie opere .

Un giudice californiano ha ora emanato una specifica ordinanza che obbliga Zediva.com a chiudere i suoi battenti online: la piattaforma avrebbe trasmesso pubblicamente numerosi film in violazione dei diritti detenuti dai vari studios rappresentati da MPAA . La distribuzione in streaming on-demand delle pellicole avrebbe dunque causato gravi danni economici ai colossi del cinema made in Hollywood .

E infatti i vertici di MPAA non hanno esitato a descrivere la sentenza come una grande vittoria per più di due milioni di uomini e donne statunitensi, la cui sopravvivenza dipende dalle sorti economiche delle industrie del cinema e della televisione. Diverso il parere di Zediva.com – che ricorrerà in appello contro l’ingiunzione preliminare – che ha sottolineato come il controllo del sistema hollywoodiano uccida ormai qualsiasi alternativa .

Ad ispirare il giudice californiano è stata comunque una precedente sentenza – era il lontano 1991 – sfavorevole ai gestori di un hotel locale, che offrivano ai propri clienti la possibilità di guardarsi in camera un film a noleggio. Si era allora parlato di visione pubblica, nonostante la chiusura nelle quattro mura di una stanza privata . L’hotel era stato condannato per violazione del diritto d’autore.

Mauro Vecchio

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03 08 2011
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