Corea, connessioni a fior di pelle

Scienziati asiatici hanno fatto viaggiare dati servendosi di un essere umano come mezzo. Raggiungendo velocità superiori ai 10mbps
Scienziati asiatici hanno fatto viaggiare dati servendosi di un essere umano come mezzo. Raggiungendo velocità superiori ai 10mbps

Fibre ottiche? Cavi di rame? No, la banda larga corre su un materiale molto meno esotico: la pelle umana. Alcuni ricercatori della Korea University sono riusciti a far fluire dati attraverso la pelle di un volontario collegando, a distanza di trenta centimentri l’uno dall’altro, due semplici elettrodi.

Gli addetti ai lavori tendono però a smorzare gli entusiasmi di chi già si prefigurava un futuro di epidermidi interconnesse : i prossimi step di questa sperimentazione serviranno per valutare l’applicazione di questa tecnologia in ambito medico .

Secondo Sang-Hoon Lee, uno degli autori della ricerca, grazie a questo sistema sarà possibile monitorare a distanza le condizioni fisiche dei pazienti , che non dovranno più recarsi in apposite strutture per sottoporsi a esami più o meno approfonditi.

Già nel 2005 un grupppo di scienziati giapponesi aveva ottenuto risultati simili, ma nel corso di quest’ultimo esperimento si sono raggiunte velocità da banda larga sull’ordine dei 10mbps. Sono stati usati inoltre degli elettrodi diversi che, contrariamente a quelli precedentemente utilizzati, non contengono cloruro d’argento, sostanza che può irritare la pelle: con uno spessore di solo 300 micrometri, inoltre, possono essere indossati senza troppe difficoltà anche per periodi prolungati.

Giorgio Pontico

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16 03 2010
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