Coronavirus: Apple riapre alcuni Store di Pechino

Da Cupertino la decisione di riaprire alcuni Store nella capitale cinese: rimangono invece chiusi quelli presenti nelle altre città del territorio.
Da Cupertino la decisione di riaprire alcuni Store nella capitale cinese: rimangono invece chiusi quelli presenti nelle altre città del territorio.

Dieci giorni dopo aver optato per la chiusura di tutti i suoi uffici e negozi distribuiti in Cina, la mela morsicata annuncia una ripresa almeno parziale delle attività: alcuni Apple Store della capitale Pechino riapriranno i battenti nella giornata di domani, venerdì 14 febbraio. Lo faranno però con un orario ridotto. Resteranno invece chiusi quelli presenti nelle altre città del paese, sempre come misura precauzionale nel contesto dell’emergenza coronavirus.

Apple riapre alcuni Store di Pechino

Ad oggi i casi accertati di contagio da COVID-19 nel mondo sono 60.360 (secondo i dati OMS), 59.823 dei quali proprio in Cina. 1.370 i decessi e 6.280 i pazienti guariti. L’epidemia ha spinto ieri i vertici di GSMA a decidere per la cancellazione del MWC 2020 in programma a Barcellona per le prossime settimane, dal 24 al 27 febbraio, dopo che molte delle più importanti aziende partecipanti avevano annunciato l’intenzione di defilarsi dall’evento proprio per timori legati al coronavirus.

Una misura da alcuni etichettata come eccessiva, ben accolta invece da chi ritiene una priorità assoluta la tutela della salute, anche a costo di fermare l’enorme macchina organizzativa e logistica della fiera più importante dell’anno per il settore mobile.

Di certo la diffusione dell’agente patogeno sta creando non poche difficoltà anche ai big del mondo tecnologico. La stessa Apple potrebbe risentirne nell’immediato futuro, in particolare per quanto concerne un rallentamento nei ritmi di produzione dei dispositivi commercializzati: alcuni dei fornitori impiegati hanno la propria sede o i propri impianti nella provincia di Hubei o nella città di Wuhan da dove ha preso il via la diffusione del coronavirus.

Fonte: Reuters
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