Cosa cova nel chip di Apple

di D. Galimberti - L'acquisizione di PA Semi, l'assunzione di Papermaster dall'IBM, di Drebin da AMD/ATI. Cupertino muove i suoi pezzi sulla scacchiera, in attesa di svelare le sue mosse
di D. Galimberti - L'acquisizione di PA Semi, l'assunzione di Papermaster dall'IBM, di Drebin da AMD/ATI. Cupertino muove i suoi pezzi sulla scacchiera, in attesa di svelare le sue mosse

Apple sta mettendo insieme gli ingredienti per preparare un prodotto nuovo, qualcosa che non è ancora ben definito, ma sul quale si può iniziare a fare qualche ipotesi. Tutto iniziò nella primavera dello scorso anno con l’acquisizione di PA Semi: lo scopo era indubbiamente quello di portarsi in casa il know how necessario alla realizzazione di chip custom per i propri dispositivi tascabili, anche se l’idea ancora in fase embrionale.

Un chip custom non si progetta da un giorno all’altro, tanto più se non si hanno certezze sulle potenzialità da sviluppare: un anno fa non aveva ancora aperto l’App Store, non si sapeva in che direzione si sarebbe sviluppato il mercato, e in vendita c’era ancora il vecchio modello di iPhone.

In ogni caso l’acquisizione dell’azienda fu solo il primo passo, indispensabile per consentire ad Apple di avere direttamente sotto il proprio controllo la futura produzione di chip, ed evitare spiacevoli situazioni come quelle dei passati accordi con Motorola e IBM. Dopotutto fu lo stesso Jobs ad ammettere (sempre lo scorso anno) che “per costruire prodotti avanzati, non è possibile affidarsi ai chip già pronti realizzati da terze parti”: non ci si può spingere troppo in là nell’innovazione se si utilizzano gli stessi prodotti degli altri, occorre qualcosa di esclusivo studiato ad hoc per la realizzazione delle proprie idee, che permetta di distinguersi in maniera inequivocabile del resto del mercato.

Una volta acquisita l’azienda in grado di realizzare il prodotto, Apple ha iniziato a reclutare le menti che dovranno metterne a punto le specifiche. Il primo esperto di processori ad essere reclutato da Apple lo scorso ottobre , è stato Mark Papermaster, strappato all’IBM con non poche polemiche e relativi strascichi giudiziari; Papermaster è esperto di tecnologia RISC (utilizzata da PA Semi) e sistemi a basso consumo energetico (quindi potenzialmente indirizzati a dispositivi portatili); a partire dal gennaio di quest’anno, dopo la chiusura delle controversie legali con IBM, è stato messo a capo della divisione hardware di iPhone e iPod.

Dopo Mark Papermaster, qualche settimana fa a Cupertino è arrivato Bob Drebin. Oltre ad aver lavorato per 4 anni nel settore di ricerca e sviluppo della Pixar, Drebin ha ricoperto importanti ruoli in Silicon Graphics, ATI e AMD: si tratta quindi di un esperto di accelerazione grafica 3D, e il suo ruolo è in qualche modo legato ai recenti investimenti fatti da Apple in Imagination, la società specializzata in accelerazione grafica per dispositivi portatili che già produce il processore grafico 3D di iPhone e iPod Touch (e che potrebbe essere nelle mire di acquisizioni future). Bob Drebin non sarà il solo ad occuparsi di questo settore, perché insieme a lui è stato assunto anche Raja Koduri, una delle menti più geniali del settore dell’accelerazione grafica 3D, anch’esso con trascorsi in ATI e AMD.

Con un team del genere, Apple sarà in grado di progettare e realizzare i chip “esclusivi” di alto livello che equipaggeranno iPhone, iPod Touch, e probabilmente qualcos’altro, qualcosa che al momento non è ancora ben delineato, sebbene ci siano diversi indizi: si va dalle indiscrezioni senza alcuna conferma (come quella che vuole Apple fare incetta di display touch da 10 pollici), agli ultimi brevetti depositati da Apple e relativi a nuovi processi per la fabbricazione di chassis in carbonio. Vale inoltre la pena di segnalare gli avvistamenti di un fantomatico MacBookMini tra i log di Adium (noto software di instant messaging per Mac OSX che supporta quasi tutti i protocoli esistenti), e il supporto alle connessioni WWAN (funzionalità già presente in diversi netbook) che pare essere stato inserito in Snow Leopard.

Dopotutto è stato lo stesso Tim Cook, nel contesto della presentazione dei dati finanziari dello scorso trimestre, a dichiarare che Apple è al lavoro su un nuovo prodotto che non è propriamente un netbook (non perlomeno nella sua concezione odierna) ma un qualcosa che comunque cercherà di farsi spazio nel segmento di mercato dei computer ultra-portatili. Il mistero intorno a questo oggetto è ancora assoluto, ed è difficile fare delle ipotesi sia sulle specifiche hardware che sul sistema operativo che utilizzerà.

Se crediamo alle indiscrezioni sullo schermo touch da 10 pollici, è praticamente impossibile che venga utilizzato Mac OSX, a meno che Snow Leopard non riveli grosse sorprese nell’interfaccia. D’altro canto viene altrettanto difficile pensare all’utilizzo dell’iPhone OS su uno schermo così grande, senza considerare che l’iPhone OS, oltre a non consentire l’apertura contemporanea di più applicazioni sviluppate con l’SDK ufficiale, manca completamente di un file manager, manca completamente di un file manager (salvo novità inattese nel firmware 3.0), funzione pressoché indispensabile se si pensa di utilizzare il dispositivo come una sorta di computer da viaggio. Per quello che ne sappiamo ora, non sarebbe nemmeno da scartare l’ipotesi di un ulteriore sistema operativo, sempre derivato da Mac OSX (come l’iPhone OS) ma studiato ad hoc per il nuovo hardware. Questo però significherebbe scatenare un’altra corsa alla realizzazione di nuove applicazioni, e non è detto che gli sviluppatori vedano di buon occhio questa possibilità. A meno che non si tratti di un sistema così simile all’iPhone OS che permetta di realizzare software con lo stesso SDK e uno sforzo minimo per assicurare la compatibilità.

L’unica cosa che si può ribadire è che, al di là del software che ci girerà sopra, la realizzazione di un chip custom dovrebbe consentire ad Apple di realizzare idee che al momento non sono presenti su nessun dispositivo in commercio. In ogni caso, di qualunque cosa si tratti, sarà sostenuta da un’adeguata campagna di marketing, visto che tra le ultime assunzioni di Apple compare anche Richard Taversham, ovvero la persona che con le sue strategie è riuscito a portare la Xbox fino ad un testa a testa con la Playstation Sony, impresa giudicata quasi impossibile visto lo strapotere che Sony era riuscita a conquistare con la prima versione della sua console.

Il prossimo appuntamento per cercare di carpire qualche notizia in più è fissato per il WWDC di giugno (che con largo anticipo ha registrato il tutto esaurito per il secondo anno consecutivo), quando verrà rilasciato il nuovo firmware per iPhone e si scoprirà qualcosa in più su Snow Leopard. Se però il nuovo dispositivo è ancora lontano dall’entrare in produzione, difficilmente verranno svelati indizi utili alla sua identificazione.

Domenico Galimberti
Blog Puce72

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06 05 2009
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