Craigslist, addio servizi per adulti

Accusato per anni di essere uno strumento di istigazione alla prostituzione, il portale chiude la sezione a luci rosse in tutto il mondo. E rifiuta di fornire dichiarazioni sull'accaduto
Accusato per anni di essere uno strumento di istigazione alla prostituzione, il portale chiude la sezione a luci rosse in tutto il mondo. E rifiuta di fornire dichiarazioni sull'accaduto

Craigslist, il popolare portale online di annunci, alla fine ha deciso di chiudere la sezione adult service in tutto il mondo .

All’inizio di quest’anno la società, a seguito delle varie pressioni esercitate dai media e alle denunce di diverse istituzioni che accusavano la sezione di commercio sessuale illegale, aveva bloccato temporaneamente la sezione negli Stati Uniti. Nella home page del sito fondato da Craig Newmark compariva un tag bianco su sfondo nero, che avvertiva tutti gli utenti che la sezione del sito era stata chiusa e non era più consultabile.

In questo caso, invece, la rimozione della sezione adulti, che fino a questa domenica ospitava in vetrina annunci di sesso palese corredati da prezzi e immagini esplicite, è avvenuta in silenzio, senza nessuna protesta ed alcun annuncio che informava della situazione i suoi 50 milioni di utenti.

Un epilogo abbastanza scontato per la sezione a luci rosse di Craigslist, visto che la polemica si trascinava avanti da già tre anni. Preoccupati che il portale con la sezione incriminata potesse facilitare reali gravi quali, in particolare, la tratta degli esseri umani e la prostituzione, nel 2008 alcuni procuratori generali degli USA avevano costretto il sito online di annunci a pagare una tassa di dieci dollari per ogni servizio di questo tipo e a fornire un numero di telefono per poter inserire annunci in quella sezione. Ancora, lo scorso agosto in una lettera pubblica 17 procuratori federali di Stato esortano il sito a prestare maggiore attenzione alla sezione per gli adulti, facendo notare che coloro i quali beneficiavano dei servizi proposti negli annunci commettevano un reato.

La società si è rifiutata di commentare l’accaduto.

Raffaella Gargiulo

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