Cresce la PEC open source

Pronta la nuova versione di un software aperto, liberamente scaricabile, capace di farsi carico di tutti i requisiti della Posta Elettronica Certificata agganciandoli ai più diffusi sistemi di mailing open source

Roma – Il rigido mondo della PEC , la Posta Elettronica Certificata, scosso da polemiche ma ben agganciato al suo immobilismo, trova un nuovo alleato nell’ultima versione di OpenPEC.

OpenPEC2 è un software open source che può essere fatto girare con i tradizionali strumenti di mailing, aperti o commerciali, e che garantisce secondo i suoi sviluppatori la piena compatibilità con le regole tecniche che presiedono all’utilizzo e allo sviluppo della Posta Elettronica Certificata.

Altre caratteristiche del progetto OpenPEC2, sviluppato in Perl, comprendono la possibilità di gestire un elevato numero di domini e di garantire affidabilità , elemento centrale per un sistema di questo tipo. “L’affidabilità – scrivono gli sviluppatori – è garantita salvando immediatamente la mail su un file temporaneo e mantenendo la comunicazione aperta con l’MTA fino ad elaborazione ed eventuale dispatching ultimati: in caso di errori o di chiusura erronea della comunicazione, l’MTA provvederà a recuperare la mail e rielaborarla successivamente mediante il suo sistema di code”.

Il fatto che OpenPEC2 sia lo sviluppo di OpenPEC prima maniera è essenziale: OpenPEC già nel 2004 aveva infatti superato i test di interoperabilità eseguiti dal CNIPA: la nuova versione si adegua alle ultime novità normative relative all’email certificata.

“Il progetto, fondato dall’azienda Ksolutions S.p.A. di Pisa – si legge sul sito dedicato – viene rilasciato con una licenza di utilizzo GNU General Public License. Il suo sviluppo avviene in forma collaborativa, sfruttando le infrastrutture del sito Sourceforge.net incoraggiando quindi a contribuire alla sua realizzazione, uso e diffusione”.

Per approfondire il sito è a questo indirizzo .

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  • dxidxidxi scrive:
    un altro punto di vista
    tutto d'accordo sui concetti esposti, pero'...pero' non e' tutto.io lavoro in un ufficio dove ho decine di programmi su vari computer dove devo digitare una password, che io non vorrei naturalmente comunicare a nessuno.cioe' ho decine di password e userid da ricordare.queste password naturalmente sono costruite inmodo intelligente, niente cani, niente nomi, ma solo sequenze casuali, ancora piu' difficili da ricordare.naturalmente i sistemi son molto ben fatto, per cuidevo cambiare ognuna di queste password, quando va bene, ogni qualche mese, oppure ogni mese, naturalmente ogni password deve essere diversa dalla precedente, anzi dalle cinque precedenti.questo premesso il mio lavoro consiste per il dieci per cento nell'immettere password, sbagliare password, contattare gli amministratori dei sistemi per recuperare una password, che spesso devono resettarmi come account per darmi un'altra userid e password,e spesso la cosa dura settimane, a volte mesi.io devo ammettere vergognosamente di non ricordarmi tutte queste decine e decine di password, ne quelle dei cinque mesi precedenti,non vi dico come ho risolto il problema, naturalmente la soluzione e' peggio, molto peggio che quella di dare una password a qualcuno.sara' che molti non hanno la cultura, ma mi sembra che anche la troppa cultura non e' bene.salute
  • Anonimo scrive:
    macché! è il datore di lavoro
    macché!!!!!dalle mie parti è il datore di lavoro che vuole tutte le password e vuole accedere ai pc di tutti con le LORO credenzialio comunque a tutto il contenuto del pc sempre e comunque.Quindi non sono i dipendenti, ma chi ha il potere di obbligare i dipendenti.poi ci sono un sacco di casi in cui si deve accedere alle stesse informazioni ma non si hanno aree comuni... oppure le aree comuni non sono profilabili e BLA BLA BLA
    • Anonimo scrive:
      Re: macché! è il datore di lavoro

      macché!!!!!

      dalle mie parti è il datore di lavoro che vuole
      tutte le password e vuole accedere ai pc di tutti
      con le LORO
      credenzialiCambia la password tutti i giorni (rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: macché! è il datore di lavoro
      - Scritto da:
      macché!!!!!

      dalle mie parti è il datore di lavoro che vuole
      tutte le password e vuole accedere ai pc di tutti
      con le LORO
      credenziali

      o comunque a tutto il contenuto del pc sempre e
      comunque.


      Quindi non sono i dipendenti, ma chi ha il potere
      di obbligare i
      dipendenti.



      poi ci sono un sacco di casi in cui si deve
      accedere alle stesse informazioni ma non si hanno
      aree comuni... oppure le aree comuni non sono
      profilabili e BLA BLA
      BLAMa questa è anche una mancanza dell'amministratore di sistema che a quanto pare non è in grado di mettere in atto tutti quegli accorgimenti idonei ad accontentare il capo supremo ed al contempo preservare le credenziali d'accesso (nonché i dati strettamente personali) dei dipendenti...
  • Anonimo scrive:
    Re: Acertato....

    Mi chiedo...
    "Accertato"?... mi piacerebbe sapere come con che
    tipo di verifiche (oggettive) e non di indagini e
    indizi (indagine e indizi sono cosa diversa da
    verifiche o prove ... "evidences")... si arrva o
    si è arrivati ad
    "accertare"...Quando si affida una password c'e' sempre una ricevuta firmata...
    • Anonimo scrive:
      Firme: non sempre...
      - Scritto da:
      Quando si affida una password c'e' sempre una
      ricevuta
      firmata...In molte aziende piccole non ci pensano nemmeno, e se chiedi una evidenza ti rispondono di lavorare e non rompere...Nelle grandi aziende spesso si opera per e-mail, senza reale controllo sul corretto destinatario (che tra centinaia o migliaia di persone può non essere sempre chi si vorrebbe ricevesse realmente il messaggio). Se qualcuno guadagna l'accesso a una pwd e la cambia, quando il legittimo proprietario non accede più, la procedura tipo è: utente autorizzato: "non capisco, non accedo, fino a ieri tutto bene, ora devo collegarmi e il lavoro urgente bla, bla, bla..."help desk: " ti sarai dimenticato, oppure si è impallato qualcosa; ora te la resetto così puoi entrare nel sistema e non ti faccio perdere altro tempo".Fine della rilevazione dell'intrusione. (rotfl)
      • Anonimo scrive:
        Re: Firme: non sempre...
        - Scritto da:
        Se qualcuno guadagna l'accesso a una pwd e la
        cambiaquesto qualcuno e' un povero idiota: e' chiaro che quando il legittimo proprietario della password non riesce piu' ad accedere se la fa resettare.quando in una azienda si guadagna l'accesso ad una pwd non bisogna mai cambiarla.La si usa per collegarsi in rete, per stampare documenti privati, per tutte quelle cose che nulla hanno a che fare col lavoro ma che prevedono di sfruttare le risorse aziendali per fini privati, usando la pwd di quello che se l'e' fatta fregare, cosi' se per caso si accorgono che c'e' qualcosa che non va, la colpa e' di quell'altro.
  • Anonimo scrive:
    Ned Lud
    E' una moderna forma di luddismo: non si possono distruggere le macchine ma almeno possiamo sabotargli la rete...
  • Anonimo scrive:
    PRIVACY E BUON SENSO
    Salve a tutti sono il Resp. edp di una società .."che non investe in cultura informatica" (si sà ..costa e nn serve a niente!!!) Qui da noi è uso comune sapere le pwd di tutti e spiego il perchè. I due uffici commerciali (Italia e estero) hanno ciascuno un tot di addetti. Ma se tizio manca e i clienti scrivono a tizio...Caio deve poter leggere la posta di tizio e rispondere al cliente. Come si concilia tutta la privacy con il buon senso di poter lavorare senza bloccare l'azienda?
    • Anonimo scrive:
      Re: PRIVACY E BUON SENSO
      Anziché una casella "personale" si imposta una casella generica del tipo commerciale@azienda.it e si spiega chiaramente agli addetti che essendo una casella comune non dovrebbe essere utilizzata per comunicazioni personali o che comunque non dovrebbero essere letti da altri che non siano il destinatario.
      • Anonimo scrive:
        Re: PRIVACY E BUON SENSO
        - Scritto da:
        Anziché una casella "personale" si imposta una
        casella generica del tipo commerciale@azienda.it
        e si spiega chiaramente agli addetti che essendo
        una casella comune non dovrebbe essere utilizzata
        per comunicazioni personali o che comunque non
        dovrebbero essere letti da altri che non siano il
        destinatario.Oltre al fatto puro e semplice che, quando uno va in ferie, dovrebbe informare il resto dell'azienda sullo stato di avanzamento della propria attività e permetterne il proseguio ad altri.
        • Anonimo scrive:
          Re: PRIVACY E BUON SENSO

          propria attività e permetterne il proseguio adchiedo scusa, ma le possibilità sono dueo "proseguo"o "prosieguo"e nessuna è proseguio
      • Anonimo scrive:
        Re: PRIVACY E BUON SENSO
        - Scritto da:
        Anziché una casella "personale" si imposta una
        casella generica del tipo commerciale@azienda.it
        e si spiega chiaramente agli addetti che essendo
        una casella comune non dovrebbe essere utilizzata
        per comunicazioni personali o che comunque non
        dovrebbero essere letti da altri che non siano il
        destinatario.sarei d'accordo con te (anzi, lo sono e faccio così) ma a questo punto chi ti parla ti dice "allora perchè non fai così anche con l'utente del pc? ne fai uno non-personale ma per tutto l'ufficio e..."e niente, perchè la legge dice che le info devono essere riconducibili all'utente.
        • Anonimo scrive:
          Re: PRIVACY E BUON SENSO
          - Scritto da:

          - Scritto da:

          Anziché una casella "personale" si imposta una

          casella generica del tipo commerciale@azienda.it

          e si spiega chiaramente agli addetti che essendo

          una casella comune non dovrebbe essere
          utilizzata

          per comunicazioni personali o che comunque non

          dovrebbero essere letti da altri che non siano
          il

          destinatario.

          sarei d'accordo con te (anzi, lo sono e faccio
          così) ma a questo punto chi ti parla ti dice
          "allora perchè non fai così anche con l'utente
          del pc? ne fai uno non-personale ma per tutto
          l'ufficio
          e..."embe'? funziona ben cosi'.Qui da me ogni utente ha il suo account di rete e con quello si collega alla rete da qualunque PC.Quando io non ci sono, qualunque mio collega viene al mio tavolo e si collega al mio PC.Dove sta il problema?I dati di lavoro stanno nelle cartelle condivise e possono leggerli anche dalla loro postazione.I ca§§i miei, stanno nella mia cartella di questo pc che si puo' leggere solo con il mio account, ma questo non pregiudica l'attivita' lavorativa del mio ufficio.
          e niente, perchè la legge dice che le info devono
          essere riconducibili
          all'utente.Che cosa dice la legge?Quali info?
    • Donald111 scrive:
      Re: PRIVACY E BUON SENSO
      - Scritto da:
      Salve a tutti sono il Resp. edp di una società
      .."che non investe in cultura informatica" (si sà
      ..costa e nn serve a niente!!!) Qui da noi è uso
      comune sapere le pwd di tutti e spiego il perchè.
      I due uffici commerciali (Italia e estero) hanno
      ciascuno un tot di addetti. Ma se tizio manca e i
      clienti scrivono a tizio...Caio deve poter
      leggere la posta di tizio e rispondere al
      cliente. Come si concilia tutta la privacy con il
      buon senso di poter lavorare senza bloccare
      l'azienda?Ti conviene andare a vendere le caramelle con baracchino, vai.La soluzione al tuo falso "problema" esiste da eoni!!! E c'è già chi te l'ha suggerita, quindi evito di ripetere.Spero che il tuo "investimeno" in "ignoranza informatica" un giorno ti insegni qualcosa di costruttivo... quando dovrai pagare penali alla finanza!
      • Anonimo scrive:
        Re: PRIVACY E BUON SENSO

        Ti conviene andare a vendere le caramelle con
        baracchino,
        vai.
        La soluzione al tuo falso "problema" esiste da
        eoni!!! E c'è già chi te l'ha suggerita, quindi
        evito di
        ripetere.
        Spero che il tuo "investimeno" in "ignoranza
        informatica" un giorno ti insegni qualcosa di
        costruttivo... quando dovrai pagare penali alla
        finanza!Scusa ma ti leggi quando scrivi? Che razza di maleducato!
      • Anonimo scrive:
        Re: PRIVACY E BUON SENSO

        La soluzione al tuo falso "problema" esiste da
        eoni!!! E c'è già chi te l'ha suggerita, quindi
        evito di
        ripetere.io non l'ho vista
      • reXistenZ scrive:
        Re: PRIVACY E BUON SENSO

        Ti conviene andare a vendere le caramelle con
        baracchino,
        vai.
        La soluzione al tuo falso "problema" esiste da
        eoni!!! E c'è già chi te l'ha suggerita, quindi
        evito di
        ripetere.
        Spero che il tuo "investimeno" in "ignoranza
        informatica" un giorno ti insegni qualcosa di
        costruttivo... quando dovrai pagare penali alla
        finanza!Concordo. Se davvero l'avesse scritto un imprenditore con uffici commerciali in Italia e all'estero ciascuno con un "tot" di addetti si spiegherebbe la nullità delle imprese italiane...
    • Anonimo scrive:
      Re: PRIVACY E BUON SENSO
      - Scritto da:
      I due uffici commerciali (Italia e estero) hanno
      ciascuno un tot di addetti. Ma se tizio manca e i
      clienti scrivono a tizio...Caio deve poter
      leggere la posta di tizio e rispondere al
      cliente. Come si concilia tutta la privacy con il
      buon senso di poter lavorare senza bloccare
      l'azienda?Varie alternative:1) una casella comune, con gestione "per conto di " delle varie risposte (settaggi da MS Exchange e Outlook, ma soluzioni simili si possono adottare con altri prodotti).2) una lista di addetti cui fare forward automatico (sempre o condizionata con una regola all'assenza del collega di riferimento).3) la condivisione della casella individuale (ma non della login e password dell'accesso alla rete) con un responsabile o collega che garantisca la sostituzione (ma occhio a concordare la cosa con gli interessati per non violare il diritto alla corrispondenza privata).In genere la confusione è sempre la stessa: la login+password (o altro tipo di identificazione tipo smart card o token) servono a identificare la persona, quindi non possono essere ceduti per non incorrere nella falsificazione d'identità.Gli accessi invece, in qualsiasi sw decente, sono autorizzabili per profili d'uso e vanno assegnati a tutti coloro che ne hanno titolo e necessità lavorativa (eventualmente con opportuna nomina, in caso di accesso a dati che ricadono nell'ambito della 196/03).
      • Anonimo scrive:
        Re: PRIVACY E BUON SENSO
        - Scritto da:
        - Scritto da:

        I due uffici commerciali (Italia e estero) hanno

        ciascuno un tot di addetti. Ma se tizio manca e
        i

        clienti scrivono a tizio...Caio deve poter

        leggere la posta di tizio e rispondere al

        cliente. Come si concilia tutta la privacy con
        il

        buon senso di poter lavorare senza bloccare

        l'azienda?

        Varie alternative:
        1) una casella comune, con gestione "per conto di
        " delle varie risposte (settaggi da MS Exchange e
        Outlook, ma soluzioni simili si possono adottare
        con altri
        prodotti).
        2) una lista di addetti cui fare forward
        automatico (sempre o condizionata con una regola
        all'assenza del collega di
        riferimento).
        3) la condivisione della casella individuale (ma
        non della login e password dell'accesso alla
        rete) con un responsabile o collega che
        garantisca la sostituzione (ma occhio a
        concordare la cosa con gli interessati per non
        violare il diritto alla corrispondenza
        privata).

        In genere la confusione è sempre la stessa: la
        login+password (o altro tipo di identificazione
        tipo smart card o token) servono a identificare
        la persona, quindi non possono essere ceduti per
        non incorrere nella falsificazione
        d'identità.

        Gli accessi invece, in qualsiasi sw decente, sono
        autorizzabili per profili d'uso e vanno assegnati
        a tutti coloro che ne hanno titolo e necessità
        lavorativa (eventualmente con opportuna nomina,
        in caso di accesso a dati che ricadono
        nell'ambito della
        196/03).trucco: si autorizzano tutti a tutto.ovviamente si tengono la loro personale coppia login+passwordperò poi danno administrator a tutti e le autorizzazioni di tutto a tutti
        • Anonimo scrive:
          Re: PRIVACY E BUON SENSO

          trucco: si autorizzano tutti a tutto.

          ovviamente si tengono la loro personale coppia
          login+password

          però poi danno administrator a tutti e le
          autorizzazioni di tutto a
          tuttinon per cadere nei soliti flame ma...scommetto che sei un sistemista win....ln
          • Anonimo scrive:
            Re: PRIVACY E BUON SENSO
            - Scritto da:
            non per cadere nei soliti flame ma...
            scommetto che sei un sistemista win....
            Come hai fatto a indovinare?E comunque questo e' un trucco che ci hanno insegnato al corso M$/CEPU per la patente europea: mettere tutti gli utenti nel gruppo administrator cosi' non escono quei fastidiosi messaggi di mancanza di privilegio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Forward... questo sconosciuto
      Semplicemente... nel periodo in cui manca Caio la sua posta e' inoltrata a Tizio o viceversa.Se questa necessita' invece e' continua (ma allora perche' avere 2 realta' commerciali distinte se poi lavarono entrambi sulle stesse cose ?) usi un'unica casella di posta ma tieni traccia di CHI accede alle informazioni.(cosa che dovresti fare cmq)Cosi' SAI che Caio ha letto la mail Xyz di Tizio (sia che Tizio fosse assente che presente).Mi sa che anche la tua cultura informatica debba essere aggiornata... (anonimo) :s
  • Madder scrive:
    e le password "semplici"
    e quei dipendenti che usano password come "qwertz" oppure "123456" oppure la data di nascita, il nome del figlio, il proprio numero di telefono, ... e quelli che scrivono user e password a matita sul tavolo/monitor perchè altrimenti la dimenticano, ... e quelli che lasciano la stazione senza bloccarla, magari per ore (pranzo, riunioni, ...), ... e quelli che "perdono" un notebook sul quale c'è il post-it con user e password, e lasciano sull'hard disk megabyte di informazioni sensibili, ... quelli lì, come li trattiamo ?
    • Anonimo scrive:
      Re: e le password "semplici"

      quelli lì, come li trattiamo ?con una bella promozione! ....soprattutto perchè aiutano i governi (americani in testa) a trovare scuse per adottare sistemi per entrare sempre più nelle nostre case!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: e le password "semplici"
      Beh, io una volta ho usato anche "checefregadelcilenonoicavemotottigol" :D
    • Anonimo scrive:
      Re: e le password "semplici"
      - Scritto da: Madder
      e quei dipendenti che usano password come
      "qwertz" oppure "123456" oppure la data di
      nascita, il nome del figlio, il proprio numero di
      telefono, ...


      e quelli che scrivono user e password a matita
      sul tavolo/monitor perchè altrimenti la
      dimenticano, ...


      e quelli che lasciano la stazione senza
      bloccarla, magari per ore (pranzo, riunioni,
      ...), ...


      e quelli che "perdono" un notebook sul quale c'è
      il post-it con user e password, e lasciano
      sull'hard disk megabyte di informazioni
      sensibili, ...


      quelli lì, come li trattiamo ?Un licenziamento in tronco senza liquidazione :@
      • Anonimo scrive:
        Re: e le password "semplici"
        - Scritto da:

        - Scritto da: Madder

        e quei dipendenti che usano password come

        "qwertz" oppure "123456" oppure la data di

        nascita, il nome del figlio, il proprio numero
        di

        telefono, ...





        e quelli che scrivono user e password a matita

        sul tavolo/monitor perchè altrimenti la

        dimenticano, ...





        e quelli che lasciano la stazione senza

        bloccarla, magari per ore (pranzo, riunioni,

        ...), ...





        e quelli che "perdono" un notebook sul quale c'è

        il post-it con user e password, e lasciano

        sull'hard disk megabyte di informazioni

        sensibili, ...





        quelli lì, come li trattiamo ?
        Un licenziamento in tronco senza liquidazione :@figurati, qualsiasi capoccia se ne sarebbe impippato
    • Anonimo scrive:
      Re: e le password "semplici"
      - Scritto da: Maddercut

      e quelli che lasciano la stazione senza
      bloccarla, magari per ore (pranzo, riunioni,
      ...), ...
      cutUna collega (ufficio commerciale) ha sbirciato nel mio computer (ufficio paghe) nell'ora di pausa, mentre era senza screensaver con blocco.Cretino io certamente, ma chi è la più stronza in questa storia?
      • Anonimo scrive:
        Re: e le password "semplici"
        - Scritto da:
        - Scritto da: Madder

        cut



        e quelli che lasciano la stazione senza

        bloccarla, magari per ore (pranzo, riunioni,

        ...), ...


        cut

        Una collega (ufficio commerciale) ha sbirciato
        nel mio computer (ufficio paghe) nell'ora di
        pausa, mentre era senza screensaver con
        blocco.
        Cretino io certamente,
        ma chi è la più stronza in questa storia?Tutte e due s*****e uguali! Scusa ma ho solo usato un tuo termine, senza offesa!
      • Anonimo scrive:
        Re: e le password "semplici"
        - Scritto da:
        - Scritto da: Madder

        cut



        e quelli che lasciano la stazione senza

        bloccarla, magari per ore (pranzo, riunioni,

        ...), ...


        cut

        Una collega (ufficio commerciale) ha sbirciato
        nel mio computer (ufficio paghe) nell'ora di
        pausa, mentre era senza screensaver con
        blocco.
        Cretino io certamente,
        ma chi è la più stronza in questa storia?l'ufficio paghe dovrebbe avere sempre disgiunto il nome della persona e il dato relativo. lo sostengo da anniper te deve esistere la "risorsa 2342342" e basta.altrimenti anche TU puoi dire i dati in giro.e chi sbircia vede solo "risorsa 2384239482"
        • Anonimo scrive:
          Re: e le password "semplici"

          l'ufficio paghe dovrebbe avere sempre disgiunto
          il nome della persona e il dato relativo. lo
          sostengo da anni per te deve esistere la risorsa
          2342342" e basta.
          altrimenti anche TU puoi dire i dati in giro.
          e chi sbircia vede solo "risorsa 2384239482"Deve essere così anche perchè richiesto tecnicamente dalle norme per la tutela privacy in applicazioni informatiche.i dati sensibili (tutti) non devono essere immediatamente collegati al nome.
    • Anonimo scrive:
      Re: e le password "semplici"
      - Scritto da: Madder
      e quei dipendenti che usano password come
      "qwertz" oppure "123456" oppure la data di
      nascita, il nome del figlio, il proprio numero di
      telefono, ...


      e quelli che scrivono user e password a matita
      sul tavolo/monitor perchè altrimenti la
      dimenticano, ...


      e quelli che lasciano la stazione senza
      bloccarla, magari per ore (pranzo, riunioni,
      ...), ...


      e quelli che "perdono" un notebook sul quale c'è
      il post-it con user e password, e lasciano
      sull'hard disk megabyte di informazioni
      sensibili, ...


      quelli lì, come li trattiamo ? "purchè il lavoro vada avanti, queste sono sciocchezze, non siamo alla nasa" , cit.
  • Anonimo scrive:
    Sicuramente, però...
    Sicuramente è sbagliata questa mancanza di cultura informatica ma dentro un'azienda seria (o almeno seria quanto basta da necessitare accessi limitati ai propri computer) dovrebbe esserci un dossier che contenga tutte le regole di comportamento interno, un dossier a disposizione di tutti i dipendenti i quali dovrebbero tenere d'occhio per aggiornarsi su eventuali cambiamenti ed aumenti di restrizioni.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sicuramente, però...
      - Scritto da:
      Sicuramente è sbagliata questa mancanza di
      cultura informatica ma dentro un'azienda seria (o
      almeno seria quanto basta da necessitare accessi
      limitati ai propri computer) dovrebbe esserci un
      dossier che contenga tutte le regole di
      comportamento interno, un dossier a disposizione
      di tutti i dipendenti i quali dovrebbero tenere
      d'occhio per aggiornarsi su eventuali cambiamenti
      ed aumenti di
      restrizioni.A me preoccupa la mancanza di cultura giuridica tra giudici e avvocati...La cultura giuridica si è fermata alla carta!
    • Anonimo scrive:
      Indubbiamente, ma...
      ... ti consiglio comunque di leggere "L'arte dell'inganno" di Kevin Mitnick.
      • Anonimo scrive:
        Re: Indubbiamente, ma...
        - Scritto da:
        ... ti consiglio comunque di leggere "L'arte
        dell'inganno" di Kevin
        Mitnick.Roba vecchia!In ogni caso il problema ripeto non è certo l'ignorannza della gente (ignoranza che del resto paga "di tasca sua") quanto invece quella di giudici avvocati e politici che non solo non pagano tale ignoranza di "tasca loro" ma anzi la paghiamo tutti di tasca nostra!
    • Anonimo scrive:
      Re: Sicuramente, però...
      - Scritto da:
      Sicuramente è sbagliata questa mancanza di
      cultura informatica ma dentro un'azienda seria (o
      almeno seria quanto basta da necessitare accessi
      limitati ai propri computer) dovrebbe esserci un
      dossier che contenga tutte le regole di
      comportamento interno, un dossier a disposizione
      di tutti i dipendenti i quali dovrebbero tenere
      d'occhio per aggiornarsi su eventuali cambiamenti
      ed aumenti di
      restrizioni.tanto alla fine passa il capomegatotale e ti chiede la password ed entra lui
      • Anonimo scrive:
        Re: Sicuramente, però...

        tanto alla fine passa il capomegatotale e ti
        chiede la password ed entra
        lui
        Il capo megatotale non dovrebbe aver bisogno di chiedere la mia password. O cmq si rivolge al sys admin.Cmq non c'e' problema.Gli mandi una mail in cui lo avvisi di avergli consegnato la password e alleghi in Copia carbone la tua mail (cosi' la vede anche lui).Oppure una letttera o qualunque cosa costituisca una traccia scritta e di cui Lui sia ben consapevole !(non fare cose di nascosto tipo BCC)Pararsi il culo SEMPRE ! :D
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