Cyberwar, USA e UE alle prove di collaborazione

Mentre uno studio mette in guarda Washington dai pericoli internazionali informatici, USA e UE mettono alla prova le loro infrastrutture per la cyberdifesa

Roma – A Bruxelles Stati Uniti e Unione Europea stanno sperimentando le vie della cybersicurezza congiunta. Si tratta di test congiunti di esercizi cibernetici: la giornata “Cyber Atlantic 2011” ha visto la collaborazione dell’ ente europeo ENISA ( European Network and Information Security Agency ) e dello US Department of Homeland Security .

In totale sono stati 20 gli stati coinvolti nelle esercitazioni condotte durante tutta la giornata. 16 di essi, guidati dalle direzioni della Commissione Europea, sono stati impegnati ad affrontare due scenari di crisi e cyber-attacchi: dall’attacco con furto di dati riservati ai danni di un’agenzia di cybersicurezza di uno degli stati membri europei a quello diretto contro infrastrutture energetiche, distinguendo tra attacco diretto e ciò che viene definito APT, advanced persistent threat , cioè tutte quelle minacce sempre dietro l’angolo quali keylogger e trojan.

Da qui al diventare la base per una NATO cibernetica mancano naturalmente numerosi passaggi, ma rappresenta comunque l’avvio di una collaborazione transatlantica: in particolare, l’incontro tra le due potenze dovrebbe servire non solo a individuare i punti deboli della sicurezza informatica europea, ma a far diventare il sito dell’ENISA il centro europeo per lo scambio di informazioni, best practice e know how nel settore della cybersicurezza.

Quando si parla di attacchi informatici, d’altronde, si prevede che possano provenire sia da individui che da altre nazioni, ma in ogni caso si tratta di minacce internazionali per cui occorre collaborare. Anche Microsoft, d’altronde, ha teso la mano a forme di collaborazione pubblico-private e transnazionali .

Anzi, nonostante l’opinione di esperti di sicurezza come Bruce Schneier escludano la possibilità che una vera e propria cyber-guerra prenda piede (o almeno la definizione di questi tipi attacchi come “nuova forma di guerra”), la minaccia che il pericolo arrivi da oltreconfine sembra sempre più concreta: lo statunitense Office of the National Counterintelligence Executive (ONCIX), per esempio, ha rilasciato un rapporto dal titolo evocativo “Spie straniere che rubano segreti economici statunitensi nel Cyberspazio”. In esso si delinea uno scenario in cui sono sempre di più i tentativi internazionali di carpire informazioni tecnologiche e finanziarie agli Stati Uniti tramite attacchi informatici .

Secondo quanto riferisce l’ONCIX, la fonte principale di minacce sarebbe la Cina, paese nel quale, senza tirare in ballo direttamente un ruolo da parte del Governo di Pechino, spesso avrebbero origine i cyberattacchi. A seguire per pericolosità è la Russia, ma anche gli alleati degli Stati Uniti rappresenterebbero in questo senso una minaccia, in quanto sfrutterebbero i rapporti privilegiati per carpire informazioni riservate.

Pur essendo accuse indirette, le risposte non sono tardate: Pechino, innanzitutto, ha sottolineato come sia proprio la Cina fra le principali vittime degli attacchi, e le autorità si sono dichiarate pronte a collaborazioni internazionali per trovare soluzione al problema.

Claudio Tamburrino

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  • mauro fontana scrive:
    Mah
    Tutti quelli (merchant) che ho sentito avvalersi del servizio di groupon (e altri concorrenti) hanno detto: mai piu'. ci ho solo rimesso. E infatti ilk problema e' che ho cambiano modello (prenderti il 50% di quanto dovrebbe prendere il merchant che vende gia' con uno sconto di solito che varia fra il 50% e 70% del rpezzo normale) equivale a regalare la roba e a rimetterci.Puo' andar bene in alcuni casi ma nella stagrande maggiroanza dei casi la gente compera solo epr il prezzo e col cavolo ch epoi ci ritorna. Quando tutti lo capiranno li 20 euro ad azione diventeranno 20 centesimi.
  • Roby10 scrive:
    Non mi convince
    Non ho nessuna competenza di economia e sarò lieto di essere smentito, ma mi sembra una vera e propria bolla da net economy. 3 anni fa Groupon non era niente... non si diventa un'azienda da 13 miliardi di dollari dall'oggi al domani. Soprattutto campato sul nulla, non ci sono immobili, infrastrutture, industrie. Vende aria fritta, servizi e prodotti di altri, domani esce un competitor che pretente il 30% invece del 50 e Groupon viene giù in 6 mesi.E poi tutti i trucchetti per gonfiare i numeri, 110 milioni di utenti registrati, magari hanno comprato solo un gelato a 2 euro... Io non ci investirei mai.
    • kaiserxol scrive:
      Re: Non mi convince
      La cosa è più semplice. Ti confermo i tuoi dubbi.Il loro presidente è un tizio che ha già creato altre volte delle società finanziariamente costruite su castelli di carta. Per guadagnare 10 devono spendere 15 in pubblicità e la pubblicità non viene considerata nei resoconti agli azionisti. Solo guadagno dai documenti. La cosa brutta è che riusciranno a quotarsi, economicamente tanta gente perderà tanti soldi e l'unico a diventare ancora più ricco sarà l'ideatore della truffa che si arricchisce con l'utile della quotazione (lui e soci). La società ovviamente fallisce sotto il peso dei debiti.Sul Sole 24 ore c'era un articolo poche settimane fa che ne parlava approfonditamente...più che dubbi si parla di certezze che sono gli organi di controllo non vedono.... $$$$$
      • Roby10 scrive:
        Re: Non mi convince
        Al momento ha fatto +30% sul primo giorno, se non è bolla questa.Certo ad avere capitale e voler fare lo speculatore era un bell'affare. Se si parla di investimento perchè si crede in un'azienda rimango della mia idea.
        • yup scrive:
          Re: Non mi convince
          Guarda che ce ne sono tantissimi che hanno capito che si tratta di una truffa, ma comprano lo stesso.Sono tutti convinti che alla fine troveranno uno piú fesso a cui appioppare le azioni a prezzo maggiorato. Bisogna solo vedere chi é poi che rimane col cerino in mano, perché a decidere quand'é il momento di lasciar crollare le azioni non é il pesce piccolo.
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: Non mi convince
      E che problema c'è?Se fallisce, tanto, basta alzarti l'età della pensione ;-)
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